Trizio Consulting

Ponte Morandi, portavoce famigliari: riformare codice penale per evitare prescrizione reati

Ponte Morandi, portavoce famigliari: riformare codice penale per evitare prescrizione reati
Trizio Consulting

C’è fiducia da parte dei famigliari delle vittime del crollo del Ponte Morandi nei confronti della Procura di Genova che si sta occupando delle indagini, ma allo stesso tempo viene auspicato che il codice penale venga riformato per evitare un’eventuale prescrizione del reato.

Egle Possetti, portavoce del Comitato Famigliari Vittime Ponte Morandi, parlando con l’Agi fa il punto della situazione su questi due anni passati dalla tragedia. “In questa fase processuale ho molta fiducia nel lavoro di indagine che sta facendo la Procura di Genova, vedo che c’è molta attenzione ed è importantissimo” sottolinea, “Spereremmo che, esaurita questa fase molto complessa e articolata di indagine, il processo sia più’ fluido“.

L’emergenza coronavirus ha infatti rallentato il corso delle udienze, facendo temere che questo stop forzato potesse avere conseguenze sul caso. “Come parenti delle vittime spereremmo che” ha infatti aggiunto parlando con l’agenzia, “dal punto di vista normativo, i processi siano decisamente più’ brevi: non è sostenibile che per un primo grado si aspettino tantissimi anni“.

Per questo motivo il comitato auspica una riforma del codice penale in tal senso. E’ assurdo infatti che per l’esaurimento dei tre gradi di giudizio possano arrivare a volerci addirittura 10 anni: un tempo inconcepibile sia per ottenere giustizia che per essere condannati. “Se poi ci sono indagati che vogliono allungare i tempi per sperare nella prescrizione” ribatte, “noi non dobbiamo permetterglielo”.

Per ciò che concerne la commemorazione e il ricordo delle vittime innocenti del crollo del Ponte Morandi la portavoce esprime soddisfazione per il giardino dei 43 alberi: sebbene non sia un memoriale sotto il ponte, è considerato dai famigliari un primo passo molto importante, ben eseguito e curato con attenzione.

Per il memoriale vero e proprio bisognerà aspettare di più, ma il progetto dell’architetto Stefano Boeri è piaciuto molto alle famiglie delle vittime, perché da un lato vi è il ricordo e dall’altro espressione della vita. Qualcosa che insieme al museo dedicato alla tragedia farà in modo tale che nessuno possa dimenticare e come si è giunti alla stessa.

Sono passati due anni e per i parenti delle vittime il dolore è devastante. “Non smette, si trasforma“, spiega la Possetti. “Siamo presi dalla vita di tutti i giorni, dal caos, ma quando ci si ferma a pensare a quanto successo, ogni volta e’ una coltellata. Non riusciamo a darci pace. E’ straziante”.

Giorgio Muscas

Giorgio Muscas

Esperto in criptovalute mi dedico all'economia e alla politica. Il giornalismo è la mia vera passione