Trizio Consulting

L’ossessione del partito unico

L’ossessione del partito unico
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Il centro destra non è nuovo alle voglie unitarie. Fin dal 2007 con il famoso annuncio di un Berlusconi in piena attività e con la fondazione nel 2009 del Popolo delle Libertà dove entrarono insieme ad Alleanza Nazionale e Forza Italia anche il Nuovo PSI, la Democrazia Cristiana per le Autonomie, i Riformatori Liberali, i Popolari Liberali ed Azione Sociale.

Una riunione già iniziata con la Casa delle Libertà che portava praticamente tutto il centrodestra di allora ad un unico soggetto. La risposta elettorale fu premiante, oltre il 37% degli italiani diede il suo voto alla nuova forza politica comunitaria.

La Lega di Salvini ora vuole con tutte le sue forze riunirsi, prendere sotto la sua ala anche quella parte di centro che al momento manca di un referente politico serio. Forza Italia è poca cosa e non ha più un leader a cui dare fiducia. I tanti partitini, come Coraggio Italia o Noi con l’Italia ed altri non convincono e sono solo una continua perdita di consensi.

E’ probabile che l’idea, non nuova, venga anche dalla evidente possibilità di una federazione tra il Movimento 5 Stelle di Conte e il Pd di Letta che, se unissero le forze in una elezione politica nazionale, potrebbe portare ad un unico soggetto politico molto rilevante.

Come si sa in politica le singole percentuali dei voti di partito non si sommano algebricamente, ma è chiaro che se un partito dal 23% e un altro dal 15% si uniscono ne esce sicuramente un elemento di peso.

La Lega questo lo sa e al contrario del passato vuole far parte di un grande unico partito. Un Berlusconi ormai in pensione libera una grande mole di voti, che politici come Giovanni Toti o Brugnaro corrono a voler rappresentare. Un malloppo che nessuno vuole lasciare a disposizione dell’altro.

Perché quindi non unirsi e cercare di fare una unica scorpacciata?

Fratelli d’Italia, nel ruolo che fu della Lega di Bossi, ovvero di alleato fedele ma mai inglobato nel partito unico, rimane fuori da questi accordi, e molti invece vorrebbero che la dote dell’ormai 20% del partito di Giorgia Meloni confluisse nel grande gruppo moderato.

Insomma si cerca un modo di essere più forti o un modo per non far capire chi è il più debole? Se La Lega fosse forte come nel 2019 farebbe questi discorsi? Se Fdi fosse ancora al 9% sarebbe così riottoso all’alleanza strutturale?

Un cosa è certa, in nessun caso, in Italia, un grande ed unico partito ha fatto mai grandi fortune. Il famoso o famigerato bipolarismo non ha mai attecchito. Sia per la volontà dei politici che vogliono ognuno il proprio personale trono, sia per la difformità degli elettori italiani.

Le tante anime anche dalla stessa parte sono sempre esistite in politica italiana, e probabilmente esisteranno sempre. Fa parte del Dna dell’elettore. Il campanilismo e l’individualismo sono parti fondanti della nostra cara vecchia Politica.

Alessandro Trizio

Alessandro Trizio

Consulente Senior di diritto sul web e analisi informatiche forensi. E' direttore del reparto di bonifica reputazionale e crisis management.