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Come aprire una ditta individuale

Come aprire una ditta individuale

Se volete aprire una ditta o impresa individuale questa guida vi spiegherà in cosa consiste, quali sono i vantaggi e svantaggi correlati a questo tipo di attività, e le procedure corrette per aprirne una.

Impresa individuale: di cosa si tratta

La ditta o impresa individuale è una forma di attività che fa capo ad un solo piccolo imprenditore, che racchiude in sé tutte le competenze, sia a livello decisionale e gestionale che a livello fiscale e legale. Egli è quindi l’unico autore e responsabile, sotto ogni profilo, dell’attività e dei suoi risultati.

Nonostante questo, il titolare di un’impresa individuale può essere aiutato dalla sua famiglia. Possono partecipare, infatti, anche il coniuge e i parenti entro il terzo grado, e gli affini entro il secondo grado. In questo caso siamo di fronte ad una impresa familiare dove tutti i partecipanti hanno diritto alla redistribuzione degli utili, sebbene le responsabilità rimangano solo del titolare.

Si definisce invece impresa coniugale quella dove il coniuge aiuta nel lavoro, ma ci sono delle regole: deve essere costituita dopo il matrimonio, i coniugi devono avere la comunione legale dei beni ed entrambi devono gestire l’impresa senza subordinazione.

Vantaggi e svantaggi

Questo tipo di impresa gode di alcuni vantaggi specie nella rapidità e facilità di gestione. In particolare l’azienda ha un’iscrizione rapida, i tempi di costituzione sono ridotti, così come anche le spese, la contabilità sarà molto semplificata, con oneri al minimo. Si tratta, inoltre, di aziende con una rapidità decisionale elevata e con alta flessibilità nella gestione degli affari.

L’altro lato della medaglia è che in questa forma giuridica, vi è unione tra il patrimonio dell’impresa e il patrimonio personale dell’imprenditore. Questo significa che nel caso in cui l’impresa non sia in grado di onorare i propri debiti, i creditori potranno rivalersi non solo sul patrimonio della ditta ma anche su quello personale del titolare. In linea teorica, quindi, si tratta di una forma di impresa che può condurre completamente sul lastrico.

La persona che gestisce questa attività, inoltre, potrà godere di finanziamenti abbastanza limitati; per questo motivo questa forma giuridica di azienda deve essere utilizzata per impieghi che non abbiano rischi elevati e che non eseguono delle operazioni finanziarie complesse.

Le imprese individuali: artigiani e commercianti

Se avete deciso di aprire una ditta individuale dovete innanzitutto distinguere la vostra tipologia di attività. Nel caso in cui il vostro lavoro sia manuale e, più in generale, in tutti i casi nei quali siate voi personalmente a produrre un bene o prodotto, potete considerarvi degli artigiani. Idraulici, falegnami, gelatai, imbianchini, elettricisti, parrucchieri, meccanici, sono tutti esempi di artigiani.

Nel caso in cui acquistate delle merci, sia all’ingrosso e al dettaglio, per poi rivenderle, siete dei commercianti. I venditori ambulanti, i venditori porta a porta, i negozi di elettrodomestici, di attrezzi per la falegnameria o di televisori, sono tutti esempi di commercianti.

In questi due casi dovete recarvi alla Camera di Commercio della vostra città e iscriversi al Registro delle Imprese, dove verranno inseriti gli elementi identificativi della vostra attività e vi verrà assegnata una partita IVA, cioè un codice di 11 cifre che identifica la vostra impresa in modo univoco.

A livello fiscale dovrete pagare l’Irpef, imposta regionale sulle persone fisiche. Vi verrà chiesto di eseguire nel modello Unico un calcolo tra i ricavi della vostra impresa e i costi che sostenete e sulla differenza, che rappresenta il vostro utile netto, dovrete pagare questa tassa. Ricordate che nel vostro caso si applica il cosiddetto principio di competenza, significa che dovrete pagare le tasse nel momento in cui il lavoro sarà stato svolto e non quando incassate: se eseguite per esempio una prestazione nel 2013 e venite pagati nel 2014, dovrete rendicontare il lavoro nel 2013 e pagare la tassa relativa nel 2013, anche se non avete ancora ricevuto il pagamento.

Dal punto di vista previdenziale siete obbligati ad iscrivervi all’Inps, Istituto Nazionale di Previdenza Sociale, al quale dovrete versare dei contributi relativi a voi e alle persone che partecipano al lavoro, i quali verranno restituiti sotto forma di pensione.

I lavoratori autonomi

Nel caso in cui ciò che viene venduto è una vostra personale capacità e competenza o qualità, sarete allora dei cosiddetti lavoratori autonomi e siete classificabili come professionisti con partita IVA. Un esempio di professionisti autonomi è il consulente aziendale, l’informatico, lo psicologo, il giornalista, il geometra, l’avvocato, il medico, il commercialista.

In tutti questi casi potete evitare di registrarvi alla Camera di Commercio e potete scegliere liberamente se registrarvi ad un albo professionale o all’ordine della vostra categoria di mestiere (cosa che solitamente dà dei vantaggi dal punto di vista della consulenza, supporto e possibilità di carriera) o di rimanere completamente senza alcun albo o ordine di riferimento (cosa che accade molto spesso ai consulenti). In ogni caso, anche se non siete iscritti ad alcuna lista, vi verrà comunque assegnata una partita IVA.

A livello fiscale dovrete anche voi pagare l’Irpef, sempre calcolato sul reddito annuale, ma nel vostro caso vale il principio di cassa; significa che nella differenza tra ricavi e spese dovrete pagare le tasse relativamente a ciò che avete incassato realmente. Per esempio, se eseguite un lavoro nel 2013 e il pagamento arriva solo nel 2014, nel 2013 non dovrete pagare la tassa relativa a quella prestazione, come accadrebbe invece se foste degli imprenditori con principio di competenza, ma pagherete solamente le tasse all’avvenuto incasso.

Dal punto di vista previdenziale, se avrete scelto di iscrivervi ad un ordine apposito, sarete obbligati a iscrivervi alla cassa previdenziale del vostro settore (la cassa del vostro ordine di riferimento) mentre se siete “senza Ordine”, dovrete allora registrarvi all’INPS, sotto la categoria Gestione INPS separata. Ricordate che a prescindere dalle vostre scelte, dovrete sempre pagare l’IRPEF tramite il modello UNICO e registrarvi ad un istituto previdenziale, condizione dettata e imposta dalla legge.

Se crei un prodotto sei un artigiano.
Se rivendi prodotti sei un commerciante

  • Devi iscriverti alla Camera di Commercio presso il Registro delle Imprese.
  • Come tassazione devi pagare sulla differenza fra ricavi e spese, l’IRPEF ogni anno.
  • Per te vale il principio di competenza: le tasse si calcolano a seconda delle entrate e uscite quando queste sono registrate, a prescindere che tu abbia ancora incassato o speso soldi.
  • A livello previdenziale devi iscriverti all’INPS

Se vendi il tuo lavoro o la tua capacità
sei un lavoratore autonomo

  • Nessuna iscrizione alla Camera di commercio, solo all’Ordine di riferimento o anche a nessun ordine.
  • Come tassazione devi pagare sulla differenza fra ricavi e spese, l’IRPEF ogni anno.
  • Per te vale il principio di cassa: le tasse si calcolano a seconda delle entrate e uscite che hai in quel momento.
  • A livello previdenziale, se sei in un ordine devi iscriverti alla cassa previdenziale apposita, se sei senza ordine all’INPS in gestione separata.


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