Libia. Scene raccapriccianti sul barcone immigrati | ExpoitalyOnline

Libia. Scene raccapriccianti sul barcone immigrati

Libia. Scene raccapriccianti sul barcone immigrati

La Marina militare italiana ha portato in salvo a 21 miglia dalla costa della Libia un barcone in emergenza con oltre quattrocento persone a bordo.
Secondo le prime stime ci sarebbero decine di morti nella stiva. Almeno 40 corpi sono stati trovati morti per soffocamento. Ci sono anche donne e bambini a bordo della barca soccorsa al largo della Libia.

Scene raccapriccianti sul barcone
Molto forti le parole di massimo Massimo Tozzi, comandante della nave Cigala Fulgosi della Marina che si è resa protagonista dell’operazione di salvataggio di 319 immigrati, ora tutti portati in salvo: «Una scena a forte impatto emotivo, c’erano diversi cadaveri immersi in acqua, combustibile ed escrementi umani, questo il quadro che si è presentato ai nostri uomini quando sono saliti a bordo».

I corpi dei migranti trovati a bordo del barcone, soccorso al largo della Libia, erano tutti chiusi nella stiva. Da ora si cerca di capire se le vittime sono morte per il caldo o per i fumi del motore del barcone.

I soccorsi da parte della Marina
Proseguono intanto le operazioni di trasbordo dei migranti dal barcone stipato di persone ai gommoni di salvataggio della Marina che poi li trasferiscono sul pattugliatore Cigala Fulgosi. Il mare è calmo e ciò favorisce le operazioni di soccorso.

La reazione
L’emergenza immigrazione ormai riguarda tutti. L”Europa – come ha ricordato ieri in conferenza stampa il commissario Ue all’immigrazione Dimitris Avramopoulos  – sta affrontando “la peggior crisi di rifugiati dalla Seconda guerra mondiale”. A riprova della pressione eccezionale evocata in sala stampa, a Bruxelles, il commissario ha ricordato i dati record dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim), secondo i quali nel 2015 gli arrivi in Ue sfiorano i 250mila, più dell’intero 2014 (219mila), con “almeno 2.300” morti sulla rotta del Mediterraneo. “Non c’è una risposta semplice o unica. Né alcun Paese può affrontare la questione da solo”, perché l’impresa è “titanica”, ha spiegato Avramopoulos, che ha esortato gli Stati membri alla “solidarietà”, a perseguire la strada di “un approccio più europeo”, al “coraggio collettivo di andare avanti con gli impegni presi, anche quando è difficile e sono impopolari”.


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