Mark David Chapman, il killer dell’icona musicale e artistica John Lennon, ha ufficialmente chiesto la scarcerazione sulla parola. L’uomo, ora 57enne, leggermente dimagrito e con meno capelli rispetto alla foto segnaletica che gli fu fatta all’epoca dell’arresto, si presenterà nel corso della prossima settimana davanti alla commissione d’esame del carcere di massima sicurezza Wende Correctional Facility, dove è attualmente detenuto, per cercare di ottenere la libertà sulla parola.
La vedova di Lennon, Yoko Ono, ha immediatamente scritto ai dirigenti del carcere, manifestando non solo la sua profonda contrarietà ad una eventuale scarcerazione, ma anche la paura per l’incolumità sua e di suo figlio Sean Lennon. Alla sua voce si aggiungono i commenti sui social network e le proteste dei fan del cantante, che osservano con grande preoccupazione la vicenda.
David Chapman, uccise il cantante, all’ora all’apice del successo John Lennon l’8 dicembre del 1980 a New York, avvicinandosi di soppiatto nel bel mezzo della folla e sparando quattro colpi alla schiena: la vittima morì sul colpo, e Chapman fu immediatamente inseguito e tratto in arresto. Dopo un breve processo, il tribunale condannò l’imputato al trattamento psichiatrico per la cura delle sue manìe persceutorie e ad una pena da un minimo di 20 anni e l’ergastolo. Dopo il 2000, Chapman si è più volte rivolto ai dirigenti del carcere: questa è infatti la settima richiesta di libertà sulla parola, una ogni due anni circa, che finora gli è sempre stata negata dalla commissione d’esame.
Il quadro dirigente del carcere renderà pubblica la decisione entro il 26 di agosto.
