Consiglio europeo del 28 e 29 giugno 2018. Cosa discuterà

Consiglio europeo del 28 e 29 giugno 2018. Cosa discuterà

Il Consiglio europeo del 28 e 29 giugno 2018 discuterà di:

  • migrazione;
  • sicurezza e difesa, con particolare riferimento ai progressi nei lavori per il rafforzamento della politica comune europea di difesa;
  • occupazione, crescita e competitività;
  • innovazione e digitale;
  • quadro finanziario pluriennale per il periodo 2021-2027;
  • relazioni esterne.

Il Consiglio europeo dovrebbe approvare la decisione relativa alla nuova composizione del Parlamento europeo in seguito alla Brexit e in vista delle elezioni europee previste nel maggio 2019.

Il Consiglio europeo (a 27 Stati membri) esaminerà, inoltre, lo stato dei negoziati con il Regno Unito sulla Brexit. Infine, l’Euro Summit, in formato inclusivo (a 27 Stati membri), discuterà della riforma dell’Unione economica e monetaria.

Il 25 giugno 2018 è stato pubblicato un progetto di conclusioni che è all’esame del Consiglio dell’UE affari generali del 26 giugno 2018.

Migrazione

Il Consiglio europeo dovrebbe ribadire l’importanza di un’adeguata attività di controllo delle frontiere esterne quale presupposto per un’efficace politica di migrazione dell’UE; dovrebbe quindi ricordare l’efficacia delle misure che sono state messe in campo dall’UE per realizzare tale obiettivo (si ricordano, in particolare, la Dichiarazione UE – Turchia, le missioni Frontex e il sostegno italiano alla guardia costiera libica).

Il Consiglio europeo dovrebbe, altresì, confermare la propria determinazione a proseguire e a rafforzare la politica volta ad impedire il ripetersi dei flussi incontrollati del 2015, nonché a ridurre l’immigrazione irregolare relativa a ciascuna rotta migratoria.

In tal senso, il Consiglio europeo dovrebbe far riferimento alla rotta del Mediterraneo centrale e alla necessità di intensificare gli sforzi volti a contrastare le reti dei trafficanti in Libia; infine, il Consiglio europeo dovrebbe, da un lato, ribadire il sostegno all’Italia, dall’altro, prefigurare l’aumento della propria assistenza (supporto) alla Guardia costiera e alle comunità costiere e meridionali libiche, nonché in materia di condizioni umane di accoglienza dei migranti e di rimpatri volontari assistiti.

Il Consiglio europeo, al fine di stabilire un quadro maggiormente prevedibile per quanto riguarda la gestione di coloro che prendono la via del mare e vengono salvati nelle operazioni SAR (ricerca e salvataggio), dovrebbe prefigurare il sostegno allo sviluppo del concetto di piattaforme regionali di sbarco in stretta cooperazione con l’UNHCR e l’OIM. Tali piattaforme dovrebbero consentire rapide procedure per distinguere tra migranti economici e coloro che necessitano di protezione internazionale, riducendo l’incentivo a intraprendere viaggi pericolosi.

In tale sede, dovrebbe inoltre essere preannunciato il rafforzamento degli strumenti di azione esternaUE in materia di migrazione nel contesto dei negoziati relativi al prossimo quadro finanziario pluriennale, in particolare, al fine di garantire una cooperazione efficace con i Paesi di origine e di transito. Secondo la bozza di conclusioni le componenti esterne dei fondi europei per gli affari interni, per le frontiere, per l’asilo e la migrazione dovrebbero includere una finestra dedicata alla gestione esterna della migrazione, specificamente orientata a contrastare i flussi migratori irregolari.

Per quanto riguarda la situazione interna nell’UE, il Consiglio europeo dovrebbe sottolineare come i movimenti secondari dei richiedenti asilo tra Stati membri mettano gravemente a rischio l’integrità del sistema di asilo. In proposito, il Consiglio europeo dovrebbe raccomandare agli Stati membri di adottare tutte le misure legislative e amministrative interne necessarie per contrastare tali movimenti e di cooperare strettamente tra di loro a tal fine.

Infine, il Consiglio dovrebbe richiamare i progressi compiuti per quanto riguarda i profili interni di politica migratoria anche grazie allo sforzo della Presidenza bulgara e di quelle precedenti.

In proposito, si ricorda che il  24 giugno si è tenuto a Bruxelles un vertice tra 16 Stati membri e la Commissione nell’ambito del quale l’Italia ha formulato talune proposte in vista del Consiglio europeo. In particolare, l’Italia ha chiesto l’istituzione di centri di protezione internazionale nei Paesi di transito per verificare richieste di asilo e offrire assistenza ai migranti, un rafforzamento delle frontiere esterne, il superamento del regolamento di Dublino e del criterio del Paese di “primo approdo”. L’Italia ha inoltre richiesto di condividere le responsabilità tra gli Stati membri sui naufraghi in mare, di incrementare i centri di accoglienza nei Paesi europei e di contrastare i movimenti secondari.

