Bonafede: fermo la legge sulle intercettazioni. E’ dannosa

Bonafede: fermo la legge sulle intercettazioni. E’ dannosa

La riforma delle intercettazioni ha da sempre fatto discutere, chi è a favore e chi è invece contro la legge. E’ stata ulteriormente modificata dal governo Gentiloni ma gli ultimi cambiamenti “appaiono come un dannoso passo indietro sulla strada della qualità ed efficacia delle indagini“. Lo ha ribadito il ministro Alfonso Bonafede illustrando le sue linee programmatiche davanti alla Commissione Giustizia del Senato.

Una riforma seria ed equilibrata della prescrizione è una priorità irrinunciabile per incrementare il grado di fiducia con cui i cittadini si rivolgono all’istituzione giudiziaria”,  ha detto il ministro, spiegando che tra le opzioni d’intervento allo studio c’è quella di sospendere la prescrizione “dopo che sia stata emessa una sentenza di primo grado”.

Eliminare le zone d’ombra che rendono difficile e complicato dimostrare che si è agito per legittima difesa“: il ministro  ha così indicato tra le “priorità” di intervento la riforma della legittima difesa. Un tema “che non riguarda solo la giustizia ma anche la sicurezza: il cittadino costretto a difendersi deve sentire che lo Stato è al suo fianco“.

La legge ha bisogno di più tempo

L’attività di sistemazione e di prova dei sistemi presso gli uffici delle singole procure della Repubblica, ha spiegato il ministro, richiede di «posticipare la piena efficacia della disciplina» anche per «non comprometterne l’operatività funzionale». Serve dunque «ulteriore tempo considerate le esigenze organizzative e di dotazione infrastrutturale che la normativa introdotta richiede, individuando nei primi mesi del prossimo anno il periodo più opportuno per l’entrata in vigore delle disposizioni». «Parallelamente – ha detto ancora Bonafede – si è scelto di avviare sin da subito dopo l’insediamento del nuovo governo una capillare fase di ascolto e confronto, partendo dalle concrete esperienze vissute dalle procure e dagli avvocati, in modo da giungere alla definizione di una base di lavoro condivisa che possa fungere da piattaforma su cui innestare la riscrittura delle disciplina delle intercettazioni».

Bonafede ha parlato a un convegno organizzato dal Csm sull’organizzazione degli uffici giudiziari a cui hanno assistito molti magistrati. Presente anche Francesco Minisci, presidente dell’Anm. Proprio Minisci si è appellato al ministro: “Blocchi una riforma che non raggiunge lo scopo di evitare la pubblicazione di intercettazioni sensibili, ma creerà distorsioni e danni per le indagini e il diritto di difesa. Solo lei può intervenire per evitare ulteriori salti mortali organizzativi”.

Decreto sugli ascolti per luglio

Bonafede spiega che il governo «interverrà nell’immediatezza» e mette nel mirino soprattutto le norme sulle intercettazioni appena approvate che limitano la possibilità di pubblicazione: vanno riscritte, spiega Bonafede, perché rappresentano un «dannoso passo indietro». Per Bonafede ci vorrà «un decreto entro luglio per poter riscrivere la norma quasi integralmente, poiché secondo noi l’entrata in vigore di quella norma sarebbe gravissima per la lotta alla corruzione». Allo stesso modo, il ministro assicura che si sta valutando uno stop ai termini della prescrizione dopo la sentenza di primo grado: «Una riforma seria ed equilibrata della prescrizione è una priorità irrinunciabile».


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