Guerra Civile Siriana. La storia, le fazioni

Guerra Civile Siriana. La storia, le fazioni

La Guerra Civile in Siria, conosciuta anche con il nome di Rivoluzione Siriana, è un conflitto tuttora in atto che ha luogo in Siria.
Agli inizi del 2011, nel contesto della Primavera Araba, ci fu un protesta unanime contro il Presidente Bashar al-Assad e il suo governo, le cui forze risposero con una repressione durissima. Il conflitto si trasformò presto in una lotta armata, dopo anni di repressioni militari.

 

L’opposizione è costituita da vari gruppi che si sono costituiti nel corso della rivoluzione, prima fra tutti l’Armata Libera della Siria, che prese le armi proprio nel 2011, e il Fronte Islamico, formatosi nel 2013.

 

Nel 2013 Hezbollah entrò in guerra in supporto all’esercito Siriano. Nell’est della Siria lo Stato Islamico dell’Iraq e l’ISIL, un gruppo jihadista militante, fecero incursioni rapide, scontrandosi con i ribelli. Nel Luglio del 2014 l’ISIL controllava un terzo della Siria e la maggior parte della produzione di petrolio e gas, diventando così la maggior forza di opposizione.

 

A Luglio 2013 lo Stato della Siria controllava circa il 30-40% del territorio e circa il 60% della popolazione siriana. Un rapporto delle Nazioni Unite, alla fine del 2012, descrisse il conflitto molto frammetato tra le forze Alawite di governo e le milizie e altre gruppi Shia contro i gruppi ribelli Sunniti, anche se l’opposizione e il governo negarono questa distinzione. Con l’intervento delle forze armate straniere, il conflitto si tramutò presto in una vera e propria guerra.

 

A Gennaio 2015 il numero delle vittime era salito a 220.000, con una stima per Aprile di 310.000. Le organizzazioni internazionali hanno accusato il governo Siriano, l’ISIS e altre forze di opposizione di numerose violazione dei diritti umani, con multipli massacri già avvenuti. Nel conflitto sono state usate anche armi chimiche. Il governo Siriano è responsabile per le vittime civili, causate dai bombardamenti. In più, qualche migliaio di protestanti e attivisti sono stati imprigionati e torturati.

 

Le Nazioni Unite hanno riportato le gravi condizioni umane che il disastro Siriano ha comportato. Più di 6,5 milioni di Siriani sono dovuti scappare, di cui circa 4 milioni si sono riversati nei paesi vicini: Turchia, Libano, Giordania, Iraq e Egitto; i restanti vivono in condizione di miseria, senza cibo, acqua o medicine. Nei territori controllati dal governo, la popolazione ha sofferto molto: mancanza totale di elettricità, economia al collasso (i prezzi sono saliti alle stelle a causa della guerra e il tasso di disoccupazione è aumentato tantissimo), controlli e checkpoint di sicurezza. Questi ultimi sono utilizati dal governo per arrestare, fare esecuzioni sommarie, torturare chiunque simpatizzi per i ribelli o tenti di scappare per non arruolarsi nell’esercito. Alla fine di Agosto 2014 35.000 rifugiati attendevano di essere registrati, mentre altre centinaia di migliaia risultano disperi, in quanto non sono mai stati registrati.

 

 

 

 

I PARTECIPANTI

 

Il governo Siriano e parti affiliate

 

Armata Siriana: Prima dell’inizio della rivoluzione, l’armata siriana contava circa 325.000 unità delle truppe, di cui 220.000 erano di terra, le altre appartenenti alla marina e alla sezione aeronautica. Si contavano anche 280.000 riservisti.

Nel Giugno del 2011 sono state registrate numerose defezioni. A Luglio 2012, l’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani ha stimato che centinaia di migliaia di soldati hanno disertato, mentre da parte Turca il numero era stimato a 60,000 soldati. Secondo gli esperti Occidentali l’esercito siriano non si è però idebolito, dal momento che questi soldati disertori erano Sunniti e non potevano avere accesso a una carriera militare.

