Caccia alla foca. Eschimesi la difendono con un barbecue

Caccia alla foca. Eschimesi la difendono con un barbecue

Difendere la caccia alle foche con un metodo quanto mai chiaro ed esplicativo: un barbecue di carne di foca. Gli Inuit, eschimesi che della caccia fanno il loro sostentamento di sono fatti sentire per avere risposte dall’europa.

Per dire basta alle bugie: la caccia alla foca e’ al 100% ecologicamente sostenibile e autorizzata dalla legge. Inoltre, per questi animali non c’e’ alcun rischio di estinzione. L’Europa quindi intervenga per salvare il mercato da una crisi verticale che va avanti da anni e sta mettendo in difficolta’ l’economia di una vasta comunita’.

Queste le parole d’ordine di un piccolo gruppo di Inuit, di eschimesi, che giunti dalla Groenlandia hanno protestato fuori dalla sede del Parlamento di Strasburgo per difendere la caccia alla foca, una attività che ovviamente dal loro punto di vista è fondamentale e imprescindibile per il loro sostentamento. Un piccolo gruppetto che si è fatto sentire e che ha voluto “arricchire” la sua presenza con uno stand gastronomico, con tanto di offerta di fegato di foca alla griglia, e qualche performance di canzoni tipiche della zona.

Secondo questa dimostrazione, l’ammontare totale delle foche cacciate in un anno e’ pari a circa 200 mila, su una popolazione totale di oltre 12 milioni. Gruppi di biologi marini stimano che la caccia potrebbe anche triplicare, senza avere alcun impatto sull’ecosistema. Inoltre, gli Inuit hanno precisato che tutta l’economia della Groenlandia e la stessa vita dei loro abitanti dipende in larga parte dalla caccia della foca: in quel Paese i prezzi al consumo dei beni di prima necessita’ sono piu’ alti di circa il 30% rispetto alla media europea. Solo nelle regioni meridionali del Paese e’ possibile coltivare qualcosa, ma nella stragrande maggioranza dei villaggi nelle altre zone, le persone vivono grazie alle foche che cacciano loro stessi.

La caccia alla foca in Groenlandia

Nel gennaio 2006, il ministero delle importazioni della Groenlandia ha vietato l’importazione di pelli di foca dal Canada, questo perchè le foche canadesi sono brutalmente picchiate a morte. Il boicottaggio è stato un tentativo di prendere le distanze proprio dalla caccia alle foche del Canada e risparmiarsi attacchi della stampa di tutto il mondo. Il divieto è stato revocato nel maggio del 2006, con il governo locale della Groenlandia che assicurava che la caccia alle foche in Canada ha regolamenti ragionevoli sui metodi di caccia, elaborati in stretta collaborazione con biologi, veterinari, esperti di armi e cacciatori di foche. Ha inoltre sottolineato che la caccia alla foca in Canada è soggetta a misure rigorose e estese di controllo, per garantire l’uso di un efficace ed umano metodo di uccisione.

In Groenlandia, la caccia alle foche è fatta con fucili le foche vengono colpite alla testa da una piccola barca aperta mentre gli animali sono a riposo sul ghiaccio. L’imbarcazione poi si avvicina e aggancia l’animale ormai morto appena caduto in acqua alcuni secondi prima di affondare. L’economia di alcuni villaggi rurali groenlandesi, come Aappilattoq, sono altamente dipendenti da tale caccia alle foche.


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