Vaccini. Grillo, nessun cambiamento. Resta l’obbligo

Vaccini. Grillo, nessun cambiamento. Resta l’obbligo

«Sono un medico prima che un ministro, il resto sono chiacchiere da bar…». Il Ministro della Sanità Giulia Grillo non rimane in silenzio e, con una lunga comunicazione, cerca di tranquillizzare gli italiani che sono favorevoli ai vaccini: «Nessun passo indietro sull’obbligo vaccinale». Per essere iscritti ai nidi e alla scuola dell’infanzia i bambini dovranno essere vaccinati e i genitori «dovranno ancora presentare le certificazioni».

«Speravo – dice Grillo – di non dover intervenire per l’ennesima volta sul tema delle vaccinazioni che da strumento di prevenzione primaria si sono trasformate in strumento di lotta politica a tratti con toni di guerra di religione. Con buona pace  di tutti gli altri importanti argomenti della sanità pubblica, a partire dalle ripetute aggressioni nei confronti del personale sanitario, che in troppi trascurano». Riguardo la proposta «di iniziativa parlamentare, e non governativa, lo sottolineo a scanso di ogni equivoco, che proroga i termini già previsti dal decreto Lorenzin – spiega il ministro – ribadisco che i bambini dovranno continuare a essere vaccinati». Grillo sottolinea quindi di essere «un medico prima che un ministro, il resto – dice – sono chiacchiere da bar». Il ministro ribadisce quindi che «come rappresentante del governo farà di tutto per la promozione attiva delle vaccinazioni». Saranno avviate a settembre e ottobre, annuncia, giornate di promozione attiva delle vaccinazioni negli ambulatori medici.

Le altre critiche, dal Pd a Forza Italia

Preoccupazione e indignazione montano. Il Pd parla di «ritorno al Medioevo», invoca lo stralcio dell’emendamento che rinvia l’obbligo vaccinale e minaccia di chiedere le dimissioni della ministra. «Il governo fermi questa decisione folle», attacca Maurizio Martina. Per Forza Italia è una «scelta scellerata». E intanto nel M5S si allarga la crepa nel fronte antivaccini. Dopo il voto contrario e «indignato» della senatrice Elena Fattori, altri due parlamentari pentastellati gridano «no» al rinvio. Il deputato Giorgio Trizzino, direttore sanitario dell’Ospedale dei Bambini di Palermo, si schiera contro la scelta: «Ho visto bambini morire a causa di morbillo, meningite… Mai a causa di complicanze post vacciniche». Domani alla Camera è atteso il voto finale e Trizzino, che condivide «in pieno» la posizione della senatrice Fattori, si troverà sulla stessa linea della collega Fabiola Bologna, che fa parte del «Patto trasversale per la scienza». Ma per Alfonso Celotto, capo di gabinetto della Grillo, si sta facendo «tanto rumore per nulla».

L’ordine dei medici dalla parte del Ministro

«No al rinvio di un anno dell’obbligo di presentare i certificati vaccinali per l’iscrizione alla scuola dell’infanzia e ai nidi». È la posizione espressa dal presidente della Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (Fnomceo), Filippo Anelli, in merito all’emendamento approvato con il decreto Milleproroghe. L’emendamento, afferma, «non risponde all’evidenza scientifica circa la necessità delle vaccinazioni. Lanciamo un appello al Parlamento perché rispetti la scienza».

«Sulle vaccinazioni lanciamo un appello al Parlamento, perché, nelle sue decisioni, rispetti sempre la scienza e metta il ministro della Salute, Giulia Grillo, nelle migliori condizioni per lavorare», afferma Anelli all’indomani dell’approvazione al Senato dell’emendamento al decreto Milleproroghe che fa slittare di un anno l’obbligo vaccinale come condizione per l’ingresso alle scuole dell’infanzia e ai nidi. «Esprimiamo la nostra piena fiducia nel ministro – prosegue Anelli – e le assicuriamo il nostro sostegno, sapendo che potrà contare anche su tutti gli organismi tecnico-scientifici a sua disposizione per garantire le coperture vaccinali senza compromettere o ledere alcun diritto». «L’articolo 32 della nostra Costituzione tutela la Salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività – conclude -. Al Ministro il compito di attuare tale tutela, attraverso politiche sanitarie che si fondino sulle migliori evidenze scientifiche a nostra disposizione».

Di Maio: no all’obbligo

«Sui vaccini stiamo portando avanti quello che avevamo detto. Crediamo nei vaccini. Le famiglie vanno sensibilizzate per farli ma non si può pensare che la scuola sia il luogo per obbligare i bambini a farli perché si rischia di escluderli dal sistema scolastico». Questo ha detto il ministro a margine del suo intervento a Pescara il vicepremier e ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro, Luigi Di Maio.


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