Trizio Consulting

Luigi Provini: le regole del fisco a Dubai, Emirati Arabi

Luigi Provini: le regole del fisco a Dubai, Emirati Arabi
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Dubai, capitale e centro fiorente degli Emirati Arabi uniti viene spesso additata come luogo perfetto per stabilire la sede legale della propria società grazie a un regime fiscale vantaggioso. Scopriamo insieme al Dott. Luigi Provini, consulente sul fisco dalla lunga esperienza, come sia possibile sfruttare a proprio piacimento e in modo lecito, ciò che questa città e questo stato hanno da offrire.

D: Dott. Provini, Dubai viene vista da molti come un luogo dove più che fare un buon affare è più probabile imbattersi in illeciti di ogni sorta. Altri sostengono che si tratti di un paradiso fiscale legittimo a tutti gli effetti: quale è la verità.

LP: Quando si pensa a Dubai si pensa al lusso sfrenato, alla capacità di sviluppo importante di attività e a un fisco favorevole, cadendo però nell’errore di pensare che se qui si ha la possibilità di avere una tassazione meno pressante di certo debbano esserci degli illeciti alla base.

La realtà dei fatti è che gli Emirati Arabi Uniti, proprio per la tipologia di attività che sostengono il territorio hanno messo a punto un sistema che consente di favorire l’espansione industriale e finanziaria.

D: Quindi quando si parla di fondi neri o frode fiscale si tratta di favole campate in aria?

LP: Come accade in ogni paese ovviamente non mancano delinquenti pronti a truffare e a delinquere: questo non significa che il sistema sia illegale. Le imprese riescono a crescere per via di uno specifico schema di tassazione. Io, Luigi Provini, negli Emirati Arabi Uniti non pago imposte né sul reddito di impresa né sul mio reddito personale e così come avviene anche a Hong Kong non viene applicata l’IVA sui prodotti di consumo.

Questo significa che nessuno aggiunge una tassazione del 22% su quello che compra e i prezzi quindi non lievitano come accade in Italia.

D: E per ciò che concerne i titoli azionari? C’è chi paventa forme di riciclaggio di denaro molto curiose che spesso coinvolgono società appositamente create…

LP: Dubai, come tutti gli Emirati Arabi Uniti è un luogo dove fare impresa conviene e dove appare conveniente anche possedere titoli azionari: qui non si pagano imposte sui dividendi che si ottengono dalla vendita delle azioni o dalle partecipazioni stesse e il fatto che non esista nemmeno una imposta di successione e sul capital gain non spinge le persone che investono in questo paese a cercare vie illecite di guadagno.

D: Come può funzionare questo sistema se non si tassa nulla?

È sbagliato pensare che il fisco rimanga privo di entrate. Gli Emirati sono uno stato fondato sullo sfruttamento di petrolio: le compagnie sono tassate al 55%. Le stesse banche che operano sul territorio sono soggette a una tassazione del 20% e le aziende, che possono contare su un regime agevolato, pagano comunque i costi di registrazione e il rinnovo annuale della stessa. Cifre tendenzialmente alla portata di qualsiasi attività.

D: Le cronache italiane segnalano spesso come molti delinquenti puntino al riciclaggio di denaro e alla conservazione dei fondi neri derivanti da frodi fiscali proprio trasferendosi a Dubai: perché questo accade?

LP: È importante comprendere una cosa di Dubai: per quanto si tratti di un paese ricco, il costo della vita, paragonato ad esempio a quello di Roma o Milano è decisamente più basso. L’economia gira perché i cittadini non incontrano grandi problemi a spendere proprio grazie ai prezzi più bassi. Questo consente al sistema di funzionare bene e di attirare investitori e imprese ai quali viene fornita la possibilità di ottenere un permesso di soggiorno legato al lavoro.

Dubai è un luogo nel quale diventa conveniente vivere e dove nessuno fa particolari domande in merito ai soldi che vengono versati in banca. Non vi sono indagini che nascono se un versamento supera una determinata cifra. Fino a che non crei problemi e fai del tuo, negli Emirati Arabi Uniti puoi vivere in pace, a patto che tu sia produttivo.

D: Dott. Provini, sostiene che gli Emirati Arabi Uniti siano un posto dove investire e crescere lecitamente?


Dubai è senza dubbio considerato un paradiso fiscale e al pari di Monaco o della Svizzera viene colpevolizzato perché il suo sistema fiscale avanzato e funzionante viene sfruttato illecitamente da alcuni delinquenti. Ma questo non significa assolutamente che eventuali truffe non vengano condannate o che tutto si muova in base ad anarchia completa.

Se si vuole fare impresa, Dubai e gli Emirati Arabi Uniti sono il luogo perfetto: il reddito di impresa e il reddito personale non vengono tassati e la mancanza di IVA consente un commercio fiorente di qualsiasi prodotto. Investire e lavorare qui è conveniente.

Sebbene il tasso di criminalità sia molto basso persone provenienti dall’estero, nel tentativo di eludere i controlli e il fisco, danno spesso vita a operazioni illecite: qualcosa di cui il sistema qui non ha colpa. Dubai è il luogo dove anche un libero professionista e consulente come Luigi Provini può trovare la sua strada e arricchirsi nella più completa onestà.