Sicurezza e difesa

l Consiglio europeo dovrebbe richiamare la necessità che l’Europa assuma maggiori responsabilitàper la sua stessa sicurezza e rafforzi il proprio ruolo di partner credibile e affidabile nel settore della sicurezza e della difesa nell’ambito di un quadro di iniziative che accrescano la sua autonomia integrando e rafforzando, nel contempo, le attività della NATO.

A tal fine, il Consiglio europeo dovrebbe:

  • invitare a proseguire i lavori per lo sviluppo dei progetti in corso nell’ambito della cooperazione strutturata permanente (PESCO) e per la definizione della sua cornice istituzionale, indicando che un ulteriore serie di progetti sarà concordata a novembre 2018;
  • accogliere con favore i progressi in tema di mobilità militare, in ambito PESCO e di cooperazione UE-NATO, e invitare a definire i requisiti militari previsti dal piano di azione dell’UE sulla mobilità militare e invitare gli Stati membri a unificare le norme e le regolamentazioni entro il 2024, nel rispetto della sovranità di ciascun Stato membro e gestendo in modo coerente i profili militari e quelli civili della mobilità militare. I progressi di tali iniziative saranno esaminati su base annuale, a partire dal 2019, sulla base di una relazione della Commissione e dell’Alto Rappresentante;
  • invitare ad una rapida attuazione del programma europeo di sviluppo del settore industriale della difesa e di ulteriori progressi sul Fondo europeo per la difesa;
  • chiedere, al fine di una trattazione complessiva degli aspetti militari e civili della politica di sicurezza e difesa dell’UE (PSDC), che sia raggiunto entro fine 2018 un accordo in merito a un patto sulla dimensione civile della PSDC, così da fornire un nuovo quadro dell’UE per le missioni UE di gestione civile delle crisi e PSDC;
  • accogliere con favore la comunicazione congiunta sulla resilienza dell’Europa alle minacce ibride e chimiche, biologiche, radiologiche e nucleari e invitare la Commissione e l’Alta rappresentante a proporre quanto prima un nuovo regime UE di misure restrittive per affrontare la questione dell’uso e della proliferazione delle armi chimiche;
  • invitare l’Alta rappresentante e la Commissione a presentare entro dicembre 2018, in cooperazione con gli Stati membri e in linea con le conclusioni del Consiglio europeo del marzo 2015, un piano d’azione con proposte specifiche per una risposta coordinata dell’UE al problema della disinformazione, comprensivo di mandati appropriati e risorse sufficienti per le pertinenti squadre di comunicazione strategica del Servizio per l’azione esterna dell’UE (SEAE);
  • sottolineare la necessità di rafforzare le capacità contro minacce alla cybersecurity provenienti dall’esterno dell’UE e invitare a dare rapida attuazione alle misure concordate a livello europeo;
  • chiedere un ulteriore coordinamento tra gli Stati membri e, se del caso, a livello dell’UE e in consultazione con la NATO, al fine di ridurre la minaccia derivante da attività di intelligence ostili;
  • prendere atto dello stato di attuazione delle iniziative di cooperazione UE-NATO previste dalla Dichiarazione congiunta del 2016 e invitare ad approfondire ulteriormente tale cooperazione, anche attraverso una nuova Dichiarazione congiunta.

Occupazione, crescita e competitività

Il Consiglio europeo dovrebbe approvare le raccomandazioni specifiche per paese integrate, come discusse in sede di Consiglio dell’UE, consentendo così la conclusione del Semestre europeo 2018. Secondo il Consiglio europeo, la buona situazione economica attuale dovrebbe essere utilizzata per rafforzare il percorso di riforme già intrapreso.

In particolare, per quanto riguarda l’Italia, per il 2019, il tasso di crescita nominale della spesa pubblica primaria netta non dovrebbe essere superiore allo 0,1% del PIL.

A politiche invariate, secondo la raccomandazione, vi è un rischio di deviazione significativa dal suddetto requisito nel 2019 e nel biennio 2018-2019. Nel complesso, la Commissione ritiene che, a partire dal 2018, l’Italia debba adottare i necessari provvedimenti per conformarsi alle disposizioni del patto di stabilità e crescita.