 

Forze di Difesa Nazionale:  NDF venne formata da milizie pro governo. Essi ricevono un salario e un armamento militare dal governo. Si contano in 100.000 unità. Le milizie sono composte dalla fanteria che lotta contro i ribelli direttamente sul campo, in coordinamento con l’esercito. Tra queste unità ci sono 500 donne chiamate Leonesse della Difesa Nazionale, che si occupano della gestione dei checkpoints. La NDF è autorizzata a prendere il bottino durante le operazioni militari; tale bottino può essere rivenduto per ricavare ulteriori guadagni.

 

Shabiha: Si tratta di una milizia non ufficiale pro-governo, formata da un gruppo di Alawiti. Spesso il governo Siriano ha utilizzato la Shabiha per ribattere alle piccole rivolte e rinforzare il controllo su alcuni quartieri. Nel momento in cui il conflitto si è inasprito, il termine è stato utilizzato per chiunque, tra i civili, supportasse Assad e il suo governo. La Shabiha è stata accusata di azioni violente contro i ribelli e i simpatizzanti, come ruberie e distruzioni. Nel 2012 è stata designata come organizzazione terroristica dagli Stati Uniti d’America.

 

Bassel al-Assad creò Shabiha nel 1980 per sostenere il governo in tempo di crisi. Venne descritta come una notevole squadra Alawita paramilitare. Molti hanno riportato però che alcuni membri appartenenti a questa milizia fossero Sunniti. Nel 2012 Assad ha creato una milizia ancora più organizzata, chiamata Jaysh al-Sha’bi. Si tratta di una maggiorantza di volontari Alawiti e Sciiti.

 

Hezbollah: Il Segretario Generale Hassan Nasrallah ha sempre negato che Hezbollah abbia lottato in favore del governo Siriano. Nel 2012 ha dichiarato pubblicamente: “I media dicono che abbiamo inviato 3.000 soldati di Hezbollah in Siria, ma non è vero”. Secondo il quotidiano libanese Daily Star, Nasrallah disse nello stesso discorso che i combattenti Hezbollah avrebbero aiutato il governo Siriano “prendendo il controllo di 23 villaggi in posizione strategica (in Siria) abitati da Sciiti di cittadinanza libica.”

Nasrallah ha inoltre dichiarato che combattenti dell’Hezbollah sono morti in Siria facendo la loro parte nella jihad. Nel 2012 Hezbollah ha passato i confini del Libano e conquistato 8 villaggi del Libano, nel distretto siriano Al-Qusayr. Il precedente segretario di Hezbollah, Sheik Subhi al-Tufayli, ha confermato nel Febbraio del 2013 che Hezbollah stava combattendo a fianco dell’esercito siriano.

 

Il 12 Maggio Hezbollah, insieme all’esercito Siriano, tentò di riconquistare parte di Qusayr. Alla fine della giornata il 60% della città, compreso il municipio, furono in mano ad Assad. In Libano, intanto, il numero dei funerali dei combattenti di Hezbollah aumentava. Il 14 Maggio si annotarono scontri con i ribelli nel Governatorato di Homs. Nasrallah chiamò gli Sciiti e Hezbollah a difendere il tempio di Sayida Zeinab. Assad negò nel Maggio 2013 di essere aiutato da combattenti stranieri, arabi o esterni, lottando soltanto per il governo in Siria.

 

Il 25 Maggio Nasrallah annunciò che Hezbollah stava combattendo in Siria contro gli estremisti islamici e comunicò che non avrebbe permesso alle milizie del governo Siriano di controllare delle zone vicine al confine libico. Confermò gli scontri nella città di Qusayr al fianco delle forze di Assad. In un passaggio televisivo mandò un messaggio: “ Se la Siria cadrà nelle mani dell’America, di Israele e di altri takfiri (parola che indica un musulmano che ha abiurato), la popolazione vivrà un periodo nero”. Sulla base di analisi indipendenti, dall’inizio del 2014 circa 500 soldati di Hezbollah vennero uccisi nel conflitto Siriano.

