Per lavorare bene bisogna lavorare in sicurezza: e questo messaggio, in tempo di pandemia, lo si respira visitando lo stabilimento di Marcellinara della Cal.me S.p.a. guidato dall’imprenditore catanzarese Giuseppe Speziali, Presidente di Confindustria Calabria, dove gli operai si sono sottoposti senza nessuna protesta alla vaccinazione contro il covid-19. 

Molti vaccini, pochi contagi: questa sembra essere la regola vincente per mantenere la produzione a livelli eccellenti.  C’è chi racconta di essere pronto a vaccinarsi ancora se qualora dovesse essere necessaria una quarta dose. 

Quello di Marcellinara è uno dei più grandi stabilimenti produttivi della provincia di Catanzaro: alla Cal.me S.p.a. si produce cemento e lo si fa rispettando tutte le norme di sicurezza, a partire da quelle che dovrebbero essere proprie di ogni luogo di produzione industriale fino ad arrivare alle più recenti dettate dalla necessità di evitare che le conseguenze della pandemia di coronavirus possano riversarsi negativamente sulla saluta dei dipendenti e , di conseguenza- sulla produzione stessa.

Nello stabilimento lavorano circa 100 persone e molti di loro già risultavano essere vaccinati il 15 ottobre, momento in cui lo stesso veniva richiesto per legge. 

L’obbligo di Green Pass sul luogo di lavoro, nello stabilimento della Cal.me S.p.a., non ha provocato particolari shock grazie ad un’adeguata informazione nonché ad un dialogo diretto, costante e trasparente intercorso tra la Proprietà e i dipendenti: proprio per via dell’adesione molto alta al ciclo vaccinale la documentazione era già disponibile per moltissimi operai che immunizzandosi hanno pensato di poter proteggere sé stessi e gli altri dal virus. 

L’unico vero caso di resistenza definibile tale si è risolto con l’introduzione dell’obbligo di vaccinazione per coloro con più di 50 anni di età: fattore questo che ha reso la Cal.me un’azienda “Covid free” e sicura per i propri dipendenti. 

La storia di Cal.me guidata da Giuseppe Speziali

Un approccio alle difficoltà che questa pandemia ha portato con sé che riflette l’animo con il quale nel 1976 l’ing. Vincenzo Speziali ha fondato la Cal.me, divenuta nel corso degli anni sinonimo di alta qualità nella produzione del cemento e di calce. L’uomo era già attivo nel settore dal 1962 grazie a una fornace di laterizi. 

Entrando a pieno regime nel 1978 proprio nello stabilimento di Marcellinara, la Cal.me S.p.a. non ha impiegato molto tempo a divenire la prima azienda in Calabria a sfruttare un processo automatizzato a ciclo continuo di produzione di calce. Questo ha fatto sì che potessero essere prodotti con efficienza anche grassello e intonaco pronto, calce idrata extra ventilata e calce in zolle.

Non stupisce l’essere stato in prima linea nel combattere i contagi sul lavoro grazie allo sfruttamento di uno strumento di protezione importante come il vaccino, soprattutto se si pensa come l’azienda abbia sempre favorito un approccio scientifico nella gestione del lavoro.

Nel 1981 i suoi laboratori, collaborando con l l’Istituto di Tecnologia dei Materiali della facoltà d’Ingegneria dell’Università della Calabria, hanno dato vita a delle miscele desolforanti attualmente applicate in campo siderurgico e nella produzione di calce dolomitica caratterizzata da un alto tenore di magnesio ed efficacemente sfruttata per la produzione di acciaio sia a livello nazionale che internazionale.

La Cal.me S.p.a.  e i suoi operai hanno dimostrato di avere a cuore la propria salute, quella degli altri e la loro protezione nel corso di questa pandemia: quello che per molti è stato vissuto come un obbligo da dover assolvere per lavorare, per loro ha significato mantenere alti gli standard di sicurezza e di protezione da sempre rispettati fin dall’apertura dello stabilimento.

Il senso di responsabilità e di appartenenza alla comunità aziendale ha prevalso su ogni tipo di indugio o timore, sinonimo di identificazione -da parte dei proprio dipendi- nei valori di cui la Cal.me S.p.a  si è sempre fatta portatrice e fortemente radicati all’interno di ogni sua singola funzione.

In un momento storico come questo, dove l’interruzione della supply chain del 2020 ancora presenta le sue conseguenze su mercato, mantenere una produttività costante e di alta qualità fa la differenza di funzionamento e produzione in un settore come quello delle costruzioni e quello siderurgico dove la Cal.me S.p.a. ha dimostrato con il suo atteggiamento di poter fare la differenza e non solo per sé stessa.

Anche tenendo conto del fatto che in particolare dal 1989 l’azienda ha iniziato a espandersi sul territorio proprio per rispondere alle esigenze di un mercato che chiedeva sempre di più: quell’anno presso lo stabilimento di Marcellinara è stato avviato il primo mulino per produrre cemento. 

Nel 1992 si aggiunsero alla famiglia di industrie Cal.me S.p.a.  anche lo stabilimento di Orciano pisano e nel 1997 quello di Taranto: in questo modo l’azienda si è trovata in grado di rispondere alla domanda proveniente da tutta Italia. Una ricerca di sviluppo che non si è fermata negli anni Novanta: dal 2000 al 2001 infatti è partito un programma di investimento che ha coinvolto tutte le sedi del marchio, ottenendo un ampliamento importante della macinazione e della capacità produttiva.

Lavorare bene e in sicurezza: questo è quello che appare evidente sia il modo di approcciarsi alla propria attività della Cal.me S.p.a.. Investendo per la produzione e nella produzione, accertandosi che i propri lavoratori possano operare al sicuro sia tecnicamente che dal punto di vista della salute. 

Contando anche sul loro personale senso di responsabilità che nel corso della pandemia di coronavirus, nonostante i sacrifici che il periodo ha richiesto a tutti, non è di certo venuto a mancare.

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