Donald Trump e la tonnara

Le ultime giornate ci hanno consegnato una America allo sbando, un Congresso degli Stati Uniti sporcato dalla violenza e della morte. Un po’ in tutti noi è da sempre presente quella idea che in Usa la democrazia è un fatto acquisito, che nonostante le divergenze e gli estremismi, l’americano è fedele alle regole della democrazia.

Ci sbagliavamo?

Lo sapete cos’è una tonnara?

Spiegandola in modo semplice: sono delle reti posizionate in determinati spazi del mare dove si sa che passano i tonni. Le reti costringono i tonni ad andare da una “camera” all’altra fino all’ultima: la camera della morte, dove avviene la mattanza.

Tutti abbiamo sempre pensato che Donald Trump sia un piccolo folle estremista, pieno di soldi, che l’America si è trovata tra i piedi senza capire perché. Ha ricevuto milioni di voti e nessuno capisce come mai. Lo hanno lasciato fare per 4 anni.

Ma se Donald Trump non fosse altro che il Raìs di una tonnara? Mi spiego.
Abbiamo negli Stati Uniti, da sempre, diversi gruppi di facinorosi, estremisti, suprematisti bianchi, nazisti. Sono sempre stati presenti, più o meno in ogni epoca. Piccoli gruppi, alla deriva, quasi nascosti agli occhi dell’opinione pubblica che li definiva come dei “pazzi” da prendere poco sul serio.

Se questi gruppi, a causa anche delle grandi crisi economiche che la nazione ha passato, si fossero ingrossati? Se questi piccoli gruppi non fossero più così miseri e iniziassero ad infoltire le loro fila?

Questi potrebbero essere determinanti in una votazione per le Presidenziali. Ma potrebbero anche semplicemente essere un pericolo per la stabilità democratica di una nazione, ancora di più negli USA, dove l’integrazione e la multiculturalità sono sempre stati a rischio.

Come fare per prendere questi “tonni”, per contarli, e nel caso eliminarli?

La tonnara Donald Trump farebbe al caso nostro, una bella serie di reti, stese dalle parole infuocate di un miliardario un po’ eccentrico e a volte buffo, una signore che è poco credibile ma che riceve milioni di voti. Perché quelle parole, quelle reti, non usarle per prendere quei tonni pericolosi, aggressivi e che si moltiplicano di giorno in giorno?

Ecco che si lascia fare a Mr. Trump, si parla, si stigmatizza, ma alla fine non si fa nulla. Non si chiariscono veramente i punti di discussione e si lasciano attirare sempre di più quei gruppi, che prima erano ai bordi e ora si sentono appoggiati dalle istituzioni, anzi, dalla più alta istituzione americana: il Presidente.

Man mano quei tonni verranno verso la loro camera della morte. Là in fondo, in quell’ultima vasca, il Raìs agiterà il suo braccio, la sua mano, incitando e gridando. Là si riverseranno tutti ed usciranno allo scoperto, pensando di andare verso la loro salvezza, ma scopriranno che quella in realtà è la loro fine. Impazziti si spingono anche dove non dovrebbero, cercano una via d’uscita, penseranno che quella sia la vita indicata dal Raìs.

Finiranno la loro corsa lì, in quell’ultima vasca.

Negli Stati Uniti d’America, forse, è stato fatto un gioco di questo tipo. Canalizzare gli estremismi, non per rafforzarli, ma per definirli, volto per volto e per renderli finalmente innocui.

Forse, a Washington non abbiamo visto un tentativo di sedizione, ma semplicemente una tonnara, con la sua vasca della morte e il suo Rais che agitava le sue parole via Twitter. E i tonni erano finalmente nella rete.

Alessandro Trizio

Esperto in Cyberwarfare e Information Security. Ha studiato politica nazionale e geopolitica e vissuto in molti Paesi mediorientali dove ha approfondito i rapporti internazionali

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