ISIS e big data: nuove armi a disposizione del Pentagono | ExpoitalyOnline

ISIS e big data: nuove armi a disposizione del Pentagono

ISIS e big data: nuove armi a disposizione del Pentagono

Gli analisti di intelligence militare e gli analisti civili “sopraffatti” dall’immenso volume di dati di videosorveglianza, registrati durante le numerose incursioni militari dell’America contro l’ISIS, presto troveranno conforto. Isis e big data avranno presto qualcosa in comune. Il Pentagono ha annunciato lunedì che ha istituito un nuovo Team per lo sviluppo di algoritmi da guerra, soprannominato AWCFT, che utilizzerà big data e machine learning per analizzare immagini aeree e registrazioni sul campo.

ISIS e Big Data, il Pentagono sfodera la tecnologia contro il califfato islamico

Ci sono semplicemente troppe informazioni in ingresso per il gruppo di analisti del Pentagono, afferma il Tenente dell’aeronautica Jack Shanahan, direttore del reparto di intelligence per la difesa. “Non riusciremo a risolverlo semplicemente facendo lavorare più persone…Questa è l’ultima cosa che vogliamo fare, vogliamo affrontare in modo più intelligente quello che stiamo facendo”.

L’idea è quella di ridurre la quantità di tempo che gli analisti passano a svolgere attività amministrative, ad esempio inserendo manualmente i dati in fogli di calcolo ogni volta che trovano qualcosa di interessante e più tempo analizzando effettivamente le minacce. A tal fine, l’AWCFT sfrutta e migliora le capacità esistenti di elaborazione, sfruttamento e diffusione (PED) dei dati automatizzandone il processo di etichettatura.

Isis e big data: il Pentagono prepara nuove armi tecnologiche contro il califfato, come il machine learning

Il Pentagono si propone di combattere lo Stato Islamico utilizzando le più moderne tecnologie. Pronta una task force contro il terrorismo. Machine Learning e Big data in aiuto del reparto bellico.

Il gruppo ha 90 giorni per completare la sua prima fase: sviluppare gli algoritmi o acquisirli dal settore privato. La seconda e la terza fase, ciascuna di 90 giorni, prevedono l’acquisizione dell’hardware necessario per eseguire gli algoritmi e l’implementazione del sistema sviluppato.

La necessità di una rapida trasformazione è essenziale, ha affermato Shanahan. “Non è un bene se quelle che sviluppiamo rimane confinato in un laboratorio di ricerca sparso chissà dove. Vogliamo offrire, durante questo anno solare, alcune competenze di guerra che faranno la differenza”.

Se questo programma si concludesse con successo, Shanahan spera di ampliare il Progetto Maven, così è chiamato il progetto del AWCT, a tutto il resto delle forze armate. “Tutto ciò su cui l’industria tecnologica sta lavorando ha una certa applicabilità nel reparto bellico“. Speriamo quindi che il dipartimento riesca ad ottenere il finanziamento di 70 milioni di dollari dal Congresso Americano, così da continuare nella ricerca.


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