Thailandia. Quali sono le difficoltà nel salvare i bambini

Thailandia. Quali sono le difficoltà nel salvare i bambini

Sono da più di dieci giorni intrappolati in una galleria sotterranea insieme al loro maestro di calcio, sono i dodici bambini che tutto il mondo ora segue nella loro grave situazione di pericolo. I soccorritori sono già da qualche giorno arrivati al punto dove erano rimasti intrappolati dalle piogge. Un sub purtroppo è morto durante l’arrivo più profondo della grotta, era un sub esperto, un ex militare.

Ma quel’è la situazione adesso?

Secondo gli esperti il problema è duplice. Le piogge che stanno per arrivare, monsoniche, che di solito durano per 4 mesi e che potrebbero, ma non si è certi, inondare tutta la grotta e mettere quindi in pericolo la vita di tutti i ragazzi. Se la parte dove i giovani si sono rifugiati dovesse allagarsi sarebbe la fine per tutti coloro che non riuscissero ad uscire in tempo.

L’altra è proprio la conformazione della grotta che è lunga in totale più di 10 km e nel tratto che i ragazzi devono attraversare per poter uscire indenni si estende per 2,5 km.
Non solo ma nel 1987 è stata esplorata completamente da alcuni esperti francesi che ne hanno anche creato una mappa e si vede che buona parte dei 2.5 km che devono attraversare i ragazzi per arrivare nella parte più ampia e facile è costituita da passaggi sott’acqua e da cunicoli alti a volte solo un metro. Qualcosa di veramente impossibile per dei bambini. Difficile anche per degli esperti.

Grotta Thailandia

Grotta Thailandia

Probabilmente la confusione iniziale ha fatto perdere molti giorni preziosi ai soccorritori che prima pensavano di arrivare attraverso un cunicolo scavato nella roccia e poi anche attraverso passaggi che poi si sono rivelati inutili o addirittura inesistenti.

I ragazzi intanto hanno scritto delle lettere ai genitori e ne hanno ricevute da loro e questo fa bene al morale, porta nuova fiducia in bambini che comunque si stanno dimostrando davvero coraggiosi e compatti tra di loro. Anche l’allenatore il 25 insegnante che in effetti li ha portati in questa situazione si è scusato con i genitori i quali hanno subito risposto che non ce l’hanno affatto con lui e che anzi lo aspettano sano e salvo insieme a tutti gli altri.

Le lettere scritte a mano dal gruppo sono state consegnate ai sommozzatori venerdì e pubblicate sulla pagina Facebook di Thai Navy Seal sabato. “Non preoccuparti per me, sono al sicuro.” dice un ragazzo soprannominato Pong. Un altro ha scritto: “Nick ama mamma e papà e fratelli, se riuscirò ad uscire, mamma e papà, per favore, portatemi il mookatha (barbecue tailandese) da mangiare”. Lettere di amore e rassicurazione dei ragazzi thailandesi Nella sua lettera, l’allenatore venticinquenne Ekkapol Chantawong, noto anche come Ake, ha dichiarato: “Cari genitori di tutti i bambini, ora tutti stanno bene, la squadra di soccorso ci tratta molto bene”.

Ora per ora la situazione è in movimento, e tutto il mondo segue con ansia ogni minimo particolare, sperando che finalmente si possa applaudire la salvezza di questi ragazzi.


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