Arbusto sempreverde adatto ai climi caldi, l’oleandro produce fiori profumati e variopinti per tutta l’estate e l’autunno. I colori dei fiori vanno da tonalità di albicocca, a rame, rosa, lilla, rosso, viola, salmone, giallo e bianco, a seconda delle varietà. Gli oleandri crescono da 6 a 12 metri di altezza e larghezza, e alcune varietà possono diventare piccoli alberi fino a 20 metri di altezza. Tutte le parti della pianta sono tossiche per l’uomo e gli animali in caso di ingestione, la linfa della pianta può causare irritazione della pelle in alcuni individui. Vediamo come coltivarli.

L'Oleandro cresce spontaneamente anche in condizioni molto difficili
Scelta – Come per molte piante, è necessario scegliere il tipo di Oleandro più adatto alla posizione che possiamo offrire alla pianta. Se siete alla ricerca di una varietà più piccola, scegliete la varietà Salmon Petit. L’oleandro bianco è molto popolare e cresce con una buona grandezza, meglio quindi avere un pò di spazio a disposizione. Una varietà che assicura anche una doppia fioritura è il Plenum luteo. Al momento dell’acquisto di oleandri, assicuratevi che l’etichetta non si limiti a indicare il colore ma specifichi anche la varietà, informazione utile per la successiva cura.
Piantare l’oleandro – La cosa più importante nella scelta di un luogo per piantare il nostro oleandro riguarda l’esposizione: è necessario che la pianta stia in pieno sole, o al massimo in una zona solo leggermente ombreggiata perchè otterremo fiori più grandi e luminosi. Cerchiamo di scegliere un terreno dove l’acqua drena bene, per garantire una corretta alimentazione della pianta tenendo conto che queste bellezze rustiche, sebbene siano veramente forti tanto da crescere anche in zone paludose, vivono meglio in terreni sabbiosi o comunque asciutti.
Scelto il luogo possiamo piantare l’oleandro: innanzitutto dobbiamo aprire la palla di terreno che racchiude le radici e sciogliere quest’ultime con molta delicatezza, per evitare di romperle. Sistemiamo poi in un buco abbastanza profondo da contenere le radici e almeno 5/6 centrimetri di fusto, inseriamo un pò di terriccio fino ad arrivare a metà del piccolo scavo e versiamo un pò d’acqua per eliminare le sacche d’aria. Poi copriamo con altra terra schiacciando leggermente. E’ importante che la pianta risulti dritta e ben stabile. Poi eseguiamo una prima innaffiatura, quindi, aspettiamo che il terreno si asciughi completamente prima di annaffiare di nuovo.

L'Oleandro vuole poca acqua, ma deve essere molto vaporizzato a livello delle foglie perchè tende a seccarsi facilmente
Cura – L’oleandro cresce spontaneamente con poca manutenzione. Preoccupiamoci semplicemente ad innaffiare quando il terreno è completamente asciutto fino a renderlo abbastanza umido, senza esagerare, volendo possiamo usare verso l’arrivo della primavera un concime granulare, aggiungendo ogni tanto sangue di bue. Attenzione invece alle foglie: queste hanno molto bisogno di essere umidificate perchè tendono a seccarsi. Dobbiamo quindi vaporizzarle una volta a settimana esclusivamente al mattino presto o alla sera, evitando assolutamente che la luce del sole possa fare un effetto specchio e bruciare le foglie e i fusti.
Se vogliamo una fioritura intensa dobbiamo potare il nostro oleandro: dobbiamo eseguirla ben prima della fioritura che avviene verso la fine di maggio e termina ai primi di settembre con molta attenzione. Innanzitutto dobbiamo munirci di mascherina e di guanti, perchè la sua linfa è velenosa, e dunque potrebbe provocare qualche leggera irritazione agli occhi o alla pelle. Una volta protetti dobbiamo individuare i rami che provengono dalla base e trovare la classica formazione a tre foglie: al di sopra di questa troveremo un piccolo nodo. Eseguiamo un taglio netto qualche centrimetro al di sopra di questo nodo, e da questo proverranno nuovi rami pieni di fiori.
