Trizio Consulting

Carige: Ccb non la compra

Carige: Ccb non la compra
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Cassa Centrale Banca ha formalizzato al consiglio del Fondo interbancario di tutela dei depositi e al consiglio di gestione dello Schema Volontario l’intenzione di non procedere all’acquisto della quota dell’80% detenuta in Banca Carige. La decisione è stata motivata dal consiglio di Ccb con la “aleatorietà della pandemia sul mercato, la sua imprevedibile evoluzione e i rischi connessi a questo eccezionale scenario”.

Lo comunica una nota. Il Fitd e lo Schema Volontario ribadiscono il proprio impegno nel sostegno dell’istituto ligure e nella ricerca di una business combination “in grado di valorizzare le potenzialità della banca”. 

Spiega nel dettaglio la nota del Fitd che consiglio del fondo e dello Sv, riunitisi in data odierna, “hanno preso atto” di quanto comunicato da Cassa Centrale Banca, “con largo anticipo sui termini previsti, in ordine alla decisione del proprio consiglio di non procedere all’esercizio dell’opzione di acquisto della partecipazione”.

“Alla luce di questa decisione, il Fondo e lo Schema Volontario – aggiunge – hanno confermato il proprio pieno e convinto impegno nel sostegno di Banca Carige e nella ricerca di una business combination con altri potenziali partners in grado di valorizzare le potenzialità della banca, l’importante lavoro svolto dai suoi organi e da tutta la struttura ed i significativi risultati conseguiti nelle pur avverse condizioni derivanti dalla crisi pandemica in atto”.

Ma cosa accadrà adesso?

Una volta formalizzata l’offerta di Ccb e respinta la stessa da parte del Fondo, i giochi si riapriranno. Il Fondo, intanto, senza urgenza, mantiene il controllo di Carige e continua a gestirla con il management indicato lo scorso anno, con l’ad Francesco Guido al vertice. Fondamentale, a questo punto, è che il Fondo abbia al più presto mani libere per poter intavolare nuove trattative e trovare una soluzione alternativa a Ccb. Ma chi potrebbe avvicinarsi alla banca ligure? Sono circolati molti nomi, ma al di là delle indiscrezioni c’è una sola certezza al momento: il nuovo azionista di riferimento che subentrerà al Fondo sarà obbligatoriamente un soggetto bancario, così come aveva già a suo tempo indicato Bce per l’uscita dalla gestione commissariale. Il concetto non è cambiato e quindi si procederà nella stessa direzione.