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Spiaggia Margonara, il degrado dell’accampamento dei senzatetto

Spiaggia Margonara, il degrado dell’accampamento dei senzatetto
ilBuonsenso

Un piccolo angolo di paradiso contaminato dal degrado dei più disperati: è questo oggi la spiaggia di Margonara, che da potenziale porticciolo per diportisti è divenuto un accampamento per senza tetto.

Una spiaggetta dalle mille potenzialità che quest’anno in particolare sta vivendo il suo momento meno fiorente: non solo è diventata rifugio per i disperati della zona, ma ci hanno pensato anche le restrizioni legate al contenimento dei contagi da covid-19 e la chiusura dell’accesso legata ai pericoli della vecchia struttura in cemento pericolante a rendere la situazione generale ancora più complessa.

Quella di Margonara è una piccola porzione di costa che nonostante il divieto di accesso è divenuta il ritrovo di saccopelisti e senzatetto, i quali la hanno eletto a luogo di ritrovo per dormire, creando uno stato di degrado e di forte abbandono.

Il fenomeno ha avuto inizio la scorsa estate quando una parte della spiaggia era stata chiusa dall’Autorità Portuale perché ritenuta pericolosa. La porzione orientale, verso Savona, era rimasta in ordine grazie al gruppo di donne “Mamme della Margonara“, che da anni si prendono cura della spiaggetta.

Quest’anno a causa del covid l’intera area è stata preclusa all’accesso: ma la capacità di infiltrarsi dei senzatetto e dei saccopelisti, nonostante tutto, ha trasformato la spiaggia in un accampamento di tende e capanne improvvisate senza il minimo controllo igienico. Vi sono state segnalazioni ma ben poco finora è stato fatto.  E se le mamme del gruppo denunciano lo stato di degrado sperando che si faccia qualcosa, magari installando servizi igienici e la concessione della spiaggia di Margonara ai comuni, la Polizia Municipale della zona spiega che mantenere l’ordine non è così facile come possa sembrare in teoria.

Durante l’estate abbiamo effettuato parecchi interventi” ha commentato il comandante della Polizia Municipale di Savona, Igor Aloi. “L’ultimo, in particolare, insieme alla municipale di Albissola e alla capitaneria di Porto. Il problema, però, si ripropone dopo poco. Appena terminato lo sgombero e l’allontanamento” ha concluso, “nel giro di mezza giornata, siamo da capo“.

Giorgio Muscas

Giorgio Muscas

Esperto in criptovalute mi dedico all'economia e alla politica. Il giornalismo è la mia vera passione