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Assessore uccide uomo in strada. Le reazioni politiche

Assessore uccide uomo in strada. Le reazioni politiche
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Agli atti dell’inchiesta sull’omicidio del 39enne di origini marocchine Youns El Boussettaoui c’è un video, ripreso da una telecamera di sorveglianza, in cui l’immigrato avvicina l’assessore leghista Massimo Adriatici e, dopo una breve discussione, lo colpisce con un pugno. Le immagini mostra l’assessore cadere a terra, ma non il momento in cui spara alla vittima.

“Mi ha spinto ed è partito un colpo, era furioso per la mia chiamata alla Polizia”. Si è giustificato così Massimo Adriatici, arrestato per avere sparato il colpo di pistola che ieri sera, poco dopo le 22, ha ucciso un uomo di 39 anni di nazionalità marocchina, Youns El Boussetaoui. Il fatto è accaduto in piazza Meardi a Voghera. Adriatici – avvocato, assessore alla sicurezza del Comune di Voghera (Pavia), nella giunta di centrodestra guidata dalla sindaca Paola Garlaschelli, sovrintendente di Polizia presso il commissariato vogherese fino al 2011 – si trova ora agli arresti domiciliari. Sul fatto stanno indagando i carabinieri coordinati dalla procura di Pavia: l’ipotesi su cui si lavora è quella dell’eccesso colposo di legittima difesa. Adriatici resterà ai domiciliari almeno fino all’udienza di convalida dell’arresto, che si potrebbe tenere tra domani e dopodomani, anche se la procura guidata da Mario Venditti sta valutando se chiedere al gip di confermare la misura cautelare dei domiciliari.

Le reazioni politiche

Aspettiamo prima di condannare” – “Prima di condannare una persona per bene che si è vista aggredita e avrebbe reagito, ho sentito che addirittura da sinistra e dal Pd si chiedono prese di distanza, aspettiamo”, ha detto Salvini. “E’ partito un colpo che purtroppo ha ucciso un cittadino straniero che, secondo quanto trapela, è già noto purtroppo in città e alle forze dell’ordine per violenze, aggressioni, addirittura atti osceni in luogo pubblico”, ha aggiunto. 

“Non è stato un regolamento di conti” – Salvini ha poi parlato di Massimo Adriatici, l’assessore comunale, come di “un docente di diritto penale, ex funzionario di Polizia, avvocato penalista noto e stimato in questa bella città in provincia di Pavia, che vittima di una aggressione ha risposto accidentalmente. E se fosse vero che il soggetto che purtroppo è morto, perché la morte non è mai una bella notizia, era già noto e arci noto alle forze dell’ordine, a commercianti e cittadini di Voghera, evidentemente non si è trattato di un regolamento di conti”, ha concluso il leader della Lega. 

Laura Boldrini su Twitter Su #Voghera bisogna attendere le indagini. Salvini invece ha già assolto #Adriatici perché è del suo partito. Mi chiedo come mai un assessore giri armato. E soprattutto: sarebbe finita così se non avesse avuto una pistola? Questo accade quando circolano le armi.

Enrico Letta “Stop alle armi private, in giro con le armi solo poliziotti e carabinieri”. Lo scrive su Twitter il segretario del Pd Enrico Letta commentando i fatti di Voghera, dove un 39enne marocchino è stato ucciso a colpi di pistola da un assessore leghista dopo una lite. “Un uomo è morto, per colpa di una pistola. E’ un giorno triste. Saranno inquirenti e autorità giudiziarie a decidere. Nessuno si sostituisca a loro”, conclude Letta. 

Beppe Sala. “Chi svolge una funzione pubblica le pistole le lascia a casa, anche se ha il porto d’armi”. Queste le parole del sindaco di Milano, Beppe Sala sull’omicidio in cui martedì sera a Voghera (Pavia) ha perso la vita Youns El Bossettaoui, un senza fissa dimora marocchino di 39 anni, che è spirato in ospedale dopo essere rimasto ferito dal colpo di pistola esploso dall’assessore alla sicurezza della cittadina Massimo Adriatici (Lega).

“Ovviamente la giustizia farà il suo corso – ha proseguito il sindaco uscente giovedì mattina a margine di un evento al Tribunale dei minorenni – però io vorrei dire (..) anche se fosse stato un incidente, resta il fatto che la pistola l’aveva in tasca”.

“Nessuna delle persone che lavora con me va in giro con una pistola”, ha voluto sottolineare il primo cittadino. Il problema, quindi, secondo Sala non è solo ciò che è accaduto, perché, come ha precisato, le pistole dovrebbero essere solo “nelle mani di chi è delegato per ruolo e professione ad averle”.