Il Consiglio europeo dovrebbe, inoltre, indicare come priorità chiave la necessità di garantire una tassazione giusta ed efficace. In tale contesto, la lotta contro l’evasione, l’elusione e la frode fiscale deve essere perseguita con vigore sia a livello globale (in particolare in sede OCSE) che all’interno dell’UE. Allo stesso tempo, in considerazione della necessità di adattare i sistemi di tassazione europei all’era digitale, il Consiglio europeo dovrebbe invitare il Consiglio dell’UE a proseguire l’esame sulle proposte della Commissione sulla tassazione digitale e a continuare i lavori  per assicurare un’effettiva riscossione dell’IVA.

Commercio

In un contesto di crescenti tensioni commerciali, il Consiglio europeo dovrebbe sottolineare l’importanza di preservare e rafforzare il sistema multilaterale disciplinato da regole. Nella prospettiva di assicurare parità di condizioni, il Consiglio dovrebbe invitare la Commissione europea a proporre il miglioramento del funzionamento del WTO nei seguenti settori: maggiore flessibilità dei negoziati; nuove regole nel campo dei sussidi; riduzione dei costi commerciali; trasferimento forzato di nuove tecnologie; più efficiente risoluzione delle controversie; nuovo approccio allo sviluppo; applicazione effettiva e trasparente delle regole.

Il Consiglio europeo dovrebbe, altresì, invitare ad adottare entro l’anno la proposta di regolamento per il controllo degli investimenti esteri diretti.

In risposta alla decisione degli Stati Uniti di imporre anche ai prodotti provenienti dall’UE i dazi addizionali sulle importazioni di acciaio e alluminio, il Consiglio europeo dovrebbe, inoltre, confermare il pieno sostegno alle decisioni adottate dalla Commissione a salvaguardia dei mercati europei, quali le misure di riequilibrio e il procedimento legale avviato presso il WTO.

Innovazione e digitale

Il Consiglio europeo dovrebbe evidenziare l’importanza di conseguire risultati in merito alle rimanenti proposte legislative riguardanti il mercato unico digitale prima della fine dell’attuale legislatura europea.

Si ricorda che la Strategia per il mercato unico digitale intende garantire che l’economia, l’industria e la società europee traggano il massimo vantaggio dalla nuova era digitale. Secondo la Commissione europea, un mercato digitale pienamente funzionante potrebbe apportare fino a 415 miliardi di euroannui all’economia dell’UE e permettere, altresì, all’UE di diventare un leader digitale a livello globale.

In materia di economia dei dati europea, il Consiglio europeo dovrebbe chiedere un impegno alle Istituzioni europee e agli Stati membri per ulteriori interventi al fine di migliorare l‘uso efficiente dei dati in tutta l’UE e promuovere la fiducia mediante norme elevate in materia di protezione dei dati, nonché la piena attuazione e l’applicazione proporzionata del regolamento generale sulla protezione dei dati. Il Consiglio dovrebbe, altresì, invitare i colegislatori a esaminare rapidamente l’ultimo pacchetto sui dati presentato e invitare la Commissione europea a collaborare con gli Stati membri per definire un piano coordinato in materia di intelligenza artificiale.

In materia di ricerca e sviluppo, il Consiglio europeo dovrebbe insistere, inoltre, sull’esigenza di:

  • migliorare l’accesso ai finanziamenti per le imprese, anche mediante un migliore coordinamento di programmi e strumenti d’investimento UE e nazionali per la ricerca e lo sviluppo;
  • provvedere un contesto normativo favorevole all’innovazione ad alto rischio;
  • promuovere le competenze digitali e le relazioni tra mondo accademico, industria e governi.

Il Consiglio europeo dovrebbe, altresì, invitare la Commissione europea a lanciare una nuova iniziativa pilota per individuare progetti altamente innovativi nell’ambito del programma Horizon 2020.

Quadro finanziario pluriennale per il periodo 2021-2027

Il Consiglio europeo dovrebbe prendere atto del pacchetto di proposte sul quadro finanziario pluriennale per il periodo 2021-2027, presentato dalla Commissione il 2 maggio 2018, nonché delle proposte legislative settoriali per i programmi a sostegno delle politiche europee presentate successivamente. Inoltre, il Consiglio europeo dovrebbe invitare il Parlamento europeo e il Consiglio dell’UE a esaminare le proposte in modo onnicomprensivo e ad un ritmo accelerato.

Le maggiori novità riguardano la diversa ripartizione degli stanziamenti tra le diverse finalità. In particolare, la Commissione propone di innalzare gli attuali livelli di finanziamento in settoriconsiderati prioritari e ad alto valore aggiunto europeo, quali: ricerca e innovazione, giovani, economia digitale, gestione delle frontiere, clima e ambiente, sicurezza e difesa.

