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Liguria, Toti riconfermato e Sansa in crollo. Salvatore: investitura dai liguri

Liguria, Toti riconfermato e Sansa in crollo. Salvatore: investitura dai liguri
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Giovanni Toti viene confermato presidente della Regione Liguria battendo il suo principale avversario, sostenuto da PD e M5S, Ferruccio Sansa. Una vittoria annunciata? Di certo il governatore ha mostrato di avere un gruppo importante di supporter: il suo movimento è infatti diventato il primo partito della Liguria.

Come sarebbe andata a finire è stato immediatamente chiaro poco dopo l’inizio dello spoglio: Toti ha subito staccato Sansa, lasciando Aristide Massardo, sostenuto da IV a fare fanalino di coda, seguito da Alice Salvatore, de ilBuonsenso, che risultata la migliore tra i diversi rappresentanti delle liste civiche.

Finito il conteggio delle schede, il risultato è stato abbastanza chiaro: Giovanni Toti riconferma la sua carica con il 56% dei consensi di coalizione e con un pesante 23% di preferenze per la sua lista “Cambiamo! con Toti”.

Questo risultato è il più grande successo che il centrodestra abbia mai avuto in questa regione”, ha sottolineato il confermato governatore. “Sono 20 punti in più di quando vincemmo cinque anni fa, segno che questi cinque anni sono stati apprezzati dagli elettori che ringrazio per primi. La Liguria è l’unica regione in cui le forze di governo si erano messe insieme per batterci e non ci sono riuscite, anzi, hanno fatto uno dei risultati peggiori. È un segno che non sono piaciute alcune scelte del governo e non è piaciuta un’alleanza che è stata fatta solo per le poltrone. Mentre il buon governo degli ultimi 5 anni ha premiato”.

Il programma di Giovanni Toti per i prossimi 5 anni del suo governo è molto chiaro e si basa, in buona parte, sulla maggiore richiesta di autonomia per la Liguria: un punto fermo che chiama in causa diversi nodi, in primis quello della concessione delle autostrade liguri in capo alla Regione. Una possibilità che può rivelarsi tale solo se autorizzata dal Governo Centrale.

Per ciò che riguarda la Sanità viene confermato l’affidamento dei piccoli ospedali di Cairo, Albenga e Bordighera ai privati mentre per quello di Ponente è stata aperta la possibilità di revisione del progetto a patto che lo stesso non faccia concorrenza al San Martino di Genova.

Sul coronavirus rimane in essere la strategia di apertura finora condotta ma accompagnata da un piano di preparazione a una seconda ondata, incentrato soprattutto sull’aumento dei posti in terapia intensiva e del tracciamento sul territorio.

Ferruccio Sansa ha ammesso quasi subito la sconfitta, ma ha annunciato di essere pronto a collaborare per far sì che si possano raggiungere risultati ottimali per la Regione.  “L’avventura è finita”, ha sottolineato, ma “abbiamo sempre detto che le battaglie si combattono anche quando sono difficili, se non impossibili. Le condizioni erano quasi improponibili: abbiamo fatto una campagna elettorale di 50 giorni, con agosto di mezzo, con il ponte su cui qualcuno ha fatto un enorme strumento di propaganda, con il coronavirus”.

Una posizione quella del candidato del centrosinistra che punta a fare vedere come nonostante i risultati, la sua alleanza sia pronta a fare del bene per i cittadini. “Ci davano sotto al 20% e invece non finirà così. Abbiamo ricostruito un popolo e una classe dirigente, ed è solo l’inizio, la prima pagina di una nuova storia. Credo in questa coalizione, abbiamo condiviso ideali, uno spirito di gruppo e di questo sono molto soddisfatto: vogliamo restare uniti, il mio compito è conservare questa unione e lavorare per il futuro, che sia il seme della Liguria di domani“.

C’è un po’ di amarezza invece nelle parole di Aristide Massardo, candidato presidente per Italia Viva, che si è rivelato essere il fanalino di coda tra coloro sostenuti da grandi partiti. “E’ chiaro che ci aspettavamo di più, questo è innegabile… Abbiamo rappresentato una startup della politica, in un contesto molto polarizzato tra due sfidanti e favorito dallo stesso sistema elettorale”, ha sottolineato.

Peccato, è stata una occasione persa per una proposta politica di cambiamento” ha continuato e non è difficile collegare tale frase al fatto che per diverse settimane era proprio il suo il nome fatto per unire tutte le forze della sinistra contro Giovanni Toti. “Certamente non è stato bello rimanere per tanto tempo nel limbo… Alla fine hanno scelto per una sconfitta felice, come detto dal loro stesso candidato per la presidenza, fermo restando che anche con il sottoscritto in corsa con tutte le forze del centrosinistra non si sarebbe vinto, magari… Anche se credo che la partita poteva essere differente”.

Alice Salvatore MoVimento 5 stelle Liguria

Di diverso spirito è la reazione di Alice Salvatore che prima della fondazione del suo movimento ilBuonsenso, era stata indicata come candidato presidente per M5S, salvo poi doversi fare da parte quando lo stesso partito ha deciso di allearsi con il PD.

Oggi è un grande giorno per ilBuonsenso”, ha sottolineato la Salvatore. “Abbiamo avuto per la prima volta una vera e propria investitura dai cittadini liguri. Migliaia di voti che ci hanno confermato di essere sulla strada giusta. In crescita costante. E voglio dire una cosa a tutti coloro che ci hanno dato fiducia”, ha continuato, “noi ci siamo e si saremo sempre. Iniziamo oggi stesso a lottare vicino ai cittadini. La vittoria scontata della destra e la debacle totale dell’accozzaglia sono la conferma che dobbiamo fare moltissime cose. Ora con questa vittoria”, ha concluso, “l’arroganza della giunta Toti sarà ai massimi livelli, ma i cittadini liguri insieme al Buonsenso saranno a guardia dei diritti e delle necessità di tutti. Avanti così, è iniziata una nuova avventura”.

Rimangono invece ben lontani dal punto percentuale Giacomo Chiappori, Riccardo Benetti, Gaetano Russo, Davide Visigalli, Marika Cassimatis e Carlo Carpi.