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Cos’è il diritto all’oblio e come utilizzarlo

Cos’è il diritto all’oblio e come utilizzarlo
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Che cos’è il diritto all’oblio? Si tratta di una garanzia riconosciuta dalla legge che permette ad ogni persona, soprattutto a seguito di problemi giudiziari, di ottenere la cancellazione delle notizie che la riguardano, soprattutto qualora ci sia stata un’assoluzione oppure la pena sia stata scontata.

La legge riconosce infatti il diritto delle persone di preservare il proprio onore e di poter essere riabilitati agli occhi della società.

Il diritto all’oblio, quindi, non si concretizza nell’eliminare delle notizie importanti per il pubblico, come articoli di cronaca recente o informazioni di una certa rilevanza, ma permette a persone che sono state assolte durante un processo di superare il loro problema senza ulteriori danni reputazionali.

Oppure, consente a coloro che hanno completamente scontato la loro pena e hanno il diritto ad essere riabilitate, di ottenere la cancellazione di informazioni strettamente personali che non sono più utili al pubblico.

Ma esercitare questo diritto può essere particolarmente complicato: molto spesso non si ha la minima idea di come poter rimuovere un articolo di giornale on-line, o si provano degli approcci ed eseguono delle richieste di rimozione che rimangono puntualmente inascoltate.

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Come esercitare il diritto all’oblio e rimuovere articoli on-line

Per esercitare il diritto all’oblio e ottenere la cancellazione di articoli on-line, bisogna innanzitutto elaborare una strategia per la richiesta della rimozione, che si basi su una perfetta conoscenza della legge sul diritto all’oblio e di tutta la normativa relativa alla privacy sul web.

Fondamentale quindi è arrivare a stendere un testo standard da poter inoltrare alle redazioni giornalistiche. Si tratta di una comunicazione molto importante, che deve avere una serie di caratteristiche ben precise.

Bisogna dimostrare rispetto per la redazione, per la deontologia giornalistica e per il diritto di cronaca esercitato dai redattori. Ma è necessario anche far valere i propri diritti, citando con precisione le norme di riferimento, affinchè si riesca ad elaborare un messaggio che sia allo stesso tempo educato ma efficace.

Molto spesso le richieste di rimozione cadono nel vuoto, o non ottengono gli effetti desiderati, sia per una eccessiva aggressività nei confronti di giornalisti che svolgono comunque una funzione importantissima nella società, o al contrario, per una mancanza di incisività, soprattutto nel momento in cui bisogna citare e far valere quella parte della normativa a nostro favore.

Come contattare e gestire le comunicazioni con le redazioni

Una volta che è stata elaborata una precisa richiesta di rimozione, bisogna entrare in comunicazione con le redazioni. Qualora ci trovassimo di fronte ad una grande redazione organizzata, come quella di portali quali Corriere.it oppure Repubblica.it, è necessario identificare il caporedattore, il responsabile legale, o comunque la persona preposta a vagliare questo tipo di richieste.

Bisogna dunque mantenere dei contatti duraturi con le redazioni, per identificare la persona che abbia effettivamente il potere decisionale riguardo la nostra richiesta e che possa inoltrare la nostra domanda alle persone competenti. Tutte le grandi redazioni organizzate inoltrano puntualmente richieste del genere al proprio ufficio legale.

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È molto probabile che l’ufficio legale richieda delle ulteriori informazioni o della documentazione a supporto della nostra richiesta, al fine di determinare l’esatto andamento dei fatti e di appurare il reale esito processuale.

E’ esattamente in questa fase che si concretizza la propria capacità di comunicazione e di negoziazione, per circostanziare al meglio la propria richiesta di rimozione.

Sempre con le grandi redazioni bisogna sviluppare quella rara e quasi inafferrabile capacità di “sollecitare”. Le redazioni sono puntualmente sommerse di richieste: tempestarle con continui messaggi ci rende solamente fastidiosi, senza ottenere un effettivo risultato. Addirittura, questo potrebbe essere controproducente, in quanto la redazione, per eliminare le insistenti richieste, potrebbe semplicemente negare il consenso e smettere di rispondere.

