Governo. Un voto di fiducia dove nulla è certo tranne il danno per gli italiani

Governo. Un voto di fiducia dove nulla è certo tranne il danno per gli italiani

“Chiedo al popolo italiano se vogliono darmi tutti i poteri per fare ciò che abbiamo promesso di fare, e andare fino in fondo senza ostacoli”, ha detto Salvini durante una manifestazione l’8 agosto.

Ma sembra aver sottovalutato un ostacolo piuttosto grande: un sistema parlamentare che rende elementare praticamente indefinito il risultato di una crisi di governo.

Il voto di sfiducia richiesto da Salvini contro il Primo Ministro Giuseppe Conte sembrerebbe dire la parola fine del governo. Ciò sembrerebbe segnare anche la fine della coalizione di Salvini con il movimento cinque stelle e aprire le porte a nuove elezioni.

Ma non è così facile, e così la politica italiana è tornata in attività nei palazzi, tutti contro tutti e tutti pronti a fare accordi con chi fino al giorno prima era il nemico numero uno.

Salvini è la forza politica più popolare in Italia al di fuori del Parlamento italiano. Ma all’interno del Parlamento c’è un universo parallelo, in cui il suo potere è congelato alle elezioni politiche del 2018, più debole, e i suoi nemici continuano a dominare.

Ci sono parti che hanno ancora una rappresentanza in Parlamento, ma che sono essenzialmente svanite dai sondaggi di opinione. Ci sono leader che esercitano ancora un’enorme influenza nelle camere, ma che si trasformerebbero in polvere alla luce delle elezioni nazionali. Ci sono membri che si stanno appena sistemando per un mandato di cinque anni e che non vogliono rischiare di perdere i loro seggi a favore di partiti rivali, o addirittura candidati concorrenti dei propri partiti.

Mentre Salvini vorrebbe andare alle elezioni per arrivare ad una sostanziale maggioranza autonoma in Parlamento e consolidare la sua presa sul governo, la maggioranza dei deputati non ha fretta.

La mossa di Salvini per le elezioni ha invece provocato un’esplosione di energia tra le forze politiche a lungo dormienti che hanno riempito gli ultimi giorni con annunci, proposte di accordo, idee e simpatie nuove.

Il voto di fiducia va contro Conte ma il premier potrebbe dimettersi prima che possa aver luogo la votazione, il presidente Sergio Mattarella è tenuto a consultare i leader dei partiti politici per vedere se è possibile trovare un’altra maggioranza.

Se non emergerà alcuna nuova maggioranza, potrebbe quindi creare un governo tecnocratico o convocare nuove elezioni, probabilmente per l’autunno.

Una possibilità ancora da esplorare è che il Movimento cinque stelle, che attualmente detiene di gran lunga la più grande parte dei seggi in Parlamento, unisca le forze con il Partito Democratico. Ma è una soluzione che non piace alla base dei 5S e dopotutto neanche al Pd.

Durante il fine settimana, i leader del Movimento cinque stelle si sono incontrati nella villa di Beppe Grillo, sulla costa toscana, per elaborare una strategia.

Davide Casaleggio, pare sia deciso ad evitare nuove elezioni che molto probabilmente decimerebbero i deputati 5 stelle.

Secondo quanto riferito, Alessandro Di Battista è desideroso di andare al voto in quanto questa mossa gli permetterebbe di rivendicare la leadership del partito.

Ma l’unica cosa su cui tutti concordavano era che il tradimento di Salvini era troppo grande da perdonare.

Tutti i presenti sono stati d’accordo nel definire Salvini come un interlocutore non più credibile“, ha affermato il Movimento in una dichiarazione, aprendo così la porta ai negoziati con il Partito Democratico.

Una nuova coalizione tra il Movimento cinque stelle e il Partito democratico potrebbe significare che Conte potrebbe effettivamente mantenere il suo posto alla guida di un nuovo governo.

Il partito di Berlusconi intanto, si è impantanato nei sondaggi e molto probabilmente una nuova elezione costerebbe alla maggior parte dei membri del partito il loro posto in Parlamento.

Inoltre, Berlusconi non gradisce l’idea di essere eclissato da Salvini.

Secondo i ben informati Gianni Letta sta lavorando attivamente dietro le quinte per formare una nuova coalizione, forse guidata dall’ex primo ministro del Partito Democratico Enrico Letta.

Dopo aver spinto per il voto di sfiducia c’è ancora una possibilità che Salvini voti per preservare il governo e il lavoro fatto fino ad ora.

Ha già preparato la giustificazione incolpando i suoi rivali, incluso il suo mortale nemico, l’ex primo ministro Matteo Renzi, per aver tentato di bloccare nuove elezioni.

Se vuoi formare un governo con Renzi dovrai scavalcare il mio cadavere“, ha detto Salvini in televisione.

Renzi ha i suoi motivi per non voler elezioni adesso. Anche se ha rassegnato le dimissioni dalla leadership del Partito Democratico, controlla ancora un grosso gruppo di membri del partito in Parlamento.

Se ci fossero nuove elezioni, Nicola Zingaretti, molto probabilmente li sostituirebbe con i suoi.

La situazione è evidentemente complicata, un punto svetta su tutti, nessuno dei partiti sta pensando ai cittadini, alla nazione, sono tutti presi da manovre per arrivare al governo, ma non certo per il bene altrui.


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