Parco del Pollino: 10 morti, vivi i tre dati per dispersi

Parco del Pollino: 10 morti, vivi i tre dati per dispersi

Sono state ritrovate vive le tre persone che risultavano ufficialmente disperse nella gola del Raganello, in Calabria, dove un’ondata di piena ha travolto due diversi gruppi di escursionisti e fatto 10 vittime accertate, sei donne e quattro uomini. Si tratta di tre ragazzi pugliesi, di 21, 22 e 23 anni: erano accampati in località Valle d’Impisa, una località a monte della zona del disastro e dove i cellulari non hanno campo. A dare notizia del loro ritrovamento è stata un’amica che attraverso un twitter ha informato le forze dell’ordine dicendo “sono vivi”.

Ventitre di loro sono stati individuati, tratti in salvo e trasportati in ospedale. Tra loro una bambina di nove anni trasferita dall’elicottero dei Vigili del Fuoco nell’ospedale di Cosenza per ipotermia, una ragazza per problemi di respirazione e un olandese che ha riportato un trauma al bacino. Attualmente non è stato stabilito quante persone fossero nelle gole quando il torrente si è ingrossato, secondo quanto riferito dal Capo della Protezione civile regionale Carlo Tansi che sta andando sul posto insieme al questore di Cosenza Giovanna Petrocca e ai magistrati della Procura di Castrovillari che pare abbia già aperto un’inchiesta perché nella zona era in atto l’allerta meteo. Presenti anche i sanitari del 118, il Soccorso Alpino e Speleologico Calabria, i volontari delle Stazioni della Sila, dell’Aspromonte, di Catanzaro e gli speleologi della Stazione regionale. L’area è stata transennata e nella piazza di Civita è stato allestito un punto di primo soccorso. La protezione civile regionale della Calabria intanto sta inviando delle torri faro nelle Gole del Raganello che serviranno ad illuminare la zona durante la notte per proseguire le ricerche di eventuali dispersi e dei corpi delle vittime della tragedia.

Raganello, due conversanesi tra i dispersi

Ci sarebbero anche due conversanesi tra i dispersi della tragedia causata dalla piena del Raganello a Civita Castrovillari. A Cosenza, infatti, circolerebbe in maniera sempre più insistente la voce della ricerca di due turisti conversanesi che pare fossero nel fiume al momento della piena e oggi mancherebbero all’appello. La notizia, che per il momento non trova alcun riscontro ufficiale, è rimbalzata in città dove sarebbero in corso delle verifiche.

LA PERICOLOSITA’ DELLE GOLE DEL RAGANELLO

Non e’ un’escursione consigliata ai non esperti, quella nelle gole del torrente Raganello, a Civita. Il lungo canale del corso d’acqua, che si incunea nei monti del massiccio del Pollino, si inerpica a volte in maniera repentina, regalando bellissimi scorci con cascate e rapide, ma diventando anche estremamente pericoloso in caso di piene improvvise. Piene causate, magari, da improvvisi scrosci d’acqua a monte. Per questo, per un certo periodo, l’ingresso alle gole è stato anche vietato e il Parco Nazionale del Pollino ha emesso una regolamentazione di accesso, elaborata da un apposito tavolo tecnico composto dall’Ente Parco, il Soccorso Alpino, il Corpo Forestale dello Stato, i Comuni di Civita, San Lorenzo Bellizzi e Cerchiara di Calabria. Nelle gole sono state anche sistemate delle placche sulle rocce che facilitano l’identificazione del luogo, per una piu’ facile richiesta di soccorso in caso di emergenza. Negli anni, sono state diverse decine le persone che si sono perse o hanno avuto difficolta’ nelle gole. Ma il loro richiamo resiste oltre ogni minaccia di pericolo. Le gole partono proprio da Civita, dal cosiddetto Ponte del Diavolo, antico manufatto che e’ stato ricostruito, dopo che il maltempo lo aveva fatto crollare nel torrente sottostante, il Raganello.

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