Rifiuti Volpara, cittadini scontenti del nuovo modello di gestione

Rifiuti Volpara, cittadini scontenti del nuovo modello di gestione

La gestione dei rifiuti dell’impianto di Volpara, in Val Bisagno, non soddisfa i cittadini che, in più riprese, hanno sottolineato di essere pronti a scendere in piazza per far rispettare i propri diritti.

Sebbene un periodo di prova abbia avuto luogo fin dallo scorso 16 dicembre i cittadini, che più volte hanno chiesto inascoltati di partecipare alla creazione del nuovo modello di gestione, non sono convinti che quella selezionata possa essere la soluzione giusta. E poco importa che la stessa preveda anche l’abolizione delle fosse di accumulo che nel periodo estivo sfinivano i residenti con i miasmi provenienti dall’immondizia.

È importante sottolineare che quella della Volpara è l’unica stazione di trasferimento della spazzatura indifferenziata a Genova dopo che il centro di raccolta a Campi è stato distrutto con il crollo del ponte Morandi. Il sindaco Marco Bucci ha sottolineato, nel corso dell’incontro di presentazione del nuovo modello di gestione, che la nuova “metodologia diventerà prassi in attesa dell’obiettivo dei prossimi anni, la dismissione totale dell’impianto” e che il via libera è stato causato dal riscontro positivo ottenuto in queste ultime settimane. La vecchia fossa di accumulo, ha continuato il primo cittadino, attualmente ripulita e bonificata, verrà resa disponibile solo in caso di emergenza o situazioni straordinarie: ovvero quando gli impianti fuori città non possono essere utilizzati.

L’assessore comunale ai Rifiuti Matteo Campora e la direttrice generale di Amiu Tiziana Merlino hanno illustrato il passaggio da uno stazionamento di 48 ore dell’immondizia, a quello di un’ora massimo del nuovo approccio, ottenuto “attraverso un sistema di tramogge, imbuti, tra i camion che portano i rifiuti alla Volpara e quelli che li trasferiscono negli impianti fuori città”.

La popolazione, che convive con l’impianto fin dagli anni ’70, non è convinto che questo nuovo modello possa funzionare e chiede che l’impianto venga chiuso in via definitiva. Ha sottolineato Roberto D’Avolio, presidente del Municipio Media Val Bisagno: se “il sistema funzionerà potremo capirlo solo in estate quando i miasmi si sprigionano maggiormente: inoltre in questi giorni di sperimentazione non ci è sembrato che gli odori siano diminuiti”.

La vera paura dei cittadini è quella che questa soluzione porti ad un rallentamento del processo di dismissione dell’impianto con la scusa che il sistema di passaggio da camion a camion sembri funzionare: i rappresentati del municipio hanno ad ogni modo sottolineato che non solo continueranno a sostenere i comunicati nella loro battaglia, ma chiederanno “di poter verificare in loco l’avanzamento dei lavori” di gestione dei rifiuti.

Niccolò Giraudo

Niccolò Giraudo

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