 

Iran: Sin dall’inizio della guerra civile, l’Iran ha espresso il suo appoggio al governo Siriano, provvedendo ai finanziamenti, agli aiuti tecnici e militari, inclusi gli addestramenti alle truppe. Iran e Siria sono stretti alleati strategici.  L’Iran vede infatti nella sopravvivenza della Siria un interesse per il proprio territorio. Il supremo leader dell’Iran, Ali Khamenei, dichiarò il suo favore nei confronti della Siria nel 2011 a Settembre. Al momento della rivoluzione civile, l’Iran aiutò la Siria, incontrando anche il favore del risultato delle elezioni avute tra il 2009 e il 2010.

 

Anche i servizi di intelligence iraniani sono al servizio della Siria, per preservare il potere di Assad. A Dicembre 2013 erano ormai 10.000 le unità iraniane inviate in Siria. Hebollah, insieme alle armate iraniane, combatte dal 2012.
Nel 2014, in seguito ai trattati della pace di Ginevra, l’Iran ha ribadito la propria assistenza al presidente Siriano Assad. Il ministro delle finanze e dell’economia siriano ha annunciato che “Il governo iraniano ha donato più di 15 miliardi di dollari alla Siria”. Il comandante a capo della Iranian Revolutionary Guards Cirps Quds Force, Qasem Suleimani, è a capo della sicurezza del presidente Assad e inolstre sovraintende all’addestramento di centinaia di combattenti Sciiti che vogliono partecipare al conflitto.

 

OPPOSIZIONE SIRIANA

 

Coalizione Nazionale Siriana: Nel Novembre del 2012 a Doha il Consiglio Nazionale e altre opposizioni si sono unite a formare la Coalizione Nazionale per le Forze Siriane di Rivoluzione e Opposizioni. Il giorno seguente venne riconosciuto come legittimo governo da parte di numerosi stati del Golfo Persico. I delegati rappresentanti della Coalizione sono donne e rappresentanti delle diverse religioni o minorità etniche, Alawiti compresi. Il consiglio militare è stato incouso nell’Armata Libera di Siria. Il principale obiettivo della Coalizione Nazionale è quello di rimpiazzare il governo di Assad e tutti i membri, unificare e supportare l’Armata Libera di Siria, rifiutare qualsiasi mediazione con il governo attuale e trovare e processare i responsabili per le morti siriane e per la distruzione del paese.

 

Armata Libera di Siria: La formazione dell’Armata Libera di Siria (FSA) venne annunciata il 29 Luglio del 2011 da un gruppo di ufficiali disertori dell’esercito siriano. In un video si esortava i membri e gli ufficiali dell’esercito a disertare e a unirsi alla FSA, per difendere i civili ribelli dalla violenza dello stato e per far cadere il regime di Assad.

 

La risposta fu positiva: molti ufficiali disertarono e si unirono alla FSA. Si stima che nel Dicembre del 2011 disertarono tra 1.000 e 25.000 ufficiali. La prima base tecnica della FSA ebbe sede in Turchia, successivamente, nel mese di Settembre del 2012, si spostò in Siria.

 

Nel Marzo del 2012, due giornalisti del New York Times furono testimoni di un attacco da parte della FSA nei confronti dell’esercito Siriano. I due giornalisti si resero conto di come la FSA fosse ben preparata per azioni belliche, ma non disponesse di un armamento sufficiente per affrontare una lunga guerra.

 

Nell’Aprile del 2013, gli Usa annunciarono di trasferire 123 milioni di dollari in aiuto dei ribelli siriani; i soldi furono dati al generale Salim Idriss, a capo della FSA.

 

A Maggio del 2013 il generale Idriss capì che le forze dei ribelli erano troppo frammentate e che mancavano le abilità militari per rovesciare il governo di Assad. “La cosa più importante è restare uniti. Ma unirsi come un regolare esercito è molto difficile” ha dichiarato il generale. Il generale ha riconosciuto che la FSA ha collaborato in certi attacchi con il gruppo Ahrar ash-Sham, ma ha negato la collaborazione con il gruppo Islamista al-Nusra Front.

