Pay per click. Il tasso di conversione dipende anche dal sito

Pay per click. Il tasso di conversione dipende anche dal sito

Pay per click e soprattutto il tasso di conversione non vuol dire semplicemente andare su Google AdWords o Bing Ads, farsi un account e guardare i soldi piovere dal cielo. C’è molto di più. Le impostazioni per l’asta, la selezione delle parole chiave, il controllo dei contenuti…ognuno di questi elementi gioca un ruolo sul successo del vostro Pay per click, ma un elemento che viene spesso sottovalutato è l’ultima cosa che un potenziale cliente va a vedere: il vostro sito.

Pay per click. Il tasso di conversione dipende anche dal sito

L’ottimizzazione del tasso di conversioni (Conversion Rate Optimization) è stato un argomento scottante negli ultimi anni. Ci sono strumenti e blog che si occupano dell’importanza delle landing pages e la questione è stata ampiamente trattata alle conferenze di settore. Ciononostante, ci sono molti siti che non hanno ancora adottato nessun tipo di strumento di ottimizzazione del tasso di conversione.

Ma anche avere gli strumenti al posto giusto non è abbastanza. Con i consumatori online che diventano più scaltri ogni anno che passa, e nuove opzioni di targeting che vengono da motori di ricerca che non si fidano delle vostre parole chiave, un sito solido è una parte sempre più importante del successo della PPC (pay per click).

Ottimizzazione del tasso di conversione

Cominciamo subito col mettere in chiaro che avere un sito solido vi aiuterà ad avere un miglior tasso di conversioni. Ci sono fior di buoni esempi e liste di buone pratiche per avere una comprensione basilare di quanto sia importante una landing page fatta bene. Ci sono tonnellate di informazioni che possono illustrarvi la questione.

Siamo nel 21° secolo: i consumatori hanno comprato in maniera sicura e senza problemi per quasi un decennio. Sanno perfettamente usare la loro carta di credito e le loro informazioni personali per comprare prodotti da farsi arrivare a casa o in ufficio. Ma solo perché sono disposti a comprare online non significa che siano disposti a comprare da chiunque. Ecco cosa ottimizzare del nostro sito web.

Certificazioni di sicurezza

Con tutte le fughe di informazioni che sentiamo sui media, anche i consumatori sono diventati più consapevoli dei rischi di condividere le loro informazioni personali online. Perciò, se il vostro sito sembra disegnato apposta per i bambini, probabilmente i vostri visitatori non vi considereranno molto affidabili. Fatevi un favore: andateci piano coi colori e trovatevi certificazioni degne di questo nome. Aggiungete le recensioni dei clienti, le menzioni sui media e il marchio di un ente certificatore per far sapere ai clienti che il vostro è un business sicuro: aumenterà l’efficacia del vostro pay per click.

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Immediatezza

Non solo i consumatori capiscono se un sito è affidabile o meno; sono anche diventati meno tolleranti verso i siti che li costringono a fare la caccia al tesoro per trovare il prodotto che vogliono. Se qualcuno clicca su un annuncio di Nike rosse, vuole senz’altro arrivare a una pagina che ha delle Nike rosse. Non liquidatelo inviandolo alla vostra homepage. È roba di 10 anni fa. Fate del vostro meglio per rimandare i clienti alla pagina più specifica del vostro sito.

Se non avete niente di specifico, usate il meglio che avete, ma accertatevi che il vostro sito sia intuitivo e che i clienti ci possano girare facilmente. Anche se avere una landing page ottimale è la cosa migliore, non fa mai male assicurarsi che gli utenti trovino quello che stanno cercando, nell’ottica di incrementare le vostre conversioni.

Opzioni di targeting

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Un sito di qualità “sale” su Google

Mano a mano che le piattaforme di annunci diventano più avanzate, iniziano ad essere i motori a decidere quali annunci mandare in giro, sembra strano ma è così. L’esempio più recente sono i Dynamic Search Ads di Google. Questo tipo di targeting fa affidamento unicamente sull’interpretazione che Google dà del vostro sito, mostrando all’utente un numero limitato di annunci basati sui contenuti che ci avete caricato sopra.

Quando usano i Dynamic Search Ads, gli inserzionisti hanno il controllo su quali pagine, quali descrizioni e quali URL Google guarderà. Tutto qui. A stabilire quali annunci rispondono meglio alle ricerche, quali titoli devono essere mostrati e verso quali landing page il cliente verrà indirizzato, ci pensa Google.

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Potreste non usare gli annunci DSA, ma sappiate che possono essere più utili di quanto non sembri a prima vista. Comunque, anche se non li usate, sarebbe meglio tenere il vostro sito sempre pronto per un eventuale, repentino cambiamento delle opzioni di advertising. In che modo avete riscontrato un’influenza del vostro sito sul pay per click, al di fuori delle pratiche di ottimizzazione del tasso di conversioni? Condividete con noi i vostri commenti.

Questo articolo è stato originariamente pubblicato da ClickZ ed è una libera traduzione dalla fonte.

Alessandro Capuano

Alessandro Capuano

Romano d’adozione, mi occupo di digitale da quando, a 12 anni, mi hanno regalato la prima console. Sono un fotografo incompetente ma curioso e nel tempo libero recensisco giochi online (forse sono un nerd e ancora non lo so).


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