Come trovare backlink dannosi per il vostro sito | ExpoitalyOnline

Come trovare backlink dannosi per il vostro sito

Come trovare backlink dannosi per il vostro sito

I link in entrata sono sempre un piacere per i proprietari di siti, ma la questione dei cosiddetti backlink ha anche un lato oscuro: quello della scarsa qualità degli inbound link, che possono, al contrario, danneggiare il sito. In questa guida vedremo come trovare backlink dannosi per il vostro sito, in maniera relativamente semplice e soprattutto inequivocabile, al fine di determinare solo e solamente i backlink che apportano un danno al vostro dominio.

Come trovare backlink dannosi per il vostro sito. Un pò di storia

La qualità dei backlink è sempre stata dichiarata come importante, ma la vera tragedia per coloro che non avevano curato abbastanza questo particolare avvenne nel 2012. E’ rimasta nella storia la dichiarazione di Matt Cutt che proprio in quell’anno annunciò che Google avrebbe avviato un’azione contro la “sovra-ottimizzazione” dei siti, il che causò grande sconcerto nella comunità SEO. Qualche giorno dopo, migliaia di blog vennero rimossi dall’indice Google e Matt confermò che Google si era mossa contro le “reti” di blog.

Come trovare backlink dannosi per il vostro sito

Come trovare backlink dannosi per il vostro sito? Uno dei messaggi con cui Matt Cutts annunciò la lotta di Google ai backlink

 

Anche se migliaia di blog di bassa qualità o di dubbia autorevolezza sono stati rimossi dall’indice Google, questi non sono state le uniche vittime. Per esempio, www.rachaelwestdesigns.com, un dominio con un PageRank di livello 7, venne rimosso, probabilmente a causa del numero molto alto di backlink a siti esterni.

Come trovare backlink dannosi per il vostro sito

L’esempio di un sito con un elevata autorità sui motori con un numero di link in entrata decisamente innaturale

 

Come trovare backlink dannosi per il vostro sito

Lo stesso sito risultò deindicizzato a causa dell’alto numero di backlink dannosi che aveva accumulato con il tempo.

 

Queste azioni indicarono che l’aggiornamento contro la sovra-ottimizzazione dei siti era cominciato. All’incirca nello stesso periodo,  Google inviò a migliaia di webmaster il seguente messaggio, attraverso il Webmaster Tools di Google:

Come trovare backlink dannosi per il vostro sito

Dal messaggio non si potevano intuire le prossime mosse di Google: in ogni caso, stabilire con precisione il numero dei link “artificiali” o “innaturali” è ancora oggi un compito complesso, quasi impossibile. Alcuni link di bassa qualità possono non essere riportati dai data provider o, peggio, diversi domini eliminati dall’indice Google non possono più essere trovati – cosa che rischia di trasformare l’intera operazione in un incubo.

Come trovare backlink dannosi per il vostro sito

Comunque, ci sono azioni che possono aiutare gli esperti di SEO ad affrontare il problema dei backlink. Dal momento che qualsiasi significativo numero di link di bassa qualità può essere dannoso, a questo punto sarebbe meglio raccogliere quanti più dati possibile

Come trovare backlink dannosi per il vostro sito. I passi necessari

Cominciate calcolando la percentuale dei backlink di bassa qualità – è un’operazione manuale alla portata dei siti piccoli, non certo dei più grandi, con migliaia di backlink. Abbiamo identificato 5 passi, basati sulle soluzioni di Richard Baxter su “Come trovare i link di bassa qualità“.

  1. Identificate quanti più domini di origine potete, usando diverse risorse dati di backlink;
  2. controllate laToolBar PageRank (TBPR) per tutti i domini di origine dei link e prestate attenzione a come sono distribuiti;
  3. trovate la percentuale di domini che è stata de-indicizzata;
  4. verificate la distribuzione sui parametri social;
  5. ripetete i passi 2, 3 e 4 periodicamente (ogni settimana, ogni mese) e controllate:
  • eventuali picchi verso la fine della distribuzione TBPR;
  • un numero crescente di domini di origine de-indicizzati (una volta alla settimana o al mese);
  • parametri social invariati e sempre molto bassi.

Qualche avvertimento

I consigli di cui sopra dovrebbero essere seguiti con qualche accorgimento, per la creazione di un piano di gestione del rischio backlink sul breve e lungo periodo. Anche se i risultati non saranno accurati al 100%, vi aiuteranno ad evitare trend negativi per un dato periodo di tempo. Tenete però bene a mente che:

  • i dati dai servizi di intelligence sui backlink hanno dei buchi. Non importa da dove li prendete (Majestic SEO, Open Site Explorer, Ahrefs, Blekko, Sistrix): non avrete mai la stessa profondità di Google. Gli strumenti forniti da terzi sono spesso poco aggiornati o i backlink sono rotti: quindi, meglio filtrare i backlink e considerare solo quelli che al momento rimandano al vostro sito.
  • Il ToolBar PageRank viene aggiornato non di frequente. Questo avviene in genere 4-5 volte all’anno e dunque nella maggior parte dei casi il valore TBPR di ritorno rappresenta l’ultimo aggiornamento. Sarebbe quindi saggio vedere a quando risale l’ultimo aggiornamento prima di trarre conclusioni. Effettuare le operazioni subito dopo un aggiornamento del TBPR può essere una buona idea, ma a volte Google fa cadere il TBPR di un sito per segnalare che non rispetta le linee guida, scoraggiando i pubblicitari. Quindi, valori bassi nel TBPR come un n/a, un grigio o uno zero possono in molti casi rappresentare bassa qualità nei domini di origine dei link.
  • La de-indicizzazione può essere naturale. Incappare in un sito che non ha pagine indicizzate sulla SERP di Google non significa necessariamente che Google l’abbia penalizzato. Può essere un dominio scaduto che non esiste più, una de-indicizzazione accidentale (come dei meta robot “nonindex” su ogni pagina del sito) o qualche altro disguido tecnico. Comunque, i domini de-indicizzati che hanno un valore positivo del TBPR possono riferirsi a siti che Google ha recentemente rimosso dal proprio indice a causa di violazioni delle linee guida (come scambi di link o manipolazione di PageRank).

