Discarica di Camastra. Indagata l’elìte della bonifica di rifiuti

Discarica di Camastra. Indagata l’elìte della bonifica di rifiuti

Camastra, una piccola cittadina in provincia di Agrigento, al centro di indagini di livello nazionale per lo scarico di rifiuti tossici.

È il risultato dell’inchiesta denominata “Sepoltura” a cura della direzione Distrettuale Antimafia di Palermo che ha portato alle luci della ribalta questa cittadina altrimenti semisconosciuta. Tutto inizia quando nel 2014 gli uomini della DDA di Palermo si sono posti una semplice domanda. Per quale motivo la stragrande maggioranza delle aziende italiane che hanno bisogno di smaltire i loro rifiuti, di qualunque genere, anziché rifarsi alle grandi discariche del Nord italia, a loro più vicine ed economiche, fanno in modo di scaricare i rifiuti in una cittadina sperduta della Sicilia?

Camastra. Indagato il gota della bonifica di rifiuti

Non era una questione di risparmio: per trasportare i rifiuti nella discarica di Camastra, si sostenevano al contrario dei costi di trasporto decisamente superiori rispetto ad altre soluzioni.

È questo il dubbio fondamentale che ha portato gli investigatori della direzione Distrettuale Antimafia di Palermo a iniziare una serie di indagini. Ad affiancarli i tecnici del Nucleo operativo ecologico di Palermo e la polizia giudiziaria, che hanno raccolto per mesi le informazioni necessarie e hanno iniziato a monitorare le dinamiche dello scarico di rifiuti a Camastra. Il risultato delle indagini ha dato immediata risposta alla domanda.

A Camastra potevano essere sversati tutti i tipi di rifiuti, anche quelli speciali, che necessitano di una particolare autorizzazione, i quali venivano classificati come ordinari da personale connivente e venivano interrati senza le opportune misure di sicurezza. Una attività durata per anni che ha causato un enorme danno per l’ambiente e il serissimo rischio di inquinamento delle falde acquifere, mettendo a repentaglio in generale l’ecosistema. Un rischio definito “altissimo” secondo il tribunale di Palermo, in particolare secondo il giudice Antonella Consiglio che ha infatti proceduto a sequestrare la discarica di Camastra e ad avviare un processo.

E durante le indagini sono finiti nel registro degli indagati nomi e società eccellenti.

Camastra che si trova tra i comuni di Naro, Palma di Montechiaro e Campobello di Licata è a 25 km da Agrigento. La cittadina, che ha iniziato le sue attività all’inizio del 1400, conobbe diversi proprietari attraverso un sistema di donazioni sotto forma di feudo per due secoli, di famiglia in famiglia. A Camastra, durante il 1600, accusati o condannati per diversi reati pubblici iniziarono a stabilirsi e quella che era una serie di piccole fattorie, iniziò a diventare un centro abitato di relativa importanza per la zona. Agli inizi degli anni 2000, Camastra fu paradossalmente una delle prime cittadine siciliane ad attivare la raccolta differenziata dei rifiuti. Poi, una discarica pubblica ha trovato un buon posto per diventare privata, acquistata dalla famiglia Catanzaro.

Tra i privati ma soprattutto tra le aziende che sono finite nel registro degli indagati per lo smercio e per lo sversamento di rifiuti non adeguatamente classificati troviamo:

  • Donato D’Angelo, presidente cda società A&G
  • Calogero Alaimo, direttore tecnico della A&G
  • Salvatore Alaimo, consigliere cda della A&G
  • Alfonso Bruno, direttore tecnico della A&G
  • Pasquale De Silvestro, direttore tecnico della A&G
  • Giuseppe Daniele Pistone, amministratore unico del laboratorio di analisi catanese Studio Chimico Ambientale
  • Giuseppe Cultrera, amministratore società Fratelli Cultrera di Cultrera Giuseppe & C.
  • Antonio Cultrera, socio amministratore società Fratelli Cultrera di Cultrera Giuseppe & C.
  • Massimo Cultrera, socio amministratore società Fratelli Cultrera di Cultrera Giuseppe & C.
  • Carmelo Parrino, intermediario rifiuti titolare omomina impresa individuale
  • Salvatore Bonafede, amministratore unico società Bonafede Salvatore & figli
  • Francesco Ippedico, amministratore unico laboratorio analisi di Melilli
  • Massimo Barbieri, presidente cda di Enimed Spa
  • Francesco D’Alema, presidente cda Semataf Servizi ambientali, e presidente cda Trs Servizi Ambiente
  • Giuliano Costantini, presidente cda Laser Lab
  • Giuseppe Bono, amministratore delegato Fincantieri
  • Gaetano Rubino, amministratore unico L.V.S. srl
  • Anna Maria Rosso, amministratore unico laboratorio Sistemi integrati territorio e ambiente srl
  • Marco Campione, presidente cda Girgenti Acque
  • Giuseppe Giuffrida, responsabile impianti Girgenti Acque
  • Settimio Guarrata, amministratore delegato Raffineria di Gela
  • Pietro Balistreri, presidente cda di Nico spa
  • Raffaele De Leonardis, presidente cda Petroltecnica spa
  • Maurizio Gentile, amministratore Rete Ferroviaria italiana
  • Salvatore Mazzotta, amministratore delegato Ecosistem srl
  • Fabio Borsellino, amministratore unico Cipro Gest srl
  • Maria Grazia Di Francesco, presidente cda Ecoambiente srl
  • Maria Rita Tindara Paratore, amministratore unico Paradivi servizi srl
  • Antonino Paratore, legale rappresentante della Paradivi servizi srl
  • Angelo La Placa, amministratore unico La Placa Angelo srl
  • Antonio D’Amico, presidente cda Isea srl
  • Lorena D’Amico, consigliere Isea srl
  • Vincenzo Venturi, coamministratore laboratorio analisi Sidercem srl
  • Marco Venturi, coamministratore laboratorio Sidercem srl
  • Francesca De Gaetano, amministratore unico laboratorio Ecologica Buffa srl
  • Gerlando Piparo, responsabile ufficio 3 della Provincia di Agrigento

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