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Letta: una pace non giusta è meglio della guerra

Letta: una pace non giusta è meglio della guerra

“Cento giorni di guerra, di disastro, morti e distruzione di vite umane e valore economico, cento giorni che hanno portato la fame lì e in giro nel mondo, cento giorni provocati da una voglia imperiale assurda di Putin di riportare il mondo al Novecento. E’ importante – ha aggiunto Letta – l’unità dell’Europa e dell’Italia nel contrastare questa volontà, l’Italia si sta impegnando con tutta l’Ue per la pace che non può che passare attraverso il fermare l’imperialismo di Putin”.

“Noi spingiamo per la pace, anche una pace che non sia completamente giusta, perché una pace non completamente giusta è meglio della guerra. La continuazione della guerra è un disastro”. Enrico Letta usa il tour elettorale nelle Marche per marcare un’altra tappa del progressivo distacco dal verbo di Nato e Usa. Già il mese scorso il segretario del Pd aveva aggiustato la rotta – rispetto all’adesione incondizionata alle posizioni atlantiche mostrata nella prima fase della guerra – con una lunga intervista al Corriere della Sera, in cui sosteneva la necessità di “non farsi guidare dagli Usa” perché “la guerra è in Europa e l’Europa deve fermarla”. “La continuazione della guerra è un disastro e da parte nostra deve esserci un fortissimo impulso“, ha detto Letta venerdì sera, durante un’iniziativa a Fabriano. “Ma per fare questo occorre che i politici si dimentichino i sondaggi. Se i leader politici e i partiti agiscono su una vicenda che riguarda la vita o la morte, la pace o la guerra, pensando ai sondaggi, questo significa la fine della buona politica. Occorre agire sulla base dei principi e dei valori, che alla fine sono quelli che vinceranno”.

l segretario dem ha commentato anche il veto ungherese alle nuove sanzioni contro il patriarca Kirill: “Quei Paesi che si oppongono alle sanzioni sono gli stessi che teorizzano che si debba lasciare il diritto di veto, che è poi l’idea dei sovranisti. Questa è la logica che sta dietro al diritto di veto del primo ministro ungherese Viktor Orbán, che si è rivelato di fatto il miglior alleato di Putin in Europa, che sta facendo il lavoro sporco per Putin in Europa. Orban su ogni decisione impegnativa che prende l’Europa, è sempre contro l’interesse generale dell’Europa, usando il suo diritto di veto”.