Eternit. Cos’è, come smaltirlo

Eternit. Cos’è, come smaltirlo

Eternit. Un nome spaventoso per tutto il mondo dell’edilizia, un materiale altamente cancerogeno utilizzato per decenni su vasta scala. In questa guida per la casa scopriremo che cos’è l’Eternit, in che modo è stato utilizzato, impareremo a verificare se nella nostra abitazione è stato impiegato questo tipo di materiale e come fare per rimuoverlo.

Eternit cos’è e perchè è pericoloso

L’eternit è stato brevettato dall’austriaco Ludwig Hatschek nel 1901 e ribattezzato con il nome Eternit, dal latino aeternitas eternità, a dimostrare la resistenza e la lunga durata del materiale. Nel 1902 il commerciante Alois Steinmann comprò la licenza per poter produrre l’eternit aprendo nel 1903, nella città di Niederurnen, l’azienda Schweizerische Eternitwerke AG.

L’Italia è stata pioniera nell’utilizzo di questo materiale tanto che già nel 1907 nacque il primo stabilimento italiano ad opera dell’ingegnere Adolfo Mazza che aprì il suo impianto in Piemonte, a Casale Monferrato. Un’altra fabbrica è stata analogamente aperta a Cavagnolo in provincia di Torino.

Nel 1912 è proprio l’Italia a creare la prima macchina per la produzione di tubi a pressione in eternit- amianto.

Siamo nel 1915 e l’eternit viene messo in commercio in tutto il mondo per la realizzazione delle fioriere che iniziano ad adornare gran parte dei balconi della popolazione civile. Nel 1928 parte la produzione di tubi in fibra di cemento che verranno utilizzati nella costruzione degli acquedotti del mondo come materiale di riferimento. Ma l’eternit è stato utilizzato anche in edifici pubblici, come cinema, palestre, ospedali, scuole, luoghi di ritrovo.

Un vero e proprio successo internazionale di questo materiale, che tuttavia, si scopre, nei primi anni 60, avere un effetto cancerogeno per via della polvere di amianto integrata nella mistura necessaria a creare l’eternit. Gli studi scientifici dimostrano chiaramente che la polvere di eternit provoca il mesotelioma pleurico, un tumore del mesotelio, rivestimento di quasi tutti gli organi del corpo e in particolare quello dei polmoni e la parte interna del torace. Allo stesso modo l’eternit provoca facilmente l’asbestosi, una condizione cronica di difficoltà di respirazione, tosse, insufficienza respiratoria, debolezza e perdita di peso generale. La cui complicazione è, di nuovo, un qualsiasi tipo di tumore polmonare.

Nonostante questo l’eternit viene prodotto e utilizzato fino al 1986, e solo nel 1992 l’Italia vieta l’utilizzo a qualsiasi livello di questo materiale, facendo partire pochi anni dopo, nel 1996, un piano di bonifica nazionale nei siti pubblici e privati. Da quel momento aziende specializzate e certificate eseguono su segnalazione delle analisi specifiche e, in caso di presenza di eternit-amianto, procedono immediatamente a ricoprire le superfici delle lastre esposte alla pioggia o che possono rilasciare delle polveri, con delle sostanze sintetiche impermeabili e sigillanti, azione che precede la totale rimozione del materiale e lo smaltimento in discariche speciali.

Di norma l’impianto bonificato viene sostituito con un materiale sempre in fibrocemento ma impastato con materiali organici naturali o sintetici, il cosiddetto fibrocemento ecologico, che seppur mantenendo la resistenza originale, non è pericoloso per la salute di chi lo utilizza e di chi lo deve produrre o smaltire.

Verificare la presenza di Eternit

Il problema dell’eternit non si può considerare risolto, nè facilmente risolvibile, in quanto il materiale è stato utilizzato per decenni nell’industria edilizia e le malattie provocate da questo elemento hanno un periodo di incubazione di circa 30 anni.

La cosa più importante è dunque quella di riconoscere la propria esposizione attuale a questo tipo di materiale. Iniziamo con il dire che frequentare e abitare in locali con l’eternit non è di per sé estremamente pericoloso per la salute; il pericolo si sviluppa nel momento in cui si vogliono eseguire dei lavori o delle perforazioni su determinati elementi della casa, installati prima di una data specifica, i quali potrebbero rilasciare delle polveri cancerogene.

In particolare le parti di un’abitazione da verificare sono:

  • i pannelli anti incendio e le barriere antifiamma,
  • pareti, soffitti e travi di acciaio con intonaco spruzzato,
  • rivestimenti di pavimenti e pareti,
  • colla per piastrelle,
  • tubi di canalizzazioni e pannelli all’interno di locali in fibra cemento,
  • isolamento di impianti come boiler o bollitore per acqua calda,
  • caldaie, rubinetterie e corpi riscaldanti o accumulatori,
  • tubi e pannelli sul tetto,
  • guarnizione di impianti di riscaldamento,
  • pompe e condotte di isolamento.

La data di riferimento è invece il 1992, anno in cui è stato bandito l’utilizzo delle eternit-amianto.

Se vi trovate a dover fare dei lavori su questi elementi risalenti a prima di questa data è assolutamente necessario, per la vostra salute e sicurezza, rivolgervi ad una azienda di bonifica ambientale, la quale dovrà prelevare almeno un centimetro di materiale in una busta chiusa ed eseguire un’analisi di laboratorio.

Nel caso in cui non vi sia presenza di amianto potete procedere serenamente con il lavoro, ma se i risultati fossero preoccupanti dovete rivolgervi ad una azienda, o tecnico, con la qualifica di Coordinatore Amianto, in possesso di un titolo di abilitazione ai sensi dell’articolo 10 della Legge n. 257/92 e articolo 10 del D.P.R. 8/08/1994 che attesta la partecipazione ad un corso specifico e il superamento di un apposito esame di abilitazione alla rimozione e smaltimento di materiale di amianto. Solo questa figura professionale dovrà occuparsi di eliminare completamente la parte incriminata e sostituirla con altro materiale in fibrocemento ecologico assolutamente scevro da rischi per la salute.


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