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Il Decreto Milleproroghe in discussione al Parlamento

Il Decreto Milleproroghe in discussione al Parlamento

Con lettera del Ministro per i rapporti con il Parlamento, il govenro ha fatto pervenire il 24 febbraio alla Camera dei deputati l’emendamento interamente sostitutivo dell’articolo unico del disegno di legge di conversione del decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative e di interventi urgenti in materia tributaria e di sostegno alle imprese e alle famiglie, preannunziando l’intenzione del Governo di porvi la questione di fiducia, ottenuta nella seduta del 25 febbraio con 309 voti a favore, a fronte di 287 contrari.

Il voto finale al provvedimento – all’esame del Parlamento – da parte della Camera dei deputati è previsto nel pomeriggio del 25 febbraio mentre è attesa per sabato 26 febbraio l’approvazione definitiva da parte del Senato del disegno di legge di conversione del cosiddetto “Milleproroghe”.

Il 23 febbraio, il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, è intervenuto in aula per comunicare la volontà del governo di operare alcune modifiche alle disposizioni inserite nel testo del decreto legge nel corso dell’esame da parte del Senato.

Le principali novità del Milleproroghe 2011

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In particolare, il ministro Tremonti ha indicato tra i punti modificabili: la normativa sui precari della scuola e sull’assunzione per provincia, in dipendenza del non preciso rapporto con l’ultima sentenza della Corte costituzionale; la normativa contenuta nel testo sul personale Consob; il salvamento acquatico; immobili acquisiti a seguito di esproprio per Roma; il numero degli assessori e consiglieri del comune di Roma (dovrebbe essere ripristinato il testo del decreto di luglio); la normativa sull’incrocio tra televisione e giornali; la proroga della presidenza dell’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, ciò rispetto al potere presidenziale di Camera e Senato relativamente a questa materia; una modifica della normativa sulle demolizioni di Napoli; la proroga delle concessioni relative ai contratti nella zona dell’Etna.

La volontà del governo, rappresentata in aula dal ministro Tremonti, è tesa ad accogliere le richieste avanzate dal Presidente della Repubblica in una lettera inviata il 22 febbraio al Presidente del Consiglio e ai presidenti di Camera e Senato, tenuto conto che il testo del decreto legge approvato dal Senato si è notevolmente arricchito di norme che – a parere del presidente Napolitano – risultano “estranee all’oggetto quando non alla stessa materia del decreto, eterogenee e di assai dubbia coerenza con i principi e le norme della Costituzione”.

Ricordiamo che il testo originario del decreto legge n.225 del 29 dicembre 2010 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 30 dicembre 2010 constava di 4 articoli e 25 commi, mentre oggi il provvedimento conta 9 articoli e 196 commi. Il Senato aveva approvato il disegno di legge di conversione del decreto legge il 15 febbraio scorso con voto di fiducia sul maxiemendamento – presentato dal governo – interamente sostitutivo del provvedimento.

Link utili:
Il Testo del Decreto legge in discussione in Parlamento
La lettera del Presidente Giorgio Napolitano

Cod: 0013212TRZ2113284

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