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E’ scontro aperto tra i medici di base e le Asl liguri in merito alle analisi da eseguire per la riapertura delle scuole: se gli enti regionali non rispetteranno gli accordi presi inviando i kit di protezione, non vi sarà nessun controllo.

Secondo l’ordinanza firmata dal commissario straordinario Domenico Arcuri sono i medici di base a doversi occupare di fare i test covid a personale docente e scolastico fin dal prossimo 24 agosto. Il problema? Nonostante gli accordi presi con la Regione Liguria non stanno ricevendo, o li hanno ricevuti in modo insufficiente, i kit di protezione.

In poche parole mancano guanti, camici di protezione monouso e mascherine FFp2.

Senza tali dispositivi, spiega Andrea Stimamiglio, segretario regionale della Fimmg, Federazione italiana medici di medicina generale, “non potremo prestare la nostra collaborazione“. Sebbene sia già stato espresso a titolo personale e per la categoria, “la piena collaborazione per consentire agli insegnanti di recarsi a scuola in sicurezza“.

A prescindere dal fatto che vi siano dubbi sul fatto di una ripresa “normale” in base al recente rialzo nei contagi.

Il segretario ligure della FimmG ha inviato una pec all’assessore alla Sanità Sonia Viale e per conoscenza, tra gli altri,  al governatore Giovanni Toti e al commissario straordinario dell’Agenzia ligure della sanità Walter Locatelli.

Come da accordi regionali, ha scritto Stimamiglio, “ogni Distretto dovrà farsi carico di consegnare dispositivi di protezione e kit sierologici presso lo studio principale del medico di medicina generale e in orario di apertura. Con la presente” sottolinea nella missiva, “voglio segnalarle che sono in atto azioni da parte di alcuni Distretti che disattendono gli accordi presi“.

La situazione sarebbe particolarmente difficile all’interno del distretto 9, di cui fanno parte i quartieri genovesi di Sampierdarena, San Teodoro, Cornigliano e Sestri Ponente, dove i medici di medicina generale sono invitati a “ritirare solo mascherine e camici in numero peraltro insufficiente e non considerando la consegna di guanti“.

I medici di medicina generale“, conclude la lettera, “effettueranno gratuitamente e di buon grado i test, ma che devono essere messi in grado di operare. L’ordinanza prevede la consegna di dispositivi completi ( guanti, mascherine, camici) e Kit, in mancanza di consegna presso gli studi o di consegne incomplete non potremo prestare la nostra collaborazione“.

Non è la prima volta che i medici di base si trovano a scontrarsi con le Asl del territorio: in questo caso però è impossibile non spezzare una lancia in favore dei primi. Fondi sono stati stanziati e le Asl dovrebbero espletare pienamente le loro funzioni di supporto.

Di Niccolò Giraudo

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