Genova. Ponte Morandi: Autostrade e Ministero sapevano

Genova. Ponte Morandi: Autostrade e Ministero sapevano

Il crollo del ponte Morandi a Genova inizia ad avere aspetti davvero inquietanti. Dei documenti provano che dal febbraio 2018 la Direzione generale del Ministero delle infrastrutture il Provveditorato alle opere pubbliche di Genova e la Direzione maintenance e investimenti esercizio della società Autostrade per l’Italia sapevano che il viadotto aveva problemi di sicurezza.

E’ stata trovata una lettera firmata da Michele Donferri Mitelli, direttore per le manutenzioni che avverte il ministero delle Infrastrutture sulle gravi implicazioni che potrebbero derivare dal ritardo nell’approvazione del progetto esecutivo di rinforzo del ponte.

La lettera è indirizzata genericamente al Ministero di via Nomentana , ma è risaputo che Vincenzo Cinelli  sia stato nominato dal 2017 da Graziano Delrio oltre che essere stato confermato anche dall’attuale governo.

Fin ad ora si era al corrente che gli uffici competenti sapevano del degrado della struttura ma non della sua pericolosità. Si pensava al degrado dei tiranti consumati dalla corrosione del venti per cento. Ma nessun documento diceva chiaramente che ingegneri e funzionari fossero consapevoli del pericolo, che ogni giorno e ogni notte decine di migliaia di automobilisti e camionisti stavano correndo. Il direttore della manutenzione di Autostrade il 28 febbraio 2018 è sicuramente a conoscenza che bisogna fare in fretta perché, per il ponte Morandi sul torrente Polcevera, è necessario un incremento di sicurezza. Pur tuttavia nessuno si muove per proteggere il viadotto e quanti continuano a passarci sopra, con prescrizioni come la limitazione del traffico pesante e la riduzione delle corsie di marcia.

Già in febbraio i dirigenti nella società Autostrade per l’Italia sono molto preoccupati. Sono le carte a dirci ora che il ponte Morandi da mesi non garantiva la sicurezza, al punto da rendere necessario un urgente incremento. L’inchiesta della Procura si arricchisce così di molti testimoni: i tecnici della società che soltanto da ottobre 2017 si preoccupa di intervenire sulla stabilità del viadotto, il direttore delle manutenzioni Donferri Mitelli che lancia l’allarme già a febbraio 2018, il direttore generale del ministero Cinelli, il provveditore Ferrazza, l’ispettore territoriale Testa, i membri con diritto di voto nel comitato tecnico amministrativo del Provveditorato di Genova. Giorno dopo giorno, l’elenco si allunga.


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