Cosa non scrivere su un blog: i post che annoiano i lettori

Avete lavorato duro per creare un contenuto per il vostro blog che fosse interessante, sapendo che era una parte importante del vostro content marketing e che, col tempo, vi avrebbe portato nuovi clienti. Ma ci sono argomenti che i lettori hanno letto fino alla nausea e che è meglio lasciar perdere. Una ricerca di Algoso ha mostrato che l’88% delle persone legge blog perché sta cercando analisi e opinioni, mentre il 74% vuole informazioni sui trend di un certo settore, oppure vuole imparare dall’esperienza altrui.

Cosa non scrivere su un blog: i post che annoiano i lettori

 Per soddisfare i desideri dei lettori, dovete quindi creare un contenuto che dica qualcosa di nuovo, che sia interessante e approfondito – non che riporti semplicemente quanto è già stato detto altrove. Ecco cosa non scrivere su un blog: cinque argomenti su cui è già stato detto tutto, da evitare.

I 10 modi migliori di…

Con più di 4,9 miliardi di risultati di ricerca per questa frase, possiamo tranquillamente dire che in una lista dei “dieci modi migliori di…” ci siamo incappati tutti almeno una volta (tipo “I 10 modi migliori per avere più follower su Twitter” oppure “I 10 modi migliori per aumentare i vostri contatti email”, ecc.).

Il problema è che questi post puntano alla quantità, non alla qualità, e forniscono informazioni superficiali invece di scendere nel dettaglio di un argomento specifico. Leggendoli, non capiamo cosa rende speciali le “cose” inserite nella lista, né come possiamo farle nostre per sfruttarne il successo. Inoltre, ricerche dimostrano che la lunghezza media di un contenuto per un sito tra i primi risultati di Google è di almeno 2000 parole. È quindi chiaro che Google considera i post dettagliati come contenuti di qualità – e la media dei post di questo tipo di lista non arriva a 2000 parole: non è possibile, insomma, dire qualcosa di veramente utile in poche righe.

Cosa non scrivere su un blog: i post che paragonano un concetto ad un elemento differenti è una formula antica che non sorprende più
Cosa non scrivere su un blog: i post che paragonano un concetto ad un elemento differenti è una formula antica che non sorprende più

Provate questo: invece di buttare giù un post raffazzonato di una “lista a dieci”, prendete la voce migliore e spiegate cosa la fa funzionare così bene. Create un contenuto come “Il miglior X per fare Y”, che insegni al lettore un modo pratico per utilizzare un singolo esempio (e lasciate il resto della lista a dieci alle vostre spalle).

Perché il vostro X è come un…

Un altro argomento trito e ritrito è il trovare una similitudine creativa tra due concetti ed elaborare il tutto in modo che diventi interessante. Ci sono 1 miliardo di risultati di ricerca per questo argomento – meglio lasciar perdere (“Perché il vostro business è come il processore di un computer” oppure “Perché il vostro marketing funnel è come cucinare una torta”). Può sembrare una buona idea, ma c’è davvero della sostanza che possa insegnare al vostro lettore qualcosa che ancora non sapeva?

Post di questo tipo spesso mancano il bersaglio perché chi scrive è concentrato sul mantenere il tema del post e il contenuto, invece di essere basato sulla ricerca, si basa su un’idea “d’impatto” originale ma che finisce per indebolirlo. L’altro punto negativo dei post che si basano sulle similitudini tra concetti o prodotti è che mancano di quelle opinioni ed esperienze che Algoso ha identificato tra le principali motivazioni dei lettori di blog.

Provate questo invece: i paragoni vanno benissimo quando servono ad illustrare una soluzione che può essere utilizzabile, come ad esempio un ipotetico “Cosa possiamo imparare dal test di A contro B”: un paragone tra due prodotti rivela effettivamente quale dei due è migliore e perché. ContentVerve usa questo metodo per mostrare l’efficacia dei risultati dei suoi test A/B, paragonando due versioni di un prodotto e illustrandone l’impatto positivo.

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Fare test e illustrare i risultati per offrire valore a chi legge.

Sommario di notizie

Ci sono oltre 350 milioni di risultati di ricerca per i sommari di notizie, ma quanti offrono davvero qualcosa di nuovo alla conversazione? Spesso i post di questo tipo non fanno che ripetere ciò che è già stato detto da qualcun altro e non offrono nessun punto di vista personale (esempio: “Sommario notizie sulla salute, agosto 2015” o “Sommario notizie sul marketing: quello che vi siete persi”).

Per il lettore non c’è niente di nuovo: potrebbe aver letto la notizia da qualche altra parte e, non trovando niente di nuovo sul vostro post, potrebbe andarsene deluso. Primo: quando qualcuno finisce sul vostro blog, vuole sentire le notizie da voi, non da qualcun altro. Secondo: spesso i sommari includono un contenuto pieno di citazioni, che è un modo per dire al lettore: “Ehi, io non ho la notizia, ma ce l’ha qualcun altro”. Siete sicuri che sia il messaggio che volete lasciare?

Provate questo: invece di appiccicare il vostro nome su un’informazione che esiste già, provate un argomento tipo “Momenti significativi di X e quale lezione c’è da imparare”. In questo modo state sì condividendo l’informazione, ma fate anche il lavoro “sporco” per il lettore, dicendogli cosa leggere tra le righe. Potete anche condividere quello che sapete in base alla vostra esperienza passata e arricchirla con una prospettiva nuova.

Perché usare X è sbagliato

Molti blogger non resistono alla tentazione di salire sul pulpito ed esprimere le loro opinioni su questioni di business, lanciando affermazioni come “usare X è sbagliato e vi dico perché” (esempi: “Perché bloggare è sbagliato per il vostro business” o “Perché le note di ringraziamento ai clienti sono un cliché”). Ci sono circa un milione di titoli di questo tipo.

Cosa non scrivere su un blog: gli articoli che spiegano perchè fare una cosa è un errore, non vengono più visti positivamente dagli utenti.
Cosa non scrivere su un blog: gli articoli che spiegano perchè fare una cosa è un errore, non vengono più visti positivamente dagli utenti.

Opinione e persuasione sono senza dubbio due elementi chiave di un buon post, ma quando chi scrive non le supporta con ricerca, casi di studio ed esperienza, il post diventa solo un’occasione per sbandierare le proprie opinioni senza giustificarle. Ci vuole sempre una prova tangibile, altrimenti troverete qualcuno tra il pubblico che potrebbe mettervi in difficoltà.

Ciò che può sembrare un post “carico” dal punto di vista emozionale perché riguarda qualcosa di cui siete realmente appassionati può danneggiare il vostro marchio se non avete la preparazione concettuale e linguistica necessaria ad accompagnare le vostre affermazioni. Senza contare che spesso questi post mancano di una call to action efficace: se bloggare fa parte della vostra strategia di content marketing ma buttate nell’arena la vostra opinione tralasciando una call to action forte e pertinente, potreste danneggiare seriamente il vostro sales funnel.

Provate a fare affermazioni d’impatto mostrando casi interessanti che avete esaminato: includete screenshots, metodi di testing e numeri reali per provare le vostre idee. Il messaggio dovrebbe essere: “abbiamo testato A e B: B si è rivelato un disastro e vi spieghiamo perché”.

Un anno in rassegna

Ci sono già 999 milioni di anni in rassegna nei blog del mondo, titoli come: “Un anno in rassegna: come sono andati gli affari nel 2015” o “Riepilogo degli obiettivi raggiunti nel 2015”. Ce ne servono altri? Probabilmente no, ed ecco perché: i post che si riferiscono ai 365 giorni appena trascorsi non offrono niente di nuovo al lettore e anzi tendono a riciclare idee, lezioni ed eventi di cui si è già parlato. Ma soprattutto, pensate ai motivi che hanno portato il lettore sul vostro blog: potrà anche piacergli il vostro stile di scrittura o la vostra personalità online, ma il vero motivo per cui vi sta leggendo è che vuole qualcosa di utile per sé.
Se tutto quello che fate è guardare a ciò che avete realizzato quest’anno senza approfondire le lezioni che ne avete tratto, state solo divagando.

Provate invece a focalizzarvi su un singolo tema. Un argomento come “il più importante…che ho imparato nel 2015 e che mi ha aiutato nel mio business” dà ai lettori un valore: state spremendo la migliore lezione che avete imparato in un intero anno e gliela state offrendo su un piatto d’argento.

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Un anno in rassegna: altra cosa da non scrivere su un blog. Troppi risultati.

Su Internet ci sono milioni di post: il vostro contenuto deve emergere, dare valore ed essere radicato nella ricerca, non essere pura opinione.

Gary Vaynerchuk afferma che quando scrivete qualcosa su Internet c’è “sempre qualcuno che guarda“. I lettori, quando non state dando un reale contributo al vostro blog, se ne accorgono e ogni volta che fornite contenuti superficiali erodete l’autorevolezza e la fiducia che vi siete guadagnati. È ora di imparare cosa non scrivere su un blog e diventare una voce inconfondibile in un mondo “rumoroso”, pieno di contenuti di ogni tipo.

Questo articolo è una traduzione adattata dell’originale.

Niccolò Giraudo

Torino è una città fantastica, specialmente per chi ama il design in tutte le sue forme. Chi non ci credesse può venire a casa mia: matite e pennelli non mancano. Si può anche suonare il violoncello. È l’ambiente ideale anche per recensire un film, un blog o un nuovo tostapane. Provare per credere.

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