Libia. Centinaia fuggono al carcere tra scontri mortali a Tripoli

Libia. Centinaia fuggono al carcere tra scontri mortali a Tripoli

Circa 400 prigionieri sono fuggiti da una struttura vicino alla capitale libica, Tripoli, tra violenze e scontri mortali tra gruppi di miliziani della città.

I detenuti sono stati in grado di forzare le porte” per lasciare la prigione di Ain Zara” ha detto la polizia di Tripoli.

Hanno aggiunto che le guardie, temendo per la loro vita, non sono state in grado di impedire la fuga dopo le rivolte in prigione.

Gli scontri tra le milizie della città hanno portato il governo appoggiato dall’ONU a dichiarare lo stato di emergenza.

Molti dei prigionieri detenuti nella prigione di Ain Zara nel sud-est di Tripoli erano sostenitori del defunto leader libico Muammar Gheddafi, ed erano stati riconosciuti colpevoli di omicidi durante la rivolta contro il suo governo nel 2011.

Nel mentre domenica, due persone sono state uccise e molti altri sono rimasti feriti quando dei razzi hanno colpito un campo nella capitale della Libia che ospita centinaia di sfollati.

Il Ministero della Salute della Libia riferisce che circa 47 persone, tra cui molti civili, sono morte negli scontri tra la milizia rivale a Tripoli.

Un governo appoggiato dall’ONU è nominalmente al potere nella capitale, ma le milizie occupano gran parte del resto del paese.

Perché c’è violenza?

La violenza è scoppiata la scorsa settimana quando le milizie di una città a sud di Tripoli hanno attaccato le aree meridionali, iniziando a combattere con le milizie locali che sostengono il governo riconosciuto a livello internazionale, il governo di Accordo Nazionale (GNA).

La GNA ha descritto gli scontri come “un tentativo di far fallire la transizione politica pacifica” nel paese, aggiungendo che “il governo non poteva rimanere in silenzio sugli attacchi a Tripoli e nei suoi sobborghi, è una violazione della sicurezza nella capitale e dei cittadini”

Anche Human Rights Watch ha condannato le violenze scatenate da questa rivolta, aggiungendo che almeno 18 dei morti sarebbero civili, tra cui quattro bambini.

Centinaia di migranti sono stati spostati in altri centri di detenzione, mentre l’aeroporto della città è stato chiuso per due giorni.

La Libia ha affrontato un caos continuo da quando le forze della milizia sostenute dalla NATO, alcune di loro rivali, hanno rovesciato il colonnello Gheddafi.

Cosa dice la comunità internazionale?

Il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres ha affermato che “l’uso indiscriminato della forza è una violazione del diritto internazionale umanitario e dei diritti umani” e ha esortato “tutte le parti a concedere aiuti umanitari a chi ne ha bisogno” .

Sabato, Stati Uniti, Regno Unito, Francia e Italia hanno chiesto la fine immediata delle violenze nella capitale della Libia.

In una dichiarazione congiunta è stato chiarito che i tentativi “di indebolire le legittime autorità libiche e di ostacolare il processo politico in corso non sono accettabili“. Chiediamo ai gruppi armati di fermare immediatamente tutte le azioni militari e mettere in guardia coloro che cercano di minare la stabilità, a Tripoli o altrove in Libia, che saranno resi responsabili per questo“.
La situazione continua al momento ad essere 


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