Calcio. Partite combinate, arresti e perquisizioni | ExpoitalyOnline

Calcio. Partite combinate, arresti e perquisizioni

Calcio. Partite combinate, arresti e perquisizioni

Circa 50 persone sono state arrestate e oltre 70 sono sotto inchiesta in relazione all’inchiesta sulle partite truccate in serie inferiori italiane orchestrate dalla ndrangheta calabrese. Oltre 30 squadre di Lega Pro e Serie D, il terzo e quarto livello di calcio italiano, sono presumibilmente coinvolte nella truffa legata alle scommesse. L’operazione è stata coordinata dagli investigatori di Roma e la città calabrese di Catanzaro.

Fermato allenatore del Barletta – L’allenatore del Barletta (Lega Pro), Ninni Corda, è stato fermato nell’ambito della inchiesta sul calcioscommesse della Procura di Catanzaro. Corda, 40enne originario di Nuoro, è arrivato sulla panchina barlettana a metà del girone di ritorno. Su nove partite, giocate dalla squadra che Corda ha allenato, tre, secondo la Dda di Catanzaro, sarebbero quelle incriminate (Barletta-Catanzaro, 1-1; Aversa-Barletta, 0-1; Barletta-Vigor Lamezia, 3-3).

Intanto è stata resa nota la lista dei diciassette incontri dei gironi A, B e C di Lega Pro e 11 partite della lega Dilettanti, serie D, gironi H e I, sulle quali gli inquirenti hanno prove di combine che sarebbero state realizzate nel corso della stagione 2014-2015 dalle due distinte associazioni scoperte con l’operazione di oggi.

Ecco nel dettaglio gli incontri: LEGA PRO Pisa – Torres Juve Stabia – Lupa Roma Sant’Arcangelo – Aquila Grosseto – Sant’Arcangelo Aquila – Savona Prato – Sant’Arcangelo Cremonese – Pro Patria Monza – Torres Bassano – Monza Torres – Pro Patria Pro Patria – Pavia Aquila – Tuttocuoio Aquila – Sant’Arcangelo Barletta – Catanzaro Aversa – Barletta Vigor Lamezia – Paganese Barletta – Vigor Lamezia SERIE D Hinterreggio – Neapolis Sorrento – Montalto Neapolis – Montalto Monopoli – Puteolana Montalto – Frattese Due Torri – Neapolis Neapolis – Akragas Neapolis – Sorrento Brindisi – San Severo Andria – Puteolana Pomigliano – Brindisi.

L’operazione messa a segno oggi

Sono oltre 70 gli indagati e 50 i fermi emessi dai magistrati di Catanzaro nell’ambito dell’inchiesta sul calcioscommesse denominata “Dirty Soccer”. La polizia ha messo in atto arresti e perquisizioni in Calabria, Campania, Puglia, Emilia Romagna, Abruzzo, Marche, Toscana, Liguria, Veneto, Lombardia.  Il provvedimento di fermo, di oltre mille pagine, delinea una rete di personaggi, appartenenti a due distinte organizzazioni criminali, attive nella combine di incontri dei campionati di Lega Pro e Lega Nazionale Dilettanti, capaci di alterare risultati e investire danaro nel connesso “giro di scommesse” in Italia e all’estero.   Fra i personaggi coinvolti nell’indagine, oltre a calciatori ed ex, presidenti e dirigenti di club, figurano anche soggetti stranieri, un presunto appartenente alla cosca Iannazzo, potente clan della ‘ndrangheta operante nella provincia di Lamezia Terme, e un poliziotto. L’inchiesta è iniziata grazie alle intercettazioni di Pietro Iannazzo, ritenuto elemento di vertice dell’omonima cosca che opera a Lamezia Terme, arrestato giovedì scorso in una operazione della polizia contro la ‘ndrina.

Da dove parte l’inchiesta

Tutto è partito da una indagine su un capo bastone della ‘nrangheta, Pietro Iannazzo che aveva interessi sulla squadra di calcio Neapolis e, seguendo lui, gli investigatori dello Sco e della squadra mobile di Catanzaro, hanno scoperto questo grande giro nazionale ed internazionale sui campionati di calcio italiano dilettanti e Lega Pro con scommesse milionarie su partite truccate con l a complicità di giocatori, allenatori, presidenti e “magazzinieri” che si vendevano per migliaria di euro per decidere chi doveva vincere e chi doveva perdere. Uno dei personaggi chiave di quest’ultimo scandalo del calcio italiano è Fabio Di Lauro che, secondo gli investigatori è “il rappresentante unico in Italia” dei “signori delle scommesse” nazionali ed internazionali, che investivano ed incassavano milioni di euro che transitavano attraverso banche turche, serbe, cinesi ed italiane.

Non è solo l’Italia

Rodolfo Ruperti, della squadra mobile ha rilasciato un’intervista a ‘Radio24’ nella quale ha spiegato meglio la situazione creatasi in Lega Pro riguardo la situazione di questi giorni. Queste le sua parole: “Un elemento sicuramente caratterizzante è il fatto che noi siamo arrivati a questa inchiesta partendo da un Boss dell’Ndrangheta, Iannazzo Pietro, e seguendo lui, abbiamo ricostruito una prima associazione a delinquere che aveva come finalità quella di favorire le vittorie del Neapolis e poi anche successivamente del Brindisi e poi di altre squadre nei campionati di calcio di Serie D. Dopo la nostra l’indagine si è sviluppata seguendo sempre un altro calabrese, il quale attraverso dei finanziatori, a volte anche stranieri, in particolare serbi in alcuni casi anche maltesi ed albanesi, alteravano diverse, anzi numerose partite del campionato del campionato di Lega Pro. Nell’inchiesta sono emerse anche scommesse su partite di serie A cinese e sul basket serbo”.


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