Legge anticorruzione, si della Camera. Il testo integrale

Legge anticorruzione, si della Camera. Il testo integrale

La corruzione nel nostro Paese è da sempre un grandissimo problema, qualcosa che ha distrutto e inquinato la crescit e la credibilità delle istituzioni dell’Italia fin dai qui primi giorni. Da oggi c’è una nuova legge che si prefigge l’obiettivo di frenare questa linea criminale verso il bene pubblico. Vediamo i punti salienti e leggiamo il testo completo originale votato dal Parlamento.

Pene più severe per i reati contro la pubblica amministrazione, sconti per chi invece aiuta lo Stato a smantellare sistemi in cui ha partecipato e, soprattutto, il ritorno del falso in bilancio (tanto conteso ai tempi del governo Berlusconi) con condanne che, nel caso delle società quotate in borsa, possono arrivare fino a otto anni. Il testo, presentato oltre due anni fa dall’attuale presidente del Senato Pietro Grasso  è stato molto cambiato dagli emendamenti del ministro Andrea Orlando e approvato anche con un lungo applauso della Camera, che ha votato 280 sì (maggioranza e Sel), 53 no (Fi e M5S) e 11 astenuti (Lega). Un punto a favore della legalità, a pochi giorni dalle regionali, che fa saltare di gioia Renzi: è un risultato fino a qualche tempo fa «impensabile», in grado di riavvicinare «la politica alle aspettative degli italiani».

Renzi, il commento

“C’è chi urlava che l’onestà sarebbe tornata di moda e oggi ha votato contro la legge che più di ogni altra contrasterà il fenomeno della corruzione”, aggiunge poi Renzi, in un post su Facebook, criticando l’atteggiamento del MoVimento 5 Stelle che oggi alla Camera ha votato contro il disegno di legge. “Noi invece continuiamo a prenderci la responsabilità di dire che l’Italia e gli italiani hanno nell’onestà un valore fondante. E oggi questa legge premia gli onesti e punisce i corrotti”, sottolinea il segretario del Pd.

“Da oggi non solo pene più severe per i reati di corruzione, concussione e peculato, come da anni il Paese chiedeva – rivendica il premier – ma soprattutto chi ruba dovrà restituire interamente il maltolto. Lo avevamo promesso e lo abbiamo fatto. Finalmente il falso in bilancio torna a essere un reato penalmente perseguibile, come in ogni Paese che si rispetti. E noi per questo Paese vogliamo avere davvero rispetto, per questo ci siamo impegnati per far sì che i furbetti non l’abbiano più vinta, perché quel tempo è finito”.

Movimento 5 stelle

M5s, occasione sprecata, colpa accordo Pd-Ncd – ” Questa legge anticorruzione è un’altra occasione persa, anzi sprecata con pervicace volontà. Il nostro voto contrario è stata la conseguenza di una totale chiusura della maggioranza e del Governo. Potevamo avere il daspo per i corrotti, un vero falso in bilancio, e una prescrizione che garantiva la certezza della pena. Inoltre potevamo infliggere un duro colpo agli accordi mafia politica. Nulla di tutto questo è accettabile per chi governa l’Italia, e pagano i cittadini onesti come sempre”. I deputati M5S della commissione Giustizia sono delusi ma non alzano bandiera bianca: “Volevamo anche la figura dell’agente provocatore, perché è necessaria la prevenzione nel campo della corruzione, non solo punire i reati. Siamo molto scontenti da questa chiusura dettata da una accordo tra PD e NCD che lede il diritto alla giustizia dei cittadini italiani. Noi continueremo a lavorare con costanza e serietà fino a che non avremo vere norme contro la corruzione perché il Paese muore di corruzione ogni giorno”.

Corrotti: no contratti con Pa per 5 anni Restituzione di ciò che si è rubato

Giro di vite anche sulle pene accessorie. Per mandare via  un dipendente pubblico che si è macchiato del reato di corruzione basterà ora la condanna a 2 anni di carcere, mentre il divieto di contrattare con la Pa potrà arrivare fino a 5 anni. Nei reati più gravi contro la Pa non si potrà più patteggiare se non si è integralmente restituito il prezzo o il profitto del reato. Se si viene condannati, il colpevole è sempre obbligato a pagare l’equivalente del profitto o quanto illecitamente percepito. La riparazione pecuniaria nei confronti dell’amministrazione lesa è condizione per accedere alla sospensione condizionale della pena.

416 bis ancora più duro

A subire un sostanzioso aumento è anche il quadro delle pene del 416 bis: da 10 a 15 anni (oggi è dai 7 ai 12) la condanna per chi partecipa a un’associazione mafiosa, da 12 a 18 anni (anziché 9-14) per chi la organizza o dirige. Se poi l’associazione mafiosa è armata, si può arrivare per i promotori anche fino a 26 anni di carcere.

Più importanza all’autorità anticorruzione

Aumenta il peso dell’Autorità nazionale anticorruzione, che dovrà essere informata dai pm ogniqualvolta si proceda per reati contro la Pa. All’Anac, inoltre, è attribuito il controllo sui contratti extra codice degli appalti (perché segretati per esempio o che esigono particolari misure di sicurezza). Specifici obblighi informativi verso l’Anac sono infine posti a carico delle stazioni appaltanti.

Falso in bilancio

Le false comunicazioni sociali tornano ad essere un delitto punito con il carcere. Se la società è quotata, chi commette il falso in bilancio rischia la reclusione da 3 a 8 anni; se non quotata, da uno a 5 anni. Si procede sempre d’ufficio, a meno che non si tratti di piccole società non soggetto al fallimento, per le quali vale una sanzione ridotta (da 6 mesi a 3 anni). Sanzione ridotta anche nel caso di fatti di lieve entità. mentre è prevista la non punibilità per gli illeciti di particolare tenuità. L’uso di intercettazioni è possibile solo nel falso in bilancio di società quotate. Quanto alla responsabilità amministrativa degli enti, raddoppiano le sanzioni pecuniarie (fino a 600 quote nel caso di società in borsa e a 400 per le non quotate).

SCARICA IL TESTO INTEGRALE DELLA LEGGE ANTICORRUZIONE


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