Trizio Consulting

Ferruccio Sansa. Intervista: la Liguria, la politica e la sinistra

Ferruccio Sansa. Intervista: la Liguria, la politica e la sinistra
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Abbiamo intervistato Ferruccio Sansa, consigliere regionale della lista Sansa, uno sguardo sulla politica ligure, sulle prospettive del futuro e di come vede il governo Toti II.

Nel corso delle ultime settimane abbiamo sentito parecchi esponenti del centrosinistra dire che il centro-destra è più bravo a comunicare, mentre la sinistra ha una visione più ampia, ma è frammentata. E’ la verità o la destra ha una superiorità oggettiva rispetto alla sinistra in questa fase?

Io credo che Toti abbia creato un gruppo di potere, c’è un vero e proprio “Totismo”. Lo vediamo nel mondo delle imprese, dell’economia, dell’informazione. Toti ormai ha un potere e il nostro ruolo è quello di cercare di individuare l’alternativa in due modi.

Il primo, cercando di denunciare le storture di questo potere di Toti. Faccio degli esempi concreti: Toti dà milioni di euro ogni anno per la pubblicità istituzionale ai giornali e televisioni. Questi soldi secondo me dovrebbero essere spesi altrimenti, perché la gente ne ha bisogno e perchè si rischia che si crei un’informazione fedele al potere, quando l’informazione deve essere contro il potere.

Il secondo modo è cercare di fare delle proposte e ne stiamo facendo. Adesso abbiamo il Recovery Fund, che è una occasione straordinaria per la Liguria. E la giunta di Toti e di Bucci ha preparato un programma che prevede investimenti a pioggia senza un filo conduttore, tutti quanti rivolti al passato e non in linea con i parametri dell’Unione Europea, e sono destinati ad essere bocciati quasi tutti.

Perché puntano tutto sul mattone, sulle infrastrutture e sul cemento che sono importanti ma che l’Europa non ci passa, e non c’è quasi nulla sulla digitalizzazione e sulla transizione verde che è quello che vuole l’Europa. E’ inutile chiedere soldi all’Europa per progetti che non finanzia.

Noi dobbiamo proporre una alternativa e lo faremo molto concretamente.

Il centrosinistra ha diverse anime, come il centrodestra. A destra però riescono sempre a trovare delle linee comuni e a compattarsi. Come mai voi non ci riuscite?

La cosa che tiene unito il centrodestra adesso è il potere. E’ molto facile essere uniti quando si ha il potere. A me sembra sinceramente che non ci sia una idea di Liguria nel centrodestra ma solamente un accordo per rimanere al comando. Vi faccio un esempio: da quando sono in Regione la Giunta Regionale di Toti ha fatto tre proposte di nomine: sono tutti e tre ex candidati che sono stati trombati alle elezioni. Questa secondo noi è lottizzazione, è il potere che alimenta se stesso.

Il centrosinistra invece credo che dovrà affrontare una sfida interessantissima. Proporsi, comune per comune, in maniera credibile come un modello di Liguria diverso e cercare di invertire questa corrente che sta andando avanti.

Siamo ormai una regione di centrodestra, e noi ripartiremo da Savona, da Albissola, da Varazze e così via, per convincere la gente a credere in questo progetto: non lo faremo occupando le poltrone ma lo faremo con idee buone e valide. 

Un’altra cosa è che questo centrodestra ha dei mezzi che sono infinitamente maggiori dei nostri. In campagna elettorale per le regionali noi abbiamo avuto un mese e mezzo di tempo, e avevamo a disposizione circa 60/70 mila euro.

Toti aveva almeno 10 volte tanto, quindi c’è una disparità enorme che possiamo compensare solamente avendo idee nettamente migliori.

Ora siete alleati con i Cinque Stelle, che prima erano pesantemente avversi. Ad esempio, ora collabori con Pirondini che in passato hai criticato anche aspramente con i tuoi articoli. Come funziona la convivenza?

Il fatto che sia stata scelta una persona che ha avuto posizioni critiche è un segno di forza, non di debolezza, perché quando tu hai la sensazione di poter scegliere anche una persona che ti ha criticato significa che sei abbastanza solido.

Su Pirondini mi sono ricreduto. E’ un ottimo consigliere comunale, capace e che crede in quello che fa. Il centro-destra non avrebbe mai scelto una persona che lo critica. Ricordiamoci il percorso di Toti: è stato socialista negli anni ’90 perchè comandavano i socialisti, è stato con Berlusconi quando comandavano i Berlusconiani, si è avvicinato alla Lega quando era più forte adesso si defila perchè la Lega non è più così in auge. Esattamente il contrario di me.

Che cosa può concretamente fare l’opposizione in consiglio regionale?

A volte puoi avere la sensazione di lavorare un po’ a vuoto, perchè – spiega Ferruccio Sansa – molte volte parli e non c’è nessuno. Toti è Presidente, Assessore al Bilancio e alla Sanità, ha molti impegni e non c’è, molti assessori nemmeno ci sono, a volte ti rispondono assessori che non c’entrano niente e leggono dei fogli. 

