Storia del Milan. Dal glorioso passato al futuro

Storia del Milan. Dal glorioso passato al futuro

La prima sede dell’AC Milan fu aperta presso la storica “Fiaschetteria Toscana” di via Berchet, a Milano, nel 1899. Da quel momento in poi ha avuto inizio la gloriosa storia del Milan, il Club che ha scritto il suo nome nella storia dei record calcistici per diventare, soprattutto negli ultimi 15 anni, uno dei club più famosi e vittoriosi al mondo.

La storia dei Rossoneri è ammantata dalla leggenda, creata da uomini che hanno contribuito a far grande questo club: presidenti, allenatori, giocatori. Il primo presidente fu un emigrante britannico, Alfred Edwards, che riuscì a conquistare il primo titolo nazionale a soli due anni dalla fondazione del club.  Il presidente con il maggior numero di vittorie è stato Silvio Berlusconi, che ha innalzato il Milan ai massimi livelli del calcio mondiale a partire dal 1986.

Una grande squadra necessita di un grande allenatore, e in questo il Milan è da sempre stato maestro. Personalità come Gipo Viani, Nereo Rocco e Nils Liedholm sono stati i primi maestri, seguiti da Arrigo Sacchi e Fabio Capello che hanno elevato le tattiche e la strategia di gioco a nuovi livelli regalando un calcio moderno e spettacolare.

Durante l’era Berlusconi Sacchi e Capello regalarono numerosi trofei al Milan. Sacchi riportò il Milan alla vittoria nella Coppa dei Campioni (2 trofei), aggiudicandosi inoltre uno scudetto, due Supercoppe europee e due Coppe intercontinentali.  Capello seguì la scia vittoriosa con quattro Scudetti, una Supercoppa europea e una Coppa dei Campioni. Un’eredità raccolta anche in anni più recenti da Alberto Zaccheroni (uno Scudetto) e, dopo la breve parentesi del tecnico turco Faith Terim, da Carlo Ancelotti, il quale riportò il Milan ai vertici del calcio mondiale.

1899/1929

Il 16 dicembre 1899 venne ufficialmente fondato il “Milan foot-Ball and Cricket Club”. Il nome “Milan” apparve per la prima volta il 18 dicembre, in un articolo pubblicato dalla Gazzetta dello Sport. L’iscrizione del club alla Federazione Italiana Giuoco Calcio avvenne il successivo gennaio: alla sua prima stagione il Milan disputò una sola partita, contro il Torino, e nonostante la sconfitta riuscì comunque ad aggiudicarsi il primo trofeo, la “Medaglia del Re” conferita direttamente dal sovrano Umberto I.

Nella stagione 1900/01 il Milan vinse il suo primo Scudetto e la seconda Medaglia del Re, conquistando quest’ultima anche nella stagione successiva. Negli anni successivi, il team guidato da Kiplin raccolse numerosi successi in ambito regionale arrivando, nella stagione 1905/06 e 1906/07, al secondo e terzo Scudetto, trascinati dal capocannoniere Louis Van Hege e dalla sua straordinaria media di 1,1 gol a partita.

Dopo la sospensione dei campionati durante la Prima Guerra mondiale, nel 1919 la presidenza della squadra fu affidata a Pietro Pirelli, sotto la cui supervisione venne inaugurato lo Stadio di San Siro.

1929/1949

Gli anni Venti rappresentarono un periodo di consolidamento per i Rossoneri, che in questo decennio non raggiunsero particolari successi in ambito nazionale. Il club cambiò il suo nome da Milan FC ad Associazione Sportiva Milan, apportando una lunga serie di modifiche a livello dirigenziale partendo dal nuovo presidente Umberto Trabattoni (1940 – 1954). Furono anni di alti e bassi, caratterizzati in campionato da piazzamenti nella parte mediana della classifica e raramente nei primi quattro posti.

Lo scoppio della Seconda Guerra mondiale determinò la sospensione del campionato fino alla stazione 1946-47. Il Milan si piazzò al quarto posto alle spalle del Grande Torino, della Juventus e del Modena. Nei due anni successivi si assistì a una rinascita della squadra che raggiunse il secondo e il terzo posto in classifica, con il Torino campione in entrambe le stagioni.