 

Abu Yusaf, un comandante dello Stato Islamico (IS), annunciò in Agosto del 2014 che molti membri della FSA, addestrati dagli Usa e dalla Turchia, e altri ufficiali arabi stavano unendosi all’IS. Nel Settembre del 2014, contraddicendo quanto dichiarato dall’ISIS, la FSA ha annunciato un’alleanza e un fronte comune con le milizie Curde (incluse le YPG) per combattere l’ISIS.

 

Concilio Nazionale Siriano: Formato il 23 Agosto del 2011, il Concilio Nazionale è una coalizione anti-governo, con sede in Turchia. Il Concilio persegue la fine del governo Assad e l’installazione di uno stato moderno, civile e democratico. Esso ha dei legami con la FSA. Nel Novembre del 2012, il Concilio ha accettato di unirsi a diversi gruppi di oppositori. Ha 22 seggi su 60 della Coalizione Nazionale Siriana.

 

Fronte Islamico: è l’unione di sette gruppi ribelli della rivoluzione civile, formatasi il 22 Novembre 2013. Il gruppo comprende tra i 40.000 e i 60.000 combattenti. Uno dei membri del Fronte Islamico ha dichiarato che il gruppo non ha legami con la Coalizione Nazionale Siriana; un membro del bureau politico del Fronte Islamico, Ahmad Musa, ha però dichiarato che c’è la speranza di poter essere riconosciuti dal Concilio Nazionale Siriano. “Il popolo siriano vuole la rivoluzione, non un’agenda politica” ha dichiarato. Il Fronte Islamico è finanziato dall’Arabia Saudita.

 

FAZIONI SALAFITE

Nel Settembre del 2013, il Segretario di Stato Americano John Kerry ha dichiarato che i gruppi estremisti costituivano il 15-25% delle forze dei ribelli. Secondo Charles Lister, circa il 12% dei ribelli era legato al-Qaeda, il 18% apparteneva a Ahrar ash-Sham e il 9% alle Brigate Suqour al-Sham. Questi numeri contrastano però con il rapporto del Jane’s Information Group, che ritiene che circa la metà dei ribelli sono legati ai gruppi Islamisti. Anche combattenti stranieri hanno preso parte al conflitto contro Assad. Molti di questi sono jihadisti.

 

L’ICSR ritiene che circa 2.00 – 5.500 combattenti stranieri siano arrivati a combattere in Siria dall’inizio del conflitto; circa il 7-11% arriva dall’Europa. Il numero di combattenti stranieri non supera il 10% dei ribelli totali. Nel 2014 si è calcolato che i jihadisti risultano essere circa 15.000.

 

Nell’Ottobre del 2012, vari gruppi religiosi iracheni si sono uniti al conflitto in entrambe le parti. I Sunniti Radicali dall’Iraq combattono contro il regime di Assad; anche gli Sciiti dall’Iraq sono arrivati in Siria per proteggere alcuni luoghi religiosi in Damasco, come il tempio di Shia Islamico.

 

Nel Settembre del 2013, i leader delle 13 brigate più potenti hanno respinto la Coalizione Nazionale Siriana, rifacendosi unicamente alla legge Sharia. Hanno dichiarato ufficialmente che la coalizione e il governo putativo guidato da Ahmad Tomeh non li rappresentava. Tra i gruppi che hanno aderito a questo provvedimento vi sono Al-Nusra Front, Ahrar ash-Sham e Al-Tawheed. Nel Novembre del 2013, sette grupp Islamisti si sono uniti a formare il Fronte Isalmico.

 

Fronte Al-Nusra: Uno dei più grandi gruppi jihadisti in Siria; è considerata la fazione più violenta e ribelle dell’opposizione. Responsabile di oltre 50 attacchi kamikaze, inclusi diversi attentanti a Damasco tra il 2011 e il 2012. Riconosciuta come organizzazione terroristica dal governo siriano e dagli Stati Uniti nel Dicembre del 2012. Nell’Aprile del 2013, il leader dello Stato Islamico dell’Iraq ha rilasciato un audio in cui dichiarava che il Fronte Al-Nusra è un ramo dell’IS. Il leader di Al-Nusra, Abu Mohammad al-Golani, ha dichiarato che il gruppo non si fonderà con l’IS, ma rimarrà alleato di Ayman al-Zawahiri, leader di al-Qaeda.

