Mentre Mario Balotelli abbatteva la Germania alle semifinali degli Europei di Calcio, l’altro Mario, il Premier, stava giocando un’altra partita al vertice europeo di Bruxelles, ed incassa un risultato decisamente vincente.
L’obiettivo di Monti era chiaro e inequivocabile: risolvere, o perlomeno contenere, la situazione dello spread che tiene sotto scacco il nostro paese. E la strategia per ottenere il risultato è altrettanto palese e senza mezzi termini: l’Italia, per la prima volta della sua storia, ha minacciato di utilizzare il diritto di veto, ancor più pericoloso perchè imposto da uno stato membro fondatore della UE, su una serie di misure lagate alla crescita e alla stabilizzazione, particolarmente care a tutti i paesi dell’Eurozona, se non ci fosse stato il via libera sullo scudo antispread.
Lo scudo, si basa sull’utilizzo del famoso fondo salva Stati, composto da capitali di tutti i paesi che di fatto condividono i debiti l’uno dell’altro, che tramite l’immissione di denaro liquido necessario alla ricapitalizzazione delle banche, ha effetti benefici sulla stabilizzazione dell’Euro, il credito alle imprese e soprattutto sulla stabilità finanziaria dello Stato. Il che mette fuori gioco quelle speculazioni che tramite improvvise vendite di azioni, toglie liquidità ai Governi e li obbliga ad emettere titoli ad altissimi tassi di interesse, in un circolo vizioso che deprime l’economia e non giova a nessuno, eccetto i creditori.
Per interesse o per timore, l’azione di Monti porta sulla sua sponda due imporanti protagonisti: per interesse, la proposta del Premier italiano non può sfuggiare a Mariano Rajoy, Primo Ministro spagnolo il cui Governo ha recentemente chiesto proprio un’immissione di liquidità per supportare il sistema creditizio spagnolo e al quale lo scudo antispread non può che giovare. Per timore, il paventato veto sulle misure relative alla crescita, la principale esigenza del Premier francese, porta Francois Hollande ad invocare una conferenza stampa all’una di notte, sostenendo l’assoluta necessità ed appoggio ad iniziative che possano finalmente donare stabilità ai mercati.
Angela Merkel, ormai all’angolo, non può che accettare le condizioni imposte da Monti e dalla cordata che in 13 ore di colloqui è riuscito ad intessere. Ma la cancelliera promette di vigiliare sulle condizioni che le sono state strappate con la forza: “La troika UE-BCE assicurerà in seguito la supervisione, come è sempre il caso con l’Efsf e l’Esm, in modo che le condizioni siano rispettate”, ha precisato la Merkel , sottolineando che sarebbe questo “il caso se la Spagna o l’Italia, alla luce del peso dei loro interessi, facessero ricorso a tali strumenti”. Ma Mario Monti, ha di lì a poco confermato che lo scudo antispread avrà un’azione più psicologica e strategica che concreta, tanto che il nostro paese, assicura il Premier, “non intende utilizzarlo”.
La sconfitta politica della Merkel viene spietatamente sottolineata dai media tedeschi. “Italia e Spagna vincono il poker sulle trattative”. “Come nel calcio – scrive lo Spiegel – così anche al vertice sull’euro: l’Italia si è imposta in una lunga notte di trattative e la cancelliera si piega”. “La sconfitta della Merkel in una notte storica” titola invece Die Welt on line: “Questa notte sarà un punto di svolta nei libri di storia sulla crisi – scrive – ; gli antagonisti di Angela Merkel sono riusciti a spostare la linea rossa della cancelliera più volte e con successo”.