Allo stesso tempo è necessario evitare che la nostra richiesta cada nel dimenticatoio, e venga evasa in tempi per noi accettabili. Bisogna dunque essere in grado di calcolare l’esatto momento di inoltrare un sollecito, sia esso una mail o una telefonata.

Come gestire le comunicazioni con le piccole redazioni

Normalmente si ritiene che ottenere la rimozione di una notizia da una grande redazione sia più difficile rispetto ad un piccolo giornale locale. Normalmente è esattamente il contrario: le grandi redazioni prevedono da tempo la possibilità di esercitare il diritto all’oblio, e hanno uno studio legale o dei responsabili preposti esattamente a questo tipo di richieste.

Le piccole redazioni, al contrario, sono spesso impreparate e potrebbero non avere gli strumenti o non conoscere nemmeno l’esistenza del diritto all’oblio.

Allo stesso tempo, le piccole redazioni sono formate da giornalisti locali che hanno un elevato senso del diritto di cronaca e di informazione, o addirittura del giornalismo d’inchiesta, che potrebbero mostrarsi più restii alla rimozione di una notizia.

In questo caso è bene eseguire un’analisi preliminare della redazione, del suo funzionamento, del suo eventuale orientamento politico e più in generale del modo con cui intende il giornalismo, in modo da adattare la propria richiesta a seconda della specifica piattaforma cui ci rivolgiamo.

Il vantaggio, è che le piccole redazioni spesso assommano in una sola persona più funzioni diverse. E’ quindi facile che ci risponda direttamente il Direttore responsabile o il caporedattore che ha pubblicato la notizia.

Come ottenere la deindicizzazione di una notizia dai motori di ricerca

Un altro elemento importante è l’aspetto tecnico: il risultato che si ottiene più spesso è quello di concordare la deindicizzazione della notizia. Significa che il contenuto rimane all’interno degli archivi del sito web, ma si invia ai motori di ricerca una esplicita richiesta di non far più comparire quel testo tra le pagine dei risultati.

Per fare questo è necessario che il responsabile o il webmaster del sito esegua una rapida procedura tecnica: nel momento in cui, soprattutto i piccoli giornali, non fossero in grado di farlo, è importante sapergli dare supporto, tramite delle istruzioni chiare e calibrate a seconda della piattaforma digitale che la redazione utilizza per pubblicare i contenuti.

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In mancanza di questa capacità, ci si può ritrovare nella situazione in cui la redazione ha accettato di venirci incontro, ma si trova nell’ incapacità tecnica di ottenere il risultato.

Chiedere la deindicizzazione a Google

Un altro importante problema quando si cerca di ottenere la rimozione di notizie da internet, risiede nella cosiddetta “Cache” di Google. In termini concreti: la redazione ha deindicizzato il contenuto, e ha inviato ai motori di ricerca la richiesta di non far più comparire il testo fra i suoi risultati.

Tutti i motori di ricerca, e Google in particolare, ricevono ogni giorno milioni di richieste e di input di questo tipo. Per questo motivo è possibile che, nonostante la piena collaborazione della redazione, la notizia rimanga visibile.

In questo caso è possibile utilizzare lo strumento, messo a disposizione da Google stesso, per ottenere la rimozione dei risultati in virtù del diritto all’oblio, oppure è possibile sfruttare lo strumento di rimozione dei contenuti obsoleti.

Si tratta di un’azione semplice che può essere compiuta direttamente dall’interessato: ma anche in questo caso, bisogna tenere conto che potrebbe volerci un tempo compreso tra i 15 giorni e addirittura i 6 mesi.

L’unico modo per ottenere una rimozione della memoria di Google più veloce, è quella di inviare una richiesta direttamente ai dipartimenti americani, che possono essere contattati dagli studi legali o dalle agenzie di consulenza.