Terremoto in Centro Italia, oltre 150 scosse tra Marche e Umbria | ExpoitalyOnline

Terremoto in Centro Italia, oltre 150 scosse tra Marche e Umbria

Terremoto in Centro Italia, oltre 150 scosse tra Marche e Umbria

Nuove scosse hanno colpito anche giovedì mattina le Marche e l’Umbria,colpite mercoledì sera da un secondo, violento terremoto dopo quello del 24 agosto.Una, di magnitudo 4.4 è stata registrata alle 10,21, nella zona di Castelsantangelo sul Nera alle 10.20 ( alla profondità di circa 9 chilometri). Il governo ha deciso lo stato di emergenza per i territori colpiti dal nuovo terremoto e con il Consiglio dei ministri ha stanziato con un decreto 40 milioni. Intanto, nel pomeriggio, il premier potrebbe fare un sopralluogo nei luoghi colpiti dalle nuove scosse: dovrebbe visitare Camerino e Visso. «Confermo l’impegno del governo: ricostruiremo tutto, compresi i nuovi danni prodotti da queste ultime scosse», ha detto Vasco Errani, commissario alla ricostruzione. Il bilancio ufficiale è di 4 feriti: un ferito lieve in «codice giallo« registrato a Visso e ricoverato a Camerino con la frattura di un femore, e tre pazienti con traumi cranici minori trattenuti in osservazione sempre nel nosocomio di Camerino. Intanto si aggiorna di ora in ora la conta dei danni. «È un disastro: abbiamo credo l’80% delle abitazioni inagibili, e con le nuove scosse la gente sta cedendo psicologicamente», ha reso noto stamane il sindaco di Ussita (Macerata) Marco Rinaldi. Nella «zona rossa» di Arquata del Tronto si segnalano peggioramenti delle condizioni delle abitazioni già gravemente lesionate ad agosto. In tutti gli edifici scolastici del centro Italia sono in corso verifiche, ha reso noto il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini.

Lo sciame sismico

Secondo i sismologi dell’Ingv sono state oltre 150 le scosse dalle 19,10 di martedì nella zona fra Perugia e Norcia: dopo le tre scosse più intense di 5.9, 5.4 e poi 4.5, le repliche di magnitudo superiore a 4,0 sono state tre, tutte nella zona di Macerata. I comuni più colpiti sono Tolentino e Ussita, poi Camerino, Muccia, Visso, Ussita, Castelsantangelo sul Nera, Preci e Norcia. Dal 24 agosto sono stati localizzate complessivamente oltre 18mila scosse, in un’area che si estende per oltre 60 chilometri in direzione lungo la catena appenninica: sono circa 290 quelli di magnitudo compresa tra 3 e 4, 18 i terremoti localizzati di magnitudo compresa tra 4 e 5 e 4 quelli di magnitudo maggiore di 5.

La notte degli sfollati

Migliaia di persone hanno lasciato le proprie case dopo la prima scossa e hanno passato la notte in auto. Ancora incerto il bilancio degli sfollati: sarebbero 2 -3 mila. Ma, ha anticipato il capo della Protezione civile Fabrizio Curcio, non andranno nelle tende e per chi dovrà raggiungere i luoghi di lavoro verranno predisposti bus navetta: la linea è quella di portare le persone negli hotel per poter immaginare poi soluzioni temporanee con più tranquillità. «E’ un grosso sacrificio ma non ci sono alternative». Secondo il sindaco di Castelsantangelo, Mauro Falcuccim, gli sfollati saranno indirizzati a Civitanova Marche (Macerata) o San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno).

La situazione a Roma

Da Ponte Milvio all’Eur, dal Salario al Nomentano, centinaia le chiamate ai Vigili del Fuoco dalla Capitale, dove si registrano crepe in una decina di palazzi ma nessun danno serio. Dopo la prima scossa, sono stati evacuati in via precauzionale il palazzo della Regione Lazio, sulla Cristoforo Colombo, e la Farnesina. La seconda scossa è stata avvertita anche all’Olimpico, dove si giocava Lazio-Cagliari. Nuovi crolli ad Accumoli e ad Amatrice; scuole chiuse a Rieti. Il capo della Protezione civile di Roma Cristina D’Angelo conferma: ricevute in mezz’ora circa cento chiamate ma «fino ad ora nessuna segnalazione di danni». Sopralluoghi organizzati anche nei monumenti più importanti di Roma: già ispezionati Colosseo, Foro Romano e Palatino. Nella mattinata di oggi, giovedì 27 ottobre, nuove indagini. Finora, comunque, non emergerebbero danni.

Nuovi crolli anche ad Amatrice

Le due scosse di ieri hanno causato numerosi crolli ad Amatrice e nelle sue frazioni. In particolare nella zona rossa di Amatrice si è ulteriormente danneggiato ciò che rimaneva del palazzo del Municipio e un crollo ha interessato gran parte della struttura del cosiddetto «palazzo rosso», l’unico stabile di Corso Umberto I che aveva retto alla scossa del 24 agosto scorso.

Le forti scosse che poco prima (19,10) e durante (21,10) l’ora di cena hanno interessato la zona tra le Marche e l’Umbria hanno avuto origine a meno di venti chilometri dai Comuni più colpiti dal sisma di agosto. I sismi, di magnitudo 5.4 e 5.9, si sono diffusi a partire da Visso e Castelsantangelo Sul Nera, centri di poco più di mille abitanti in provincia di Macerata. Da lì Norcia, Arquata del Tronto e Accumoli sono a un tiro di schioppo. Un’evidenza che ha riportato gli scienziati indietro di due mesi. Si è parlato di «effetto domino» nei minuti successivi alla notizia. Ma con il passare delle ore ha preso piede un’ipotesi più originale. «Il terremoto potrebbe essere la conseguenza dell’attivazione di una nuova faglia, legata sul lato Nord a quella che aveva generato la scossa dello scorso agosto», racconta Paolo Messina, direttore dell’Istituto di Geologia Ambientale e Geoingegneria del Consiglio Nazionale delle Ricerche.

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