Ho presentato un’interrogazione sulle finanziamenti agli organi di informazione, hanno detto “Si vada a vedere internet”, ho presentato un interrogazione sul Parco Nazionale di Portofino, un’occasione straordinaria per la Liguria, perché porterebbe ogni anno 20 milioni di euro e centinaia di posti di lavoro, ma non mi hanno risposto. Mi hanno detto: “Non sappiamo cosa dirle”.

Allora quando sei in aula a volte ti piglia la sensazione di perdere tempo, ma non è così perché è importante che ci sia un presidio del consiglio regionale.

Io credo che il nostro lavoro per metà o forse meno nelle aule e molto  sarà nel cercare un’ anima fuori dalle aule , nelle strade, nelle piazze, tra la gente, cercare di dare voce a qualcosa che c’è già e cercare anche di fare dei progetti nuovi.

Sta arrivando il vaccino per il Covid, lo renderesti obbligatorio?

Io all’inizio avevo detto di sì. Oggi credo – dice Ferruccio Sansa – che ci possa essere una soluzione diversa: la nostra tessera sanitaria da cui risulta se sei già vaccinato o meno. Chi non è vaccinato non potrà andare al cinema, non può andare a teatro, allo stadio, non potrà entrare in certi locali pubblici, supermercati e ristoranti.

Se tu ti prendi la responsabilità di non fare una scelta che mette al sicuro la vita degli altri, per tutto il periodo della pandemia dovrai vivere in modo appartato  per non mettere a repentaglio la vitaaltrui.

Se fossi tu in maggioranza quali sarebbero stati i tuoi primi provvedimenti?

Io non ho fatto una tragedia del fatto di aver perso. E’ un’occasione comunque per imparare. Però l’altro giorno mi sono trovato ad ascoltare cosa si vuole fare del Recovery Fund e sono rimasto allibito, perché è un programma che sembra scritto 20 anni fa: si parla di inceneritori,  tutto è basato sull’asfalto e su opere che devono essere realizzate con soldi già previsti dei privati.

Non c’è l’idea di futuro assolutamente. Poi ho parlato con i miei candidati alle regionali e ho respirato aria: c’è Margherita Asquasciati, una nostra candidata, o Giacomo D’Alessandro, un’altro nostro candidato, che parlavano di coworking nei comuni dell’entroterra,  come creare dei centri dove si può lavorare con collegamenti ad alta velocità. Anche a Milano hanno capito che si vive molto meglio in un piccolo comune dell’entroterra della Liguria, se tu porti servizi.

Abbiamo pensato a far tornare i medici di base o i pediatri nei piccoli comuni, abbiamo pensato a collegamenti come una autostrada per le biciclette che percorra tutta la Liguria. Questo è il futuro quando parlo con i miei candidati.

Ferruccio Sansa, hai scritto un libro: “Istantanee di una terra che resiste, fatti di Genova”.

Non è un libro politico, è un libro fatto di microracconti, ognuno su alcuni aspetti della nostra città: la piazza, la strada, le case, molto sulla natura. C’è un legame fortissimo che ho con la Liguria e voglio parlare anche del ruolo che l’uomo, la persona ha con la Regione dove vive. Avrei piacere che la gente lo leggesse per conoscere meglio me e per vedere se abbiamo lo stesso tipo di legame con questa terra.

Perché credo che noi siamo un pochino simili agli alberi che crescono sulle nostre alture: l’ulivo è un albero che ha delle radici fortissime, come anche il castagno. L’idea è raccontare e condividere con voi il legame che abbiamo con questa terra.

Uno dei capitoli del tuo libro si intitola: “Camminando una notte a Genova”.  Difficile con la criminalità che abbiamo. Quale è la tua idea di sicurezza?

Bisogna dare risorse alle forze dell’ordine, perchè questa destra non le ha date. Chiacchiera tanto, ma non lo fa. Comunque la nostra idea di sicurezza è molto diversa.  E’ un lavoro che dura anni, che non punta ad un consenso immediato ma sui servizi sociali che sono stati completamente dimenticati. Bisogna puntare sull’istruzione, perchè la Liguria è una delle regioni che ha il maggiore abbandono scolastico in Italia, bisogna puntare sui servizi, e anche sul carcere.

Come viene accolta la gente quando esce dalle carceri? Se uno esce e non trova niente, trova il deserto, farà altri reati, mentre bisogna cercare di reinserire nella società queste persone. Serve una società – conclude Ferruccio Sansa – che pensi a tutti, pensi soprattutto agli ultimi, così si costruisce la sicurezza.

Invia un telegramma a Toti

Siamo qui. Abbiamo rispetto per te e per le persone, ma non vi faremo sconti

Un telegramma agli altri leader del centrosinistra.

Abbiamo cominciato bene, ognuno conserva la propria identità, ma il progetto è comune

Un telegramma a Ferruccio Sansa

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Roberto Trizio

Roberto Trizio

Dopo una robusta preparazione in giornalismo scientifico e digitale, secondo le tecniche anglosassoni in forza ad USA Today, dirige i portali del gruppo Trizio Consulting. Su ExpoitalyOnline firma diversi approfondimenti e interviste