1949/1955

L’arrivo di Gunnar Nordhal segnò l’inizio di una nuova era per i Rossoneri, capace di segnare 35 reti nella sola stagione 1949-50. Gli svedesi Nordhal, Liedholm e Gren, insieme al portiere Buffon, rappresentarono i giusti rinforzi per la rinascita della squadra che vinse il suo quarto Scudetto nella stagione 1950/51, coronata dalla storia vittoria della Latin Cup.

Nordhal si laureò capocannoniere per tre stagioni consecutive, dal 1952/53 al 1954/55, trascinando il Milan alla conquista del quinto titolo nazionale insieme a un nuovo campione appena arrivato nella squadra, Juan Alberto Schiaffino.

1955/60

La stagione 1955/56 vide il Milan prendere parte alla Coppa dei Campioni, dove in semi-finale i rossoneri furono eliminati dai campioni in carica del Real Madrid. La stagione vide però la conquista della seconda Latin Cup, grazie alla vittoria per 3-1 contro l’Athletic Bilbao.

Con l’arrivo del nuovo allenatore Gipo Viani i Rossoneri vinsero il campionato 1956/57, trascinati dall’attaccante Gastone Bean e dalle sue 17 reti. Con l’ingresso nella squadra, l’anno successivo, di Josè Altafini, e l’apporto prezioso di giocatori del calibro di Schiaffino, Liedholm e Cesare Maldini, il Milan si aggiudicò il secondo Scudetto consecutivo al termine di un appassionante testa a testa con la Fiorentina.

1960/70

Se da un lato gli anni precedenti erano stati segnati dall’attività di calciatori stranieri (Gre-No-Li, Schiaffino-Altafini), tra gli anni Sessanta e Settanta gli italiani divennero protagonisti e presenti in numero sempre maggiore tra le fila della squadra. Trapattoni, Trebbi, Alfieri e Noletti, insieme a un giovane ragazzo chiamato Gianni Rivera, scrissero la storia del calcio. A Liedholm successe Nereo Rocco nella guida della squadra, inaugurando una nuova era di successi. Allo Scudetto del 1961/62 seguirono successi memorabili come la conquista della prima Coppa dei Campioni, in una finale combattuta contro il Benfica. All’elenco dei successi di questa fortunata stagione mancò la Coppa Intercontinentale (persa 1-0 contro il Santos). A fine stagione il Presidente Andrea Rizzoli lasciò quella che rappresenta ad oggi una delle presidenze più ricche di trofei della storia Rossonera: 4 Scudetti, una Latin Cup e una Coppa dei Campioni. Durante la sua presidenza, inoltre, trasferì a Milanello il centro sportivo della squadra, dove tutt’oggi ogni giorno si allenano i calciatori.

Dopo un numero di stagioni deludenti giocate ben al di sotto del potenziale della squadra, la stagione 1967-68 rappresentò una svolta: Scudetto e Coppa delle Coppe riportarono il Milan alle luci della ribalta. L’anno successivo la coppia Rivera-Prati trascinò il Milan alla finale di Coppa dei Campioni, persa per 4-1 contro l’invincibile Ajax di Crujiff. Una sconfitta presto dimenticata poco più tardi grazie alla doppia vittoria contro l’Estudiantes, che laureò il Milan Campione del Mondo. La classe indiscussa di Rivera gli valse, nel 1969, il titolo di Pallone d’Oro.

1970/1985

Uno dei periodi più bui nella storia del Milan. L’unica autentica soddisfazione di questi anni fu quella di poter cucire sulle maglie della squadra la prima Stella, grazie al decimo Scudetto conquistato nel 1979. I campioni d’Italia, guidati da Liedholm, videro in quell’anno il debutto di un giovane difensore chiamato Franco Baresi, che sarebbe diventato in pochi anni uno dei più forti al mondo in quel ruolo.
A seguito di un’alternanza di allenatori e risultati inferiori alle aspettative, la fine degli anni Settanta vide il ritiro dal calcio giocato di Rivera, che occupò la posizione di vice-presidente dei Rossoneri.

