“Michel Gondry colpisce ancora. Il cineasta nasce negli anni Novanta come musicista e regista di videoclip e spot pubblicitari, ma è grazie ai suoi lungometraggi degli anni Duemila che è salito agli onori della cronaca. Il suo film di gran lunga più conosciuto e apprezzato è “Se mi lasci ti cancello” (orribile storpiatura dell’originale “Eternal Sunshine of the Spotless Mind”), probabilmente il miglior film di Jim Carrey e l’ennesima conferma del talento di Kate Winslet: una storia d’amore che si ricostruisce pezzo dopo pezzo. Scritta a quattro mani con l’amico Charlie Kaufman, la sceneggiatura vince il premio Oscar nel 2005.
Nel 2006 Gondry ci fa viaggiare sulle ali dell’immaginazione insieme a Gael Garcìa Bernal e Charlotte Gainsbourg in “L’arte del sogno”, mentre nel 2008 il regista ci porta in una videoteca molto speciale in “Be Kind Rewind”, esperimento meta-cinematografico dove i remake amatoriali di film di cassetta si mescolano alla vicenda dei protagonisti Jack Black e Mos Def. Dopo aver narrato – seguendo la fortunata scia del cinecomix – le sorti di un improvvisato supereroe ispirato al personaggio radiofonico e televisivo Calabrone Verde in “The Green Hornet”, il regista francese cambia decisamente genere dedicandosi ad un film indie e low budget come “The We and the I”.
Giunto a sorpresa per molti che ne ignoravano la lavorazione, il film ha aperto la 44ma Quinzaine des Réalisateurs tra molti applausi e qualche critica. Gondry ha lavorato alla sceneggiatura con i ragazzi della comunità The Point, nel South Bronx, che sono poi gli stessi interpreti del film. La lettera che compare nel finale, scritta dalla madre di alcuni dei ragazzi, testimonia l’importante lavoro svolto dal regista.”
Roberta Tocchio
The We and the I: welcome to the Bronx – Articolo completo
