Coronavirus. Liberati i due genovesi segregati in un ospedale di Cuba

Coronavirus. Liberati i due genovesi segregati in un ospedale di Cuba

Potranno finalmente tornare a casa Marta e Filippo, i due genovesi prigionieri dell’ospedale Pedro Fury a Cuba.

I due cittadini genovesi si erano recati lo scorso 27 febbraio a Cuba per una vacanza, ma a partire da mercoledì 11 marzo le cose avevano preso una piega inaspettata.

Le autorità sanitarie cubane, nell’ambito di un controllo per il coronavirus e con una evidente preoccupazione legata alla nazionalità italiana dei due, avevano eseguito ai due ragazzi un prelievo del sangue.

Nonostante il risultato fosse negativo all’infezione, Marta e Filippo sono stati obbligati a rimanere all’interno dell’ospedale presso cui si erano dovuti presentare per il controllo senza ottenere ulteriori informazioni.

Completamente privi di contatti e senza conoscere esattamente i motivi della loro permanenza all’interno dell’ospedale, Marta aveva pubblicato sulla propria pagina Facebook una richiesta di aiuto.

Partito l’interessamento dell’Ambasciata Italiana a Cuba e della Farnesina, che ha richiesto informazioni sui due cittadini italiani. Le mosse del nostro governo sono servite a sbloccare la situazione.

In particolare l’ambasciatore italiano a Cuba Andrea Ferrari, che si è tenuto in costante contatto telefonico sia con i due ragazzi che con le autorità cubane e che ha permesso di risolvere la situazione.

Marta e Filippo dovrebbero imbarcarsi per un volo per l’Italia il prossimo martedì.