Il declino fu segnato, negli anni ’80, dalla retrocessione in serie B della squadra, dove rimase per due stagioni. In quel periodo buio una nuova stella fece il suo debutto nel Milan, Paolo Maldini, che affiancò Baresi in quella che sarebbe presto diventata la difesa più forte al mondo.

1985/2007

Nonostante il ritorno in panchina di Liedholm, i risultati tardarono ad arrivare. Questa situazione stagnante favorì un nuovo cambio di presidenza, con l’arrivo il 24 marzo 1986 di Silvio Berlusconi. Il nuovo Presidente decise di cambiare radicalmente la squadra, inserendo nuovi rinforzi frutto di strategie di mercato azzeccate. La stagione 1986/87 vide l’arrivo di giocatori quali Roberto Donadoni, Dario Bonetti, Giuseppe Galderisi, Daniele Massaro e Giovanni Galli, accanto alle star Mark Hateley e Ray Wilkins. I rinforzi garantirono l’anno successivo la qualificazione alla Coppa UEFA. La stagione 1988/89 vide l’arrivo di Arrigo Sacchi sulla panchina della squadra. Esponente del calcio a zona e del calcio totale, fece del possesso palla e della velocità le principali caratteristiche del nuovo Milan. L’arrivo dei due campioni olandesi Marco Van Basten e Ruud Gullit lanciò una nuova serie di vittorie in campo nazionale e internazionale. Contemporaneamente alla promozione del giovane Alessandro Costacurta in prima squadra, il Milan vinse il campionato 1977-88 al termine di un lungo testa a testa con il Napoli di Maradona.

Il duo Van Basten – Gullit venne rinforzato con l’innesto di Frank Rijkaard che andò a formare un trio di attacco tutto olandese, che riportò nella memoria dei tifosi quello svedese Gre-No-Li degli anni Cinquanta. Da quell’anno in poi, i successi si contarono anno dopo anno: sotto la guida di Sacchi il Milan vinse uno Scudetto, due Coppe dei Campioni, due Coppe Intercontinentali, una Supercoppa Europea e una Supercoppa Italiana.

L’ex calciatore Fabio Capello raccolse il testimone di Sacchi sulla panchina della squadra nella stagione 1992/93, regalando al Milan negli anni successivi quattro Scudetti, tre Supercoppe Italiane, una Coppa dei Campioni (vinta contro gli “invincibili” del Barcellona)e una Supercoppa Europea.

Il decennio 1986/1996 rappresentò in assoluto il periodo migliore nella storia del Milan, non solo in termini di vittorie ma anche di performance e stile di gioco della squadra. Sul finire degli anni ’90 le prestazioni generali iniziarono un lento e progressivo declino con stagioni altalenanti, coronate nel 1999 dal sedicesimo Scudetto vinto nell’anno del Centenario della squadra.

Gli anni Duemila videro l’arrivo in panchina di Carlo Ancelotti, sotto la cui guida il Milan conquistò, nel 2003, una Coppa dei Campioni, la Coppa Italia e la Supercoppa Europea. Lo Scudetto tornò nella bacheca trofei della squadra di via Turati nella stagione 2003/2004 insieme alla Supercoppa Italiana. Dopo alcuni anni di prestazioni non eccezionali, nel 2007 la squadra vinse la Supercoppa Europea e la Coppa del Mondo per Club. Questa vittoria concesse alla squadra la qualifica di “Club più titolato al mondo” per numero di trofei vinti in ambito internazionale e nazionale.

Negli ultimi anni i Rossoneri, nonostante prestazioni e piazzamenti di buon livello in ambito nazionale ed europeo, non sono riusciti a riaffermarsi ai massimi livelli. Nel 2010/2011, grazie ai nuovi innesti di Ibrahimovich, Robinho, Cassano, Van Bommel ed Emanuelson, riuscirono ad aggiudicarsi il 18° Scudetto e la Supercoppa Italiana.

In una serie di annate sempre meno entusiasmanti e povere di successi, la panchina del Milan fu segnata da un ripetuto alternarsi di allenatori: Massimiliano Allegri, Clarence Seedorf e Filippo Inzaghi.


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