Mi sento chiusa in gabbia come un uccellino | ExpoitalyOnline

Mi sento chiusa in gabbia come un uccellino

Mi sento chiusa in  gabbia come un uccellino

Quanto orrore, quanta crudeltà, quanta prepotenza, quanti soprusi, tutto è possibile!

E la povera gente subisce. Inutile piangere, inutile disperarsi, non serve a niente. Da piccola mia mamma mi diceva sempre: “Se fai la brava avrai un premio”. Adesso si può ben dire se sei onesto, se lavori per mantenere te e la tua famiglia sei un galantuomo, se curi e ami i tuoi bambini, sei una brava mamma.

E poi? Il poi non c’è più, i tempi sono cambiati: l’onesto vive di sacrifici con quei pochi soldi che guadagna onestamente e il furbone comanda, decide e se la gode, perchè lui ci ha saputo fare, perchè lui è ricco e quindi è lui che comanda.

E allora sento una mano che mi afferra e mi chiude, contro la mia volontà, in una gabbia; cosa cerchi di più dalla vita? Hai da mangiare, bevi e ti puoi anche lavare e puoi dormire.

E così addio a tutti i sogni miei, a che vale essere onesti? E dalle sbarre della gabbia vedo un albero, un bellissimo albero tutto verde di clorofilla e fra i rami degli uccellini, cinguettano, sono felici, perchè sono liberi.

E tu uccellino fortunato va a dire al cielo, al mare, ai monti che la felicità non è essere brava gente, ma godere la libertà, la libertà di poter dire: Io sono una creatura libera perchè sono onesta, nonostante tutto.

Giada Ray


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