Barbara Fiocco, Firotek. Prevenzione rischio biologico è una priorità

Negli ultimi anni, il concetto di “rischio invisibile” è entrato con forza nel dibattito pubblico, trasformando profondamente il modo in cui aziende, strutture sanitarie e istituzioni affrontano la sicurezza degli ambienti. Se fino a poco tempo fa qualità dell’aria e dell’acqua erano temi percepiti come specialistici, oggi rappresentano una priorità trasversale, strettamente legata alla salute collettiva e alla gestione responsabile degli spazi condivisi.

La pandemia del 2020 ha segnato un punto di svolta decisivo, accelerando una presa di coscienza che era già in atto ma che faticava a tradursi in azioni sistematiche e strutturate. In questo scenario si inserisce l’attività di Firotek Srl, realtà specializzata nella prevenzione del rischio biologico e nello sviluppo di protocolli avanzati per il controllo della contaminazione microbiologica, come Legionella Zero®.

Si tratta di un ambito tecnico e altamente specialistico che, pur rimanendo spesso lontano dai riflettori mediatici, incide direttamente sulla sicurezza quotidiana di ospedali, aziende e strutture ricettive. Perché il vero nodo, oggi, non è solo intervenire in caso di emergenza, ma costruire sistemi di prevenzione efficaci, continui e scientificamente validati.

In questa intervista, Barbara Fiocco racconta l’evoluzione della percezione del rischio biologico, le principali criticità degli impianti italiani, il valore dell’integrazione tra management e competenze scientifiche e il ruolo crescente dell’innovazione tecnologica. Ne emerge il ritratto di un settore in profonda trasformazione, nel quale la prevenzione microbiologica diventa sempre più centrale per la tutela della salute pubblica.

Negli ultimi anni il tema della qualità dell’aria e dell’acqua è diventato centrale. Quanto è cambiata la percezione del rischio biologico nelle aziende e nelle strutture sanitarie?

Negli ultimi anni, soprattutto dopo il 2020, la percezione del rischio biologico ha subito una grande trasformazione, diventando un tema centrale in tutti gli ambienti di lavoro e sanitari. Si è creata maggiore consapevolezza e attenzione su temi come la qualità dell’aria, la prevenzione dei batteri nei circuiti idrici e una costante attività di prevenzione volta a diminuire il rischio di contagio.

Firotek lavora su protocolli molto specifici come Legionella Zero®. Qual è oggi la principale criticità che riscontrate negli impianti italiani?

La principale criticità che riscontriamo riguarda sicuramente il fatto che molte strutture hanno impianti vetusti, con rami morti, utenze poco utilizzate e difficoltà a mantenere temperature costanti nel circuito idrico. Con attività di controllo e prevenzione periodica si riesce comunque a contenere la proliferazione batterica anche in impianti complessi e vasti, utilizzando strategie di intervento personalizzate e complete.

Lei ha una formazione economica ma opera in un settore altamente tecnico e scientifico. Quanto conta oggi la capacità di integrare management e competenze scientifiche?

All’inizio è stato molto difficile entrare in un mondo pieno di nozioni biologiche altamente specifiche, non studiate all’università ma apprese direttamente sul campo. Fortunatamente ho avuto colleghi molto esperti che mi hanno formata e supportata e, nel corso degli anni, ho frequentato corsi tecnici per approfondire sempre di più questi argomenti.

Un altro elemento sicuramente di aiuto è stato il fatto che mio padre, perito chimico, ci ha sempre trasmesso passione e interesse per il settore. Le competenze tecniche che ho acquisito in questi 15 anni, e che continuano costantemente ad ampliarsi, si sono ben fuse con le mie conoscenze manageriali ed economiche, permettendomi di spaziare anche nel campo dell’organizzazione aziendale, oltre che in quello più tecnico.

Il vostro lavoro è spesso invisibile al grande pubblico. Qual è il rischio più sottovalutato quando si parla di sanificazione e prevenzione?

Il rischio più sottovalutato è sicuramente quello di non percepire la necessità di fare prevenzione e di non cogliere, talvolta, i pericoli di contagio che si celano dietro a batteri spesso caratterizzati da un alto tasso di mortalità nei soggetti immunodepressi, proprio perché si tratta di un “rischio invisibile”, difficilmente percepito in modo tangibile.

Collaborate con università e centri di ricerca. Quali innovazioni stanno davvero cambiando il settore della prevenzione microbiologica?

Il settore del rischio biologico sta vivendo una profonda trasformazione, spinta dall’esigenza di maggiore sicurezza negli ambienti sanitari e lavorativi, specialmente dopo la pandemia del 2020. Le principali innovazioni riguardano sia i processi di valutazione, sia la sperimentazione di applicazioni PCR che permettono di monitorare più velocemente la proliferazione batterica.

Anche l’utilizzo di nanotecnologie negli impianti, che consenta di monitorare costantemente alcuni fattori critici come temperatura, umidità e crescita microbica, darà l’opportunità di fare passi avanti importanti nella prevenzione dei rischi biologici. Inoltre, l’impiego di piattaforme informatiche come Legionella Cloud, un software progettato e realizzato da Firotek per la valutazione del rischio Legionella, permette di avere dati oggettivi basati su specifici algoritmi precisi e predeterminati, limitando la possibilità di errore nella scelta di strategie efficaci di prevenzione.

Guardando al futuro: come evolverà il mercato della sanificazione nei prossimi 5 anni e quale ruolo intende giocare Firotek?

Sicuramente l’intelligenza artificiale giocherà un ruolo fondamentale e Firotek si avvarrà, come già accade oggi, di strumenti tecnologici all’avanguardia per continuare a operare nel settore mirando a ottenere massimi risultati con la migliore efficienza possibile. Ovviamente, però, l’approccio resterà sempre e soprattutto umano e relazionale, perché l’esperienza e la visione dei professionisti tecnici non potranno mai essere sostituite dall’intelligenza artificiale, che potrà coadiuvare il lavoro con il massimo livello di tecnologia possibile, affiancandolo però al massimo livello di operatività umana.