Parallelamente, si prefigurano, a titolo compensativo, alcuni risparmi. Secondo quanto dichiarato dalla Commissione europea, i finanziamenti a favore della politica agricola comune (PAC) e della politica di coesione subirebbero una riduzione rispettivamente del 5% e del 7% (secondo il Parlamento europeo i tagli sarebbero sottostimati e ammonterebbero, nel complesso, rispettivamente al 15 e al 10%).

Sulla base delle suddette proposte, la Commissione tra il 29 maggio e il 12 giugno 2018 ha presentato proposte dettagliate relative ai futuri programmi di spesa settoriali.

La decisione sul futuro bilancio a lungo termine dell’UE spetterà al Consiglio, che dovrà deliberare all’unanimità, previa approvazione del Parlamento europeo.

Relazioni esterne

Nel progetto di conclusioni, si prevede che il Consiglio europeo ribadisca il suo pieno sostegno alla risoluzione 2166 dell’UNSC (Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite) concernente l’abbattimento del volo MH-17 ed invita la Federazione russa a riconoscere la sua responsabilità e a cooperare pienamente nell’ambito di tutti gli sforzi volti ad accertare la verità e le responsabilità e a ristabilire la giustizia.

Composizione del Parlamento europeo

l Consiglio europeo dovrebbe, infine, adottare la propria decisione che stabilisce la composizione del Parlamento europeo, tenendo conto dell’uscita del Regno Unito dall’UE.

Si ricorda, in proposito, che l’articolo 14, par. 2 del TUE prevede che spetti al Consiglio europeo, con delibera unanime, adottare, “su iniziativa del Parlamento europeo e con l’approvazione di quest’ultimo, una decisione che stabilisce la composizione del Parlamento europeo”.

Il Parlamento europeo ha approvato il relativo progetto di decisione del Consiglio europeo il 13 giugno 2018: il numero di parlamentari assegnati all’Italia passerebbe da 73 a 76, ferma restando la possibilità, nel caso in cui il Regno Unito rimanga membro dell’Unione, di tornare alla ripartizione precedentemente fissata.

BREXIT

margine del Consiglio europeo, si svolgerà una riunione a 27 per valutare lo stato dei negoziati per la Brexit. Il Consiglio europeo dovrebbe:

– accogliere con favore i progressi compiuti sull’accordo di recesso, esprimendo però preoccupazioneper la mancanza di progressi sostanziali per quanto riguarda la soluzione del confine tra l’Irlanda e l’Irlanda del Nord e invitare a intensificare gli sforzi per concludere l’accordo di recesso il prima possibile;

– invitare ad accelerare i lavori per la conclusione di una dichiarazione politica sul quadro delle future relazioni tra l’UE e il Regno Unito, sulla base degli orientamenti definiti dal Consiglio europeo del 22 e 23 marzo 2019;

– invitare ad intensificare il lavoro sulla preparazione a tutti i livelli e sulla base di tutti i possibili risultati del negoziato.

Riforma dell’Unione economica e monetaria

L’Euro Summit, convocato il 29 giugno, nel suo formato esteso ai 27 Stati membri, dovrebbe assumere decisioni e tracciare linee guida per lo sviluppo e l’approfondimento dell’Unione economica e monetaria. Il vertice dovrebbe concentrarsi in particolare sui seguenti temi, già al centro dell’attenzione dei Ministri delle finanze a seguito dal Vertice Euro del dicembre 2017:

  • completamento dell’Unione bancaria, anche attraverso il monitoraggio dei progressi nella riduzione dei rischi e l’implementazione di una roadmap per riduzione e condivisione degli stessi;
  • ruolo futuro del Meccanismo europeo di stabilità (MES), con particolare riferimento alla revisione degli strumenti e ruolo all’interno dei programmi, della sostenibilità del debito, del meccanismo comune di backstop del Fondo di risoluzione unico.

Il Vertice è stato preceduto da una riunione a 27 dell’Eurogruppo, svoltasi il 21 giugno 2018, che ha

  • preso atto con soddisfazione di una forte riduzione del rischio nel settore bancario all”interno dell’UE;
  • ribadito il proprio sostegno a un approccio graduale, nel quale le misure di riduzione e di condivisione del rischio siano prese “nella sequenza più appropriata”;
  • dichiarato maturi i tempi per un utilizzo del MES come backstop del Fondo di risoluzione unico(una rete di sicurezza attivabile nei casi in cui il Fondo di risoluzione unico sia temporaneamente insufficiente per finanziare la risoluzione di una o più banche in dissesto), da realizzarsi nel contesto di una più ampia riforma del meccanismo;
  • espresso la volontà di avviare i lavori per una roadmap finalizzata a incanalare la discussionepolitica sullo Schema europeo sull’assicurazione dei depositi (EDIS).

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