Dopo le due pietre miliari di Alien e di Blade Runner, Ridley Scott sconvolge il mondo fantascentifico con Prometheus, la sua nuova produzione che va a completare così la trilogia dei viaggi cosmici e del quale già si parla di un sequel, per trasformare il racconto in una saga sull’esempio di Star Wars.
Prometheus, il titolo del film che si rifà all’eroe greco che rubò il fuoco agli dei per portarlo agli uomini peccando di rispetto nei confronti delle divinità, segue la stessa struttura dei capolavori precedenti di Scott. Il film inizia infatti con due archeologi Elizabeth Shaw, fervente cattolica, e Holloway, un ateo convinto, che ritrovano in una grotta dei misteriosi segnali, che capiscono essere presumibilmente lasciati da una qualche civiltà aliena, che potrebbe essere addirittura la progenitrice di tutto il genere umano e aver dato il via al nostro mondo.
Il film esegue un salto nel tempo e nello spazio nell’astronave Prometheus, un veicolo esplorativo finanziato da un gruppo di capitalisti, che raggiunge un pianeta sconosciuto e lontano all’alba del 21 dicembre del 2093. A bordo il robot David, l’unico che è rimasto sveglio per tutto il tempo della spedizione, nel giorno prestabilito risveglia gli altri membri dell’equipaggio che sono rimasti per due anni criocongelati all’interno dell’astronave. Fra i membri anche i due archeologi Shaw e Holloway che trovano sul pianeta semideserto dei segni di civiltà che confermerebbero la loro tesi della nascita di origine extraterrestre del nostro mondo.
Ma le loro scoperte saranno ostacolate dagli altri membri, che sono venuti sul pianeta a scopi di guadagno e che inizieranno a complicare la vita ai due protagonisti, che troveranno degli alleati solamente nel comandante e nel vice della spedizione, che tentano di mantenere l’ordine.
Prometheus è un film superbamente progettato, un’esperienza costruita nei minimi particolari. Alcuni colpi di scena possono essere previsti con un piccolo ragionamento, altri sono assolutamente inaspettati. Si tratta di un impegno più sostanzioso rispetto ad Alien, un quadro dall’orrore esistenziale che non tenta di sollevare grandi temi religiosi, cosmologici e teologici ma che cerca di riflettere e di toccare le grandi domande del genere umano, in un finale assolutamente emozionante che da solo, vale tutto il prezzo del biglietto o del DVD.
Il film che è già uscito nelle sale americane ha già incassato 50 milioni di dollari. Da noi dovremo aspettare il 19 novembre per poterlo vedere o acquistare, ma nel frattempo possiamo goderci il trailer ufficiale
