Trizio Consulting

Biodigestore a Saliceti (SP): i perché del no del comitato “Vivere bene la macchia”

Biodigestore a Saliceti (SP): i perché del no del comitato “Vivere bene la macchia”
Trizio Consulting

Abbiamo intervistato Carla Bertolotti, portavoce del comitato “Vivere bene la macchia” che da anni si oppone al progetto del Biodigestore in provincia della Spezia nella località di Saliceti.

Qual è la situazione attuale per il biodigestore di Saliceti? 

In conferenza dei servizi è passata l’autorizzazione per l’impianto non ancora controfirmata da Toti. Abbiamo scritto al ministro Costa chiedendogli di intervenire.

Lo ha fatto con una lettera inviata al presidente Toti prima della conferenza dei servizi, invitandolo a valutare serenamente le criticità fatte emergere dai comitati e dai due sindaci coinvolti di Vezzano e S. Stefano.

Lettera che per un disguido, non saprei quanto voluto o casuale o frutto di scarsa attenzione, è arrivata la mattina medesima della riunione della conferenza dei servizi, innescando polemiche pretestuose da parte della regione.

Quali sono i motivi del no al biodigestore?

I motivi di opposizione all’impianto sono arcinoti.

a) Alcuni riconducibili a diverse fasi dell’iter autorizzativo, quando il piano dei rifiuti prevedeva all’inizio il sito di Boscalino per la quantità di rifiuto prodotto dalla provincia di La spezia, così come previsto dal piano d’ambito, che ammonta a meno di 30.000 tonnellate annue; successivamente passato a Saliceti e per quantità triplicate rispetto alle scelte del piano d’area.

In barba alle direttive regionali che definiscono le province come bacino di riferimento.

Dunque contestiamo il sovradimensionamento dell’impianto nell’ottica preferenziale della resa economica.

La regione stessa non rispetta il piano d’ambito mettendo in atto una forzatura amministrativa.

b) Altre criticità gravissime, perché attentano alla salute pubblica, sono emerse grazie alle ricerche fatte dai comitati. 

Infatti l’impianto sorgerebbe sulla falda acquifera che approvvigiona i rubinetti di 150.000 spezzini.

c) SAT, la società proprietaria dei pozzi ha dichiarato in sede d’inchiesta pubblica che in caso di inquinamento della falda non esistono altre fonti di approvvigionamento idrico per la provincia della Spezia.

d) Il piano territoriale classifica Saliceti area a criticità estremamente elevata per la presenza di acqua in superficie.

e) Il piano non tiene conto che per il testo unico sulle leggi sanitarie del DM datato 05/09/1994, l’attuale Trattamento Meccanico Biologico dei rifiuti (TMB) è già classificato come impianto insalubre e perciò non può essere affiancato da altro impianto altrettanto insalubre.

Ma l’escamotage dell’azienda sta nella dichiarazione che sarà un ampliamento del TMB attuale.

f) Una postilla non da poco: l’ing. Stretti, allora AD di Recos (la società proponente l’impianto) il 31/05/2018 in una pubblica conferenza presentò il progetto, quando la sua approvazione venne fatta solo il 06/08/2018.

Sfido chiunque a negare la preveggenza dell’ing. Stretti.

Perché Saliceti? Per via della vicinanza dell’autostrada; per trasportare 60.000 tn di umido dal Tigullio; perché ha spazio sufficiente per un impianto capace di trattare fino a 180.000 tn di rifiuto.

Quali sono i prossimi passi del comitato “Vivere bene la macchia”?

La situazione politica nazionale non ci permette di capire come si muoverà in futuro il ministro dell’ambiente, al quale abbiamo chiesto di attivarsi in base alla legge 349/88.

Ci sono state novità sul versante giuridico?

Finché non ci sarà l firma di Toti sull’autorizzazione non credo ci si possa azzardare a fare ipotesi.

Qual è secondo il comitato “Vivere bene la macchia” la soluzione più auspicabile per risolvere l’emergenza rifiuti?

Riteniamo che la collocazione dell’impianto non è idonea per fare il sito a Saliceti, gli incentivi sono una forma distorta e malsana di stare sul mercato, l’Europa stessa auspica una transizione ecologica e rispettosa della salute e dell’ambiente.

Alice Salvatore

Alice Salvatore

Dopo un'intensa esperienza in politica, metto al servizio del pubblico le competenze maturate per fare vera informazione. Scopriamo insieme che cosa pensano politici e personalità pubbliche. Verba volant, Scripta Manent!