 

Ci sono molte relazioni (a volte tensioni) tra Al-Nusra e i ribelli Siriani, anche se Al-Nusra ha combattuto a fianco della FSA. La rigorosa legge dei Mujahiddin e la volontà di imporre la Sharia sono elementi poco ammirati dai Siriani. Molti comandanti dei ribelli hanno accusato questi gruppi di voler “rubare” la rivoluzione per imporre il proprio credo e le proprie leggi religiose. Al-Nusra è stata spesso accusata di aver maltrattato con violenza le minoranze etniche e religiose. Si contano circa 6.000-10.000 combattenti per il fronte, inclusi quelli stranieri. Nel Marzo del 2014, Al-Nusra ha rilasciato 13 cristiani catturati a Damasco, in cambio del rilascio di 150 donne imprigionate dal governo Siriano.

 

CURDI SIRIANI

I curdi – per lo più Musulmani Sunniti – rappresentano il 10% della popolazione siriana all’inzio della rivolta del 2011. Hanno subito per decenni la discriminazione, con la privazione dei diritti umani, culturali, economici e sociali. Quando le proteste iniziarono, Assad garantì la cittadinanza ai Curdi (200.000 persone) per far in modo che non si unissero alla rivolta. Questa concessione, unita al beneplacito della Turchia, ha fatto in modo che in pochi si unissero alla rivolta, al contrario dei Siriani Sunniti. La repressione e la violenza nell’area Cruda è stata quindi meno dura. In una visione post-Assad della Siria, i Curdi vogliono l’autonomia all’interno di uno stato decentralizzato.

 

Le parti politiche dei Curdi, dall’inizio della rivoluzione, si sono organizzate nel Comitato Nazionale per un Cambiamento Democratico (NCC); nell’Ottobre del 2011 tutti i partiti (tranne il Partito di Unione Democratica) hanno lasciato questo Comitato per formare il Concilio Nazionale Curdo.

 

L’YPG è entrato per primo in guerra, catturando la città di Kobame, che era fino ad allora in mano al governo di Assad.

 

STATO ISLAMICO DELL’IRAQ E DEL LEVANTE (ISIL)

 

Da’ash o Stato Islamico dell’Iraq e del Levante (ISIS [Islamic State of Iraq and Syria]o ISIL o Stato Islamico) ha conquistato rapidamente il Nord della Siria dall’inzio di Aprili del 2013 fino a metà 2014. L’Osservatorio per i Diritti Umani Siriano ha constatato essere il gruppo più forte. L’ISIS ha imposto la Sharia sulle terre controllate. Il gruppo, fino al 2014, era affiliato con al-Qaeda, guidato dal combattente iracheno Abu Bakr al-Baghdadi, con 7.000 combattenti in Siria, inclusi molti non Siriani. Viene spesso accusato di violazione dei diritti umani, e per la non tolleranza delle milizie non islamiche, dei giornalisti stranieri o degli aiuti umanitari. I membri appartenenti a queste categorie vengono imprigionati, espulsi o condannati a morte. Il governo Siriano non ha preso di mira questo gruppo così come ha preso di mira gli altri.

 

Nell’estate del 2014 l’ISIL ha controllato un terzo della Siria. Si è autoproclamato come la forza dominante dell’opposizione Siriana, sconfiggendo Jabhat al-Nusra nel governatorato di Deir Ezzor; ha preso il controllo della maggior parte della produzione di petrolio e gas della Siria.

 

Il governo Siriano ha iniziato a combattere l’ISIL solo nel Giugno del 2014, nonostante fosse presente in Siria da Aprile 2013, secondo fonti ufficiali Curde.

 

ISIL ha reclutato più di 6.300 combattenti soltanto a Giugno 2014. Nel Settembre del 2014, alcuni ribelli Siriani e l’ISIL hanno firmato un patto di non aggressione in un quartiere di Damasco, dal momento che i ribelli non possono fronteggiare allo stesso tempo l’ISIL e l’esercito Siriano. Alcuni ribelli Siriani, però, non hanno gradito la firma di questo patto di non belligeranza con l’ISIL


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