Strumenti necessari

Per pacchetti pesanti di dati, NetPeak Checker funziona meglio di SEO Tools (pacchetti pesanti possono far rallentare Excel). NetPeak Checker è un’app di eccellenza, che fornisce informazioni estremamente utili per una data lista di URL come un dominio o una pagina PageRank, per dati SEO Majestic e OSE (PA, DA, mozRank, mozTrust eccetera), per risposte del server (ad esempio 404, 200, 301), per il numero di pagine indicizzate su Google e per molto altro. Tutti i risultati possono poi essere esportati e processati ulteriormente su Excel.

Come trovare backlink dannosi per il vostro sito. Raccogliere i domini dei backlink

È fondamentale identificare il maggior numero di domini dei backlink; affidarsi a un solo data provider, invece, non è il massimo. Potete combinare i dati dagli strumenti per webmaster, da Majestic SEO, a Open Site Explorer e più ne raccogliete, meglio sarà, specialmente se i domini esaminati sono stati online per molto tempo e hanno ricevuto un alto numero di backlink. Quelli che rimandano allo stesso dominio dovrebbero essere eliminati, in modo da ritrovarsi con una lunga lista di domini unici. Da rimuovere anche i domini non trovabili (404).

Come trovare backlink dannosi per il vostro sito. Controllate la distribuzione del PageRank

Una volta che è stato identificato un buon numero di domini di backlink, il passo successivo è quello di togliere il ToolBar PageRank da ciascuno di loro. Idealmente, questo dovrebbe essere fatto per quei domini che rimandano al vostro sito; fatelo anche per gli altri, ma solo se non è troppo complicato. Poi, usando un grafico pivot su Excel, verificate se l’attuale distribuzione della PageRank è un problema oppure no. Un picco verso i valori più bassi (come zeri e n/a) dovrebbe essere trattato come un indicatore negativo, come nel grafico sottostante.

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Come trovare backlink dannosi per il vostro sito. Controllate i domini di backlink de-indicizzati

Trovate la percentuale di domini non indicizzati: è essenziale. Se i domini dei backlink de-indicizzati hanno comunque un valore positivo di TBPR, probabilmente sono stati recentemente de-indicizzati da Google.

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Come trovare backlink dannosi per il vostro sito. Controllate la distribuzione dei parametri social (opzionale)

Può essere utile aggiungere a tutto questo i parametri social (come i Mi Piace di Facebook, i Tweet e i +1) di tutti i domini dei backlink. L’idea di fondo è che i siti di bassa qualità non hanno molte menzioni social, dal momento che gli utenti non li trovano utili (quelli che non ne hanno del tutto rimandano probabilmente a domini di bassa qualità).

Come trovare backlink dannosi per il vostro sito. Controllate periodicamente

Ripetete i passi 2, 3 e 4 ogni settimana o ogni mese: vi aiuterà a verificare se c’è un trend negativo dovuto a un elevato numero di domini rimossi. Se sia la distribuzione di PageRank che la percentuale di de-indicizzazione si stanno abbassando, prima o poi il sito scenderà nel ranking e di conseguenza diminuirà anche il traffico. Una de-indicizzazione settimanale come quella che appare nel grafico seguente può dare un’idea del grado di perdita di un sito:

Come trovare backlink dannosi per il vostro sito

Soluzioni

Al momento, sono diversi i siti che sono scesi nel ranking a causa della de-indicizzazione operata da Google sui domini dei backlink. Quelli con valori di PageRank e di condivisioni social molto bassi devono essere controllati manualmente per verificarne la qualità (in questo caso, meglio creare una nuova strategia di link building). L’obiettivo principale dovrebbe essere una distribuzione di PageRank più bilanciata (i link provenienti da siti di bassa qualità continueranno ad arrivare in certa misura).

In generale, più un sito è autorevole e degno di fiducia, più è possibile che sia collegato a domini di bassa qualità senza un motivo particolare. I siti dei grandi marchi sono meno vulnerabili perché sono domini più affidabili – a differenza di siti con un’autorevolezza più bassa, specialmente se la maggior parte dei loro backlink provengono da domini di bassa qualità, se hanno un alto numero di site-wide link (link presenti su tutte le pagine del sito) o se il loro profilo di backlink consiste in una distribuzione innaturale di anchor text.

In conclusione, se tutti gli elementi precedenti sono stati individuati, la priorità dovrebbe essere ridurre il numero di site-wide link innaturali e di fare in modo che la distribuzione dell’anchor text appaia il più naturale possibile.

Questo articolo è una traduzione adattata dell’originale.

photocredits: nulled.cc.

Francesco Salassa

Francesco Salassa

Vivo nel senese con tre gatti ma sono originario della Val Grande (per chi non lo sapesse, è l’area più selvaggia d’Europa). Il magnifico mondo dei freelance mi ha aperto le sue porte nel 2009, quando ho cominciato a collaborare con un giornale locale. Ora, anche volendo, non potrei più uscirne - ma forse è un bene.


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