Genova. Ponte Morandi, conferenza stampa per la ricostruzione

Genova. Ponte Morandi, conferenza stampa per la ricostruzione

E’ in Regione Liguria che si è parlato tutto oggi del ponte Morandi della sua demolizione e della sua ricostruzione. Su chi avrebbe dovuto fare cosa e come. I punti da snocciolare sono tanti e di non poca importanza. I tempi sono molto stretti, sia il sindaco che il Governo di Roma hanno preso impegni per risolvere tutto entro 8 mesi al massimo 1 anno.

Una soluzione mette per ora d’accordo tutti ed è la proposta fatta dall’architetto Renzo Piano che per la sua Genova ha creato un progetto per il nuovo ponte. L’adozione di queste sue proposte ha visto praticamente l’unanimità.

Nella conferenza stampa il Presidente Toti ha detto che occorrono dei sopralluoghi per avviare la demolizione. Il permesso di andare sul luogo deve venire dalla Procura visto che è un’area sotto sequestro. Il piano è stato definito molto più breve del previsto e in circa 30 giorni la definizione. Saranno usati sia mezzi meccanici che implosioni guidate. Il troncone ovest sarà smontato pezzo per pezzo. Il troncone est sarà fatto saltare con speciali operazioni. Questo non pregiudicherà i lavori di smaltimento di tutti i detriti già presenti nel Polcevera. Saranno invece circa 150 le case che saranno interessate dal pericolo della demolizione, ovvero le case che potrebbero essere danneggiate.

La conferenza stampa

In attesa del primo giorno di demolizione si cercherà, dice Toti, di capire la stabilità dei tronconi rimanenti del ponte per poter avere l’ingresso nelle case delle persone sfollate. Aprire anche una via di collegamento nella val Polcevera è importante per tutta la gente di Genova. La messa in sicurezza di tutte le imprese che lavorano direttamente sotto il ponte. Queste cose dovrebbero essere fatte prima della demolizione.

Nella riunione si è fatto anche una serie di ragionamento per la ricostruzione del ponte. Insieme al Sindaco Bucci hanno mandato una lettera al presidente del Consiglio, suggerendo un provvedimento di legge ad hoc, con un inserimento anche nel milleproroghe in modo da consentire alla struttura commissariale di superare l’emergenza ma anche ricomprenda deroghe per la velocizzazione degli appalti che dovranno essere dati. E che consenta una più ampia possibilità di finanziamento delle spese. Se necessario, è stato comunicato al primo ministro Conte, la disponibilità di un commissario ad hoc, anche se così si troverebbero troppe persone nello stesso ruolo, unire tutto questo in una gestione speciale sarebbe la cosa migliore.

La regione Liguria ha poi rinnovato i ringraziamenti, ha detto Toti, al governo per la sua presenza immediata nel momento della tragedia.

Più della metà delle famiglie sfollate sono state già ricollocate in altre case. Per la mobilità non ci sono particolari problemi, il traffico è fluido e non ci sono grosse criticità. Queste le comunicazione date dal sindaco di Genova Bucci, subito dopo Toti. Nella zona di Cornigliano sono passati 81mila veicoli che non hanno però portato crisi alla viabilità. Tutti i lavori proseguono secondo quanto già deciso in altre sedute. Per la zona rossa, ha continuato Bucci, sono state fatte delle modifiche per aiutare le aziende a continuare a lavorare, continuando a garantire la prima esigenze, cioè la sicurezza dei cittadini.

Per le aziende che non possono ritornare a lavorare in quanto troppo vicine alle zone più pericolose si farà un piano di recupero per spostarsi in un’altra area sicura di Genova. Bucci poi ribadisce che seguirà personalmente gli sviluppi della ricostruzione del ponte che deve conciliare altissima qualità e tempi brevi.

La solidarietà di Genova dice il sindaco successivamente, si sta dimostrando continuamente con incessanti arrivi di donazioni da parte di cittadini